Menu principale:
Live Reports
SWEDEN ROCKS
TREAT + The Poodles + H.E.A.T.
Sottotetto, Bologna
02/05/2010
Report di Stefano Gottardi, Anna Minguzzi e Claudio Puggioli, foto di Anna Minguzzi
Nonostante si tratti di una domenica sera, sorprendentemente la gente accorsa a sentire questo trio di gruppi svedesi non è poca, e quando gli H.E.A.T. salgono sul palco il Sottotetto è già piuttosto popolato. Qualche intoppo nel tragitto che portava il tour bus dei 3 gruppi dal Belgio all'Italia causa un certo ritardo, che obbliga tecnici e musicisti stessi a scaricare in fretta e furia la strumentazione e fare un soundcheck velocissimo. Questo contrattempo probabilmente penalizza proprio la band opener, che si vede costretta ad accorciare il set, che alla fine dura solo poco più di mezzora. Una mezzora tiratissima però, che dimostra come questo giovanissimo complesso sia meritatamente entrato nel cuore dei fan, oltre che per un disco buonissimo, anche per le innegabili doti on stage. Dal debut album vengono suonate in rapida successione tutte le hit: “There 4 You”, “Late Night Lady”, “Straight For Your Heart” e “Keep On Dreaming”. Nonostante non abbiano i suoni migliori della serata, i ragazzi ce la mettono tutta per colpire il pubblico, che risponde al richiamo incitandoli a gran voce per tutto il tempo. Forti di almeno un paio di cavalli di razza in formazione (il chitarrista Dave Dalone e il sorprendentemente grasso singer Kenny Leckremo), gli H.E.A.T. mietono altre vittime con la lenta “Cry”, eseguita con un inedito duetto piano/voce ed il pezzo presentato all'Eurovision “1000 Miles”, prima di congedarsi dalla folla con “Beg Beg Beg”, singolo apripista del nuovo disco Freedom Rock. Un'esibizione che scalda gli animi e consegna in pasto ai fanatici del rock melodico un gruppo dal sicuro avvenire. (Stefano Gottardi) Occhiali scuri, inguainato in una pelliccetta nera che, nonostante il clima monsonico esterno, ha vita breve nella calda atmosfera del locale, Jakob Samuel e i suoi The Poodles danno una seconda scossa di brillante vitalità alla serata. Il ricordo che rimane più impresso è proprio quello di un Samuel vero mattatore del palco; sfoggia tre cambi d’abito (prima in nero, poi in azzurro e infine in rosso), neanche fosse una valletta del Festival di Sanremo, non sbaglia una nota e interagisce continuamente con il pubblico, con particolare riguardo per la bandierina svedese che sventola fra le prime file. Nel tempo a loro disposizione, i The Poodles presentano un repertorio che attinge da tutti e tre gli album finora all’attivo, alternando il vecchio e il nuovo e trovando sempre un ottimo riscontro da parte della folla. La nota particolare è la presentazione di “One Out Of Ten”, che la band dedica al nostro Nicolò Fragile. In sintesi, per quanto l’ordine di ingresso conti relativamente in un festival come questo, dove i gruppi sono accomunati da genere suonato e anche da provenienza geografica, non è sbagliato dire che siano stati loro i veri headliner della serata. (Anna Minguzzi) Finale impeccabile con i Treat! Ametto che non mi aspettavo una tale grinta e potenza dal quintetto svedese, che parte lanciato con “The War Is Over” tratto dall'ultimo album. Nonostante l'età questi ragazzi picchiano duro e bene, senza la minima traccia di un errore. E dopo un paio di pezzi un po' meno recenti si lanciano in un medley in cui spiccano “Rev It Up” e “Party All Over”. Ovviamente la risposta del pubblico (che canzone dopo canzone si fa sempre più fitto) è più che positiva. Finito il medley si ributtano a capofitto in un'altra doppietta di nuovi brani: “We Hold The Night” e “Roar” con cui la folla si infiamma definitivamente. E come colpo di grazia come poteva mancare la loro hit “Get You On The Run”, seguita da “Cospiracy” con cui pongono fine alla scaletta, prima di fare il bis a gran richiesta con “Skies Of Mongolia” e con la killer track “World Of Promises” in cui salgono sul palco tutti i componenti delle altre due band, in un'unica jam session da far rizzare i capelli. Per il sottoscritto questo è stato uno dei migliori concerti dell'anno, sia a livello di gruppi che di acustica! Sicuramente un concerto da nove e mezzo! (Claudio Puggioli)

