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DYNAZTY - Sultans Of Sin

Reviews

DYNAZTY
Sultans Of Sin

(Stormvox Records)

2012

L'immagine di copertina che mostra la band al tavolo da gioco, fra alcolici di vario tipo e le mani da scheletro del croupier, ben rappresenta il titolo del disco. Non fa niente se la città del peccato che ospita le scorribande dei Dynazty è Stoccolma e non Las Vegas, la sin city per antonomasia, quello che è sicuro è che questo gruppo svedese non ha davvero niente da invidiare ai più blasonati artisti statunitensi. Un'elegante confezione in formato super jewel invoglia a scartare velocemente il cd e ad inserirlo nel lettore: subito si viene travolti dalla carica rock del combo scandinavo, giunto ormai al terzo full-length nel giro di pochi anni. Dopo un debut più che dignitoso, il precedente Knock You Down (2011) gli ha fatto raccogliere lodi sperticate dalla stampa ed anche il fan base è aumentato; da qui probabilmente è nata la decisione di tornare in studio di registrazione e battere il ferro finché è caldo. Ma Sultans Of Sin non sembra affatto un disco realizzato in fretta e furia, tutt'altro: il songwriting si è fatto ancor più ricercato e maturo, strizzando talvolta l'occhio all'aor, pur senza allontanarsi troppo dall'hard'n'heavy di stampo classico che, da sempre, caratterizza questo gruppo. E a questo punto, dopo tre dischi in cui ripropongono con i dovuti aggiustamenti la stessa formula senza annoiare, bisogna riconoscergli anche il merito di non essere mai saliti sul carrozzone “new glam post Rest In Sleaze” su cui molti loro connazionali e non si sono catapultati con estrema disinvoltura, spesso con risultati fra l'imbarazzante e il patetico. Anche questa volta piazzano la killer song (“Land Of Broken Dreams”) e la accompagnano ad una serie di pezzi molto convincenti che rendono questo lavoro un must per chi aveva amato gli altri due, e qualcosa da scoprire per chi ancora non ha confidenza con il sound di questa straordinaria band svedese, tornata ad essere un quintetto dopo l'inserimento in formazione di un secondo chitarrista, Mike Laver, come agli esordi quando era John Berg, oggi con Chris Laney e Oz, a far coppia con Rob Love.

Stefano Gottard

Track List:

1. Come Alive
2. Raise Your Hands
3. Land Of Broken Dreams
4. Falling
5. More Than A Man
6. Love Junkie
7. The One To Blame
8. Back Again
9. Bastards Of Rock & Roll
10. Sultans Of Sin




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