ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


STONE ORANGE

Interviews

STONE ORANGE - Tomo Jurca

Intervista a cura di Alice Ottolini

In occasione dell’uscita di The Dreamcatcher per Street Symphonies, Roxx Zone ha potuto dialogare con la band slovena Stone Orange, che ha così avuto modo di presentarsi al pubblico italiano.

Ciao! Innanzitutto, grazie per averci dedicato parte del tuo tempo! Prima di tutto, le cose importanti: potresti raccontare ai nostri lettori chi sono gli Stone Orange? Che “etichetta musicale” utilizzeresti per descrivere la vostra musica?

Siamo una band hard rock di Lubiana. Siamo attivi da più di dieci anni e abbiamo appena pubblicato il nostro secondo album. Rispetto alle “etichette”, è sempre molto difficile darsi una definizione, ma hard rock è la definizione migliore della musica che facciamo. Alcuni potrebbero sostenere che questa etichetta e che questo genere siano datati, ma io credo che siano ancora esistenti e che abbiano ancora qualcosa da dire.

Gli Stone Orange hanno appena pubblicato il loro secondo album, The Dreamcatcher. Ti va di parlarci di questo disco?
Si tratta di un album che è stato in lavorazione per qualche anno. Volevamo fare le cose a tempo debito, e quindi l’abbiamo presa con calma. Abbiamo lavorato con un produttore questa volta, e questa collaborazione si è rivelata essere molto utile. Dejan Radicevic ci ha aiutati molto nel trovare i suoni e nello sviluppare le idee rispetto al loro massimo potenziale. The Dreamcatcher è sicuramente molto più maturo rispetto al nostro primo disco. Si tratta anche del nostro primo disco in inglese. La lingua slovena e l’hard rock non vanno molto d’accordo.

The Dreamcatcher ha una copertina molto particolare. Chi ha avuto l’idea di creare come immagine per la cover una figura di donna inserita in un paesaggio surreale, all’interno di un acchiappasogni, e chi è il designer che l’ha creata?
Noi della band abbiamo avuto le idee iniziali, e le abbiamo presentate al nostro designer, Elton Fernandes, che vi ha lavorato a modo suo. Gli abbiamo detto che il titolo dell’album sarebbe stato The Dreamcatcher, quindi l’idea l’ha presa da lì. È veramente bravo nella manipolazione delle foto, oltre ad essere un bravissimo artista. Le sue immagini surreali ed i paesaggi tristi che realizza sono incredibili, come si può dedurre da altre sue opere. Ha fatto un lavoro incredibile sulla cover del nostro disco, ha colto in pieno le vibrazioni ed il messaggio dell’album.

Ascoltando i vostri pezzi, risulta che troviate le vostre radici nell’hard rock anni Settanta e nella tradizione del rock melodico degli anni Ottanta, giusto?

Sì, è esatto. Gli anni Settanta e Ottanta sono stati due decenni meravigliosi per la musica rock se li confrontiamo con i due più recenti. Negli anni Settanta il rock ha creato una vera e propria rottura, e gli anni Ottanta hanno portato all’esplosione del metal, oltre ad averci regalato alcune delle melodie più belle del rock e del pop. Avete presente grandi band come gli UFO? Ecco, quella sì che era musica, specialmente l’aspetto più melodico, che è andato totalmente perso ed è un gran peccato, quindi stiamo cercando di riportare questa arte perduta nella musica di oggi.

Gli Stone Orange hanno subito diversi cambi di line-up dalla pubblicazione del vostro debut album. Come vanno le cose con la formazione attuale? avete trovato una combinazione positiva di musicisti ed idee?
Certamente! Si tratta di una cosa che succede a tutte le band, una specie di rito di passaggio. Le cose vanno molto bene al momento. Abbiamo trovato un bravissimo batterista, Vid, mentre il nucleo del gruppo è composto da me, Marko e Dado, che siamo rimasti sempre gli stessi. Pensiamo in modo simile, seguiamo lo stesso tipo di musica e spacchiamo sul palco. Trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda è una cosa molto importante per la chimica interna alla band.

Arrivati a termine della nostra intervista, c’è qualcosa che ti andrebbe di aggiungere alla nostra chiacchierata? Sentiti libero di esprimerti e grazie mille per questa intervista!

Beh, grazie per averci intervistati! Auguro il meglio a te e ai lettori di Roxx Zone! Siamo contenti che in Italia questo tipo di musica sia ancora vivo e vegeto e che abbia un pubblico che lo segue. Non vediamo l’ora di suonare da voi quest’autunno!




Torna ai contenuti | Torna al menu