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Reviews
TANGIER
Stranded
(Atco Records)
1991
Philadelpia non è solo la città dell’amore fraterno, di Rocky o dei 76ERS del “Doctor J”, ma anche una fucina di buoni talenti musicali come i Cinderella. Anche i Tangier, band che vide la luce nel 1985 dall’incontro fra il chitarrista Doug Gordon e il singer Bill Mattson hanno espresso, nella loro breve esistenza, una buona dote di talento musicale. Gordon fu fulminato da un’esibizione di Mattson che all’epoca cantava in una band chiamata Dead End Kids, tanto da contattarlo e convincerlo a mettere su un progetto che quello stesso anno riuscì a fargli pubblicare un album omonimo con la piccola indipendente Volpe Records di Brian Kushner. Gli inizi non furono però straordinari, il disco fu diffuso in edizione limitata e questo spinse Gordon a cambiare quasi tutta la line-up. Vennero ingaggiati il chitarrista Gari Saint, Garry Nutt al basso e il batterista Bobby Bender. Nel 1989 viene pubblicato il secondo disco Four Winds che ottiene un discreto successo raggiungendo il novantunesimo posto nella classifica americana Billboard. L’aver fatto da spalla spesso ai più celebri Cinderella, frutterà ai Tangier un’amicizia che gli sarà d’aiuto per strappare un contratto con la Atco Records. Nel 1990 Mattson lascia la band per divergenze musicali e viene sostituito da Mike LeCompt che era il cantante originario dei Tangier fino a quando, poco prima di ottenere il primo contratto musicale, non era stato sostituito da Mattson. Stranded è probabilmente il migliore dei tre lavori della band di Philadelpia: un sound rock blues che cattura, l’intro “Down The Line” che parte con un’armonica dalla sonorità aerosmithiana, ricorda “Let The Music Do The Talking” e trascina subito l’ascoltatore con il suo ritmo sfrenato. “You’re Not The Lovin’ Kind” è forse il pezzo migliore e si avvale della collaborazione nella scrittura del bassista dei Cinderella, Eric Brittingham. “Since You Been Gone”, la ballad di turno, mette in risalto le ottime qualità di LeCompt, una voce che ricorda molto quella del giovane Eric Clapton o quella di Richie Sambora che già di per sé avrebbe potuto partecipare a ‘re per una notte’ e vincere senza problemi, data la spaventosa e forse voluta somiglianza con la voce del celeberrimo Slow Hand. “Takes Just A Little Time”, con il suo intro di chitarra acustica, ci fa pensare un po’ a “Demons Down” degli House Of Lords. Poi veniamo nuovamente catturati dal ritmo sfrenato da saloon moderno di “Excited” e di “Back In The Limelight”. La title track “Stranded” vide la partecipazione nel video di una Pamela Anderson in forma eccezionale. Stranded è un album dall’arrangiamento essenziale, ma non per questo poco efficace; cattura l’orecchio perché è nudo e crudo rock’n'roll, coinvolgente, sporco nella voce ed è stata l’ultima traccia lasciata dai Tangier che poi si sarebbero persi naufragando nel mare di band e di album che tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90 affollarono il mercato musicale mondiale che esplose con l’avvento del mai troppo maledetto grunge.
Ivan Varsi
Track List:
1. Down The Line
2. Caution To The Wind
3. You’re Not The Lovin’ Kind
4. Since You Been Gone
5. Takes Just A Little Time
6. Excited
7. Back In The Limelight
8. Stranded
9. It’s Hard
10. If Ya Can’t Find Love
Contatti:
www.myspace.com/tangierrocks