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Reviews
ARRYAN PATH
Terra Incognita
(Pitchblack Records)
2010
La prima cosa che salta agli occhi è naturalmente la provenienza di questa band, che fa sentire la propria voce dall’insolita location di Cipro, anche se le scarne biografie a disposizione ne collocano la nascita a Boston nel 1997. Gli Arryan Path hanno un respiro internazionale, che li porta a realizzare un disco che è sì, chiaramente, legato al power metal alla Stratovarius (anche se un po’ meno pieno di acuti e di assoli stratosferici), ma che contiene anche numerosi richiami al metal classico, in parte anche al doom (per via di alcuni brani dall’incedere lento), e alla musica araba. Quest’ultimo aspetto, evidente sia in diverse parti strumentali che nel modo di cantare, è il vero valore aggiunto, ciò che consente agli Arryan Path di distinguersi e di avere un qualcosa in più rispetto all’immobile brodo primordiale di band che cercano ancora, disperatamente, di tirare fuori qualcosa da un genere agonizzante come il power metal. Invece, la presenza di “Terra Incognita” (per quanto ripetitiva nel suo testo), di “Ishtar” e di “Cassiopeia”, che sono appunto i pezzi più influenzati dalla parte mediorientale del gruppo, fa da valore aggiunto all’album. Gli Arryan Path dimostrano quindi di saper scrivere brani interessanti, che sanno valorizzare nel modo migliore la voce di Nicholas Leptos. Non si capisce allora perché, a fianco di queste canzoni ottimamente riuscite, figurino inutili riempitivi come i sei minuti di “Minas Tirith” o la martellante “Open Season”. Peccato, perché senza questi scivoloni nel banale, la qualità totale del disco sarebbe risultata migliore.
Anna Minguzzi
Track List:
1. Cassiopeia
2. Molon Lave
3. Terra Incognita
4. Open Season
5. Isthar
6. The Blood Remains On The Believer
7. Elegy
8. Angel With No Destination
9. Minas Tirith
10. The Mind (bonus track)
Contatti:
www.myspace.com/arryanpath