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THE 69 EYES

Interviews

THE 69 EYES - Jyrki69

Intervista a cura di Letizia Maestrello

Direttamente dalla Finlandia, i The 69 Eyes si preparano all’uscita del decimo album X, che celebra la loro carriera ventennale e il loro sound dark ormai inconfondibile. Jyrki69, leader della band, ci parla nel dettaglio di questo nuovo lavoro.

Prima di tutto, grazie mille per il tuo tempo, lo apprezzo molto! La mia prima domanda riguarda, ovviamente, il vostro nuovo lavoro X: essendo il vostro decimo album in studio, immagino che segni una tappa importante per la band. Che cosa rappresenta per voi? E’ una conferma del sound della band o c’è qualcosa di diverso?

I The 69 Eyes suonano insieme da 23 anni ed è davvero arrivato il momento per il nostro decimo album. L’anno scorso siamo stati in tour con i nostri amici svedesi Crashdïet e Hardcore Superstar e ci siamo chiesti come il nostro materiale più melodico sarebbe stato recepito da quel pubblico hard rock/glam. Alla fine abbiamo visto che proprio le nostre canzoni più melodiche ricevevano una risposta migliore. Questo ci ha fatto pensare che, forse, questo nostro lato malinconico e melodico sia il migliore. Con quest’idea in mente, nel nuovo album siamo ritornati a questo sound più melodico e l’abbiamo portato quasi all’estremo. I The 69 Eyes sono tornati e sono più melodici che mai su X!

Mi ha subito colpita la copertina dell’album, è davvero bella. Chi l’ha fatta? C’è un concetto particolare dietro quest’immagine?
Tutte le persone coinvolte in questo album sono vecchi amici di scuola di The 69 Eyes, volevamo circondarci solo di persone positive. L’artista che ha creato la cover, Jari Salo, negli anni ’90 gestiva un locale goth a Helsinki, quindi anche lui è un vecchio amico. Nella foto della cover ci sono delle ossa di animali trovate in una foresta. È un’immagine misteriosa, psichedelica, piena di dettagli, specialmente nella cover del vinile, perfetta per farsi un trip mentre si ascolta il cd.

Il vostro album è stato prodotto da un team, il On The Verge Production Team. Perché avete scelto di lavorare con un gruppo di persone e non un solo produttore?
On The Verge in realtà sono due persone, Pat Phoenix e Joakim Övrenius. Avevamo già composto qualcosa con loro e sembrava un buon momento per lavorarci e creare l’intero album assieme. Quando si deve registrare e produrre un album, credo che ci sia più spazio per il processo creativo se la fase di registrazione è condivisa con due persone.

Il primo estratto dell’album è la canzone “Red”, il cui video è stato diretto dall’artista svedese Patric Ullaeus. Come vi è capitato di lavorare con lui?
Lo considero uno dei vecchi amici di scuola di cui parlavo prima. Siamo rimasti in contatto per una decina d’anni prima di decidere di fare questo video insieme. Ma alla fine è giunto il momento! L’album è stato registrato in Svezia, così io volevo anche un video “svedese”. Visivamente mi sono ispirato al film di David Fincher “The Girl With The Dragon Tattoo” (primo capitolo della trilogia “Millennium” dello scrittore svedese Stieg Larsson, a cui Fincher si è ispirato, NdR). Vedove misteriose, la splendida campagna svedese e una lussuosa villa, ecco il concept di “Red”.

Avete registrato X a Stoccolma, ma per il vostro precedente album avete avuto la possibilità di registrare anche a Los Angeles. Avete trovato molte differenza nel registrare negli Stati Uniti e in Europa?
Ovviamente c’è un’atmosfera totalmente diversa nel registrare a Hollywood. Il nostro precedente album è volutamente più aggressivo, così come questo si focalizza maggiormente su melodia, musica e suoni orecchiabili.

Farete un tour promozionale in Finlandia, avete in programma anche un tour europeo più vasto? L’ultima volta che avete suonato in Italia avete condiviso il palco con Hardcore Superstar e Crashdïet : c’è una band con cui vi piacerebbe suonare nel prossimo tour?
Certamente, faremo un lungo tour europeo tra gennaio e febbraio 2013, e naturalmente suoneremo un paio di concerti anche in Italia. Al momento stiamo suonando su due crociere metal nel Mar Baltico con Hypocrisy, Mustasch e D.A.D. . Si è parlato molto anche di un lungo tour degli States con i Danzig, credo sia giunto il momento di farlo!

Parlando di concerti, suonerete appunto su queste navi da crociera tra Finlandia, Svezia ed Estonia: come vi è venuta quest’idea?
Negli Stati Uniti ci sono molti concerti rock e metal a Las Vegas, qui in Scandinavia i concerti si fanno sempre più spesso sulle navi da crociera.

Dopo la pubblicazione di un libro fotografico nel 2006 (“Route 69”) sta per uscire un fumetto sulla storia della band. Cosa ci dobbiamo aspettare? Avete un interesse particolare per il mondo dei libri e dei fumetti?
Prima di dar vita a The 69 Eyes ero un artista di fumetti underground, e ancora adesso realizzo delle illustrazioni per la band, ogni tanto. Adesso uscirà questo fumetto su di noi, in 3 volumi, realizzato da alcuni artisti americani, e sono davvero emozionatissimo! Ce l’abbiamo fatta! Sono un patito di fumetti da sempre, i The 69 Eyes sono una parte dei miei sogni da ragazzino.

Parlando di interessi, sul vostro sito avete annunciato il lancio di un vostro marchio di vino rosso, chiamato giustamente “Red”. È abbastanza insolito, come siete arrivati a questo progetto? Il vino sarà disponibile solo in Finlandia o in tutta Europa?
Al giorno d’oggi molte rock band come AC/DC, Motörhead e Slayer hanno i propri marchi di vino. Credo che si addica anche ai The 69 Eyes. Il nostro vino è prodotto a Verona ed è veramente buono!

Un’ultima domanda: dopo questi 10 album, come riassumeresti l’evoluzione della band negli anni? Come ti vedi tra 20 anni?
La risposta migliore è: ascoltate il nuovo album! Troverete gli Helsinki Vampires al loro apice. Tra vent’anni credo che saremo più famosi che mai..

Grazie mille Jyrki, al prossimo tour!
Blessed be!




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