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Reviews
TAZ TAYLOR BAND
Straight Up
(Escape Music/Frontiers)
2009
Quando l’hard rock è deludente, il senso di insoddisfazione è davvero molto forte. Accade questo per il nuovo album del chitarrista inglese Taz Taylor, che si differenzia dal precedente, intitolato Welcome To America e pubblicato nel 2006, per un importante cambio di cantante. Dietro il microfono questa volta c’è infatti Keith Slack, già negli Steelhouse Lane, che va a sostituire Graham Bonnet, ma sinceramente questa sostituzione non è neanche un grosso sbaglio, in quanto Slack si destreggia abbastanza bene nel suo compito. Purtroppo, quando si ha a che fare con un disco prodotto in modo più che discutibile, e soprattutto con brani spenti, senza nessun tentativo di originalità, nemmeno Ronnie James Dio potrebbe fare qualcosa. Non ci sarebbe assolutamente nulla di male a proporre hard rock in stile anni ’70, neanche quando la voce fosse ricalcata sul tentativo di imitare David Coverdale, peccato che la mancanza totale di idee imperversi per tutta la durata dell’album. Qualche suono di tastiera e, naturalmente, gli assoli di chitarra di Taylor furoreggiano praticamente ovunque col tentativo di dare maggiore sostanza a pezzi che non ne hanno, ma il risultato non raggiunge le aspettative. Si salva giusto “The Fugitive” per il suo stile molto on the road, sobrio e leggero al tempo stesso, ma a parte questo non c’è praticamente niente che risulti particolarmente significativo per riuscire a dare spessore a un disco che non ne ha. Irritante.
Anna Minguzzi
Track List:
1. Lock And Load
2. Razor Tongue
3. One More Night
4. The Fugitive
5. What You Need
6. In Harms Way
7. Information Overload
8. Never Letting Go
9. Bring It
10. Wait No More
11. Straight Up