ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


JUPITER SOCIETY - Terraform

Reviews

JUPITER SOCIETY
Terraform

(Progrock Records/SPV)

2009


Dietro al monicker Jupiter Society si cela Carl Westholm, già tastierista di band quali Carptree e Abstrakt Algebra, che qui riesce a plasmare una mirabile creatura musicale, accorpando elementi progressive e dark e riuscendo a differenziarsi dalla maggior parte dei gruppi in circolazione. L’eccellente opener “New Universe” si avvale delle vocals ispirate del noto Mats Levén (Malmsteen, Treat, Abstrakt Algebra, Swedish Erotica, Therion, Krux) e alterna momenti crepuscolari a un refrain che ricorda certe cose del Devin Townsend solista meno schizoide. Non è da meno la seguente “Rescue And Resurrection”, pezzo dall’andatura inquietante e dal mood epico e oscuro, nel quale troviamo, dietro al microfono, l’incredibile Öivin Tronstad, autore di una superlativa prova vocale. Il livello del disco si mantiene alto pure con “Cranial Implant”, che predilige ancora atmosfere lente ma ricche di pathos e la tenebrosa ballad pianistica “Into The Dark”, con un Mats Levén in gran spolvero che impreziosisce ulteriormente uno dei momenti qualitativamente più elevati dell’album. La plumbea “Sirens’ Song/Black Hole”, che ospita Leif Edling (leader di Candlemass e Krux) al basso, riesce a far convivere in maniera esemplare doom, progressive, elettronica e sonorità non lontane dai migliori Savatage (che fanno capolino lungo tutto il disco) e pure la title track e la traccia conclusiva, pur mantenendo le coordinate musicali degli altri pezzi, risultano estremamente convincenti. Questa seconda prova in studio del gruppo di Carl Westholm si candida tra le cose più interessanti dell’anno in corso: oltre a un livello di songwriting elevatissimo e una schiera di ottimi frontman e musicisti, l’album gode anche di un’accurata produzione e di una veste grafica avvincente e in piena attinenza con le liriche di stampo fantascientifico. Sia ben chiaro, Terraform non è il disco adatto per chi vuol praticare del sano headbanging, né per chi cerca melodie spensierate e immediate, ma una raccolta di canzoni da ascoltare con attenzione, in modo da coglierne tutte le sfumature: così facendo entrerete nell’oscuro mondo dei Jupiter Society e non ne uscirete facilmente. Un ottimo lavoro.

Luca Driol

Track List:

1. New Universe
2. Rescue And Resurrection
3. Cranial Implant
4. Into The Dark
5. Siren’s Song/Black Hole
6. Terraforming
7. Beyond These Walls You Are Not My Master




Torna ai contenuti | Torna al menu