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STICK IT OUT

Interviews

STICK IT OUT - Dave & Andy

Intervista a cura di Stefano Gottardi

Secondo full length, sterzata stilistica, cambio di formazione e di etichetta: queste sono solo alcune delle novità che i romani Stick It Out presentano in questi mesi finali del 2012, e che il cantante/chitarrista Dave ed il chitarrista Andy ci hanno simpaticamente illustrato...

Ciao, partiamo subito dalla prima cosa arrivata a stampa e pubblico, ormai qualche mese fa, l'immagine di copertina: che cosa vuole rappresentare e perché avete scelto questo titolo per il nuovo disco?

Dave: Ciao Stefano, sì la copertina era ormai pronta da parecchio tempo. Volevamo un'immagine semplice e chiara che rispecchiasse il sound dell'album. Quale immagine migliore di due uova in tegame con delle cicche di sigaretta? (ride)
Andy: L’artwork è stato pensato interamente da noi mentre tornavamo in macchina da un live non so dove, poi Dave ne ha curato la realizzazione. Titolo e copertina volevano essere abbastanza provocatori e sarcastici, perché come ben sai la considerazione per la musica ‘rock’ ultimamente non è delle migliori. (ride)
 
Rispetto al passato, la prima cosa che si nota è l'assenza dell'inconfondibile ugola di Freddie. Come mai ha lasciato la band? E che fine ha fatto? Ricordo un'altra sua band, New Babylon, di cui possiedo un demo ma non ho più sentito parlare...
Dave: Ci siamo separati soprattutto per divergenze musicali e perché avevamo un’ottica di band differente dalla sua. Devo dire che è stata una decisione difficile da prendere, anche se parlavamo spesso delle problematiche ed eravamo tutti d’accordo, compreso lui. I New Babylon dopo il demo hanno avuto anche loro cambi di line-up, non so se al momento sono fermi o se stanno tirando su del materiale nuovo.
Andy: Sì, con Freddie siamo tuttora in ottimi rapporti, tant’è che ha fatto anche qualche backing vocals sul disco nuovo.
 
Dave, penso che la scelta di lasciarti l'incombenza di tutte le parti vocali sia stata la più ovvia e naturale, del resto avevi già cantato sul debut e soprattutto sul successivo ep di cover, Let There Be Punk.
Dave: Ricordo che prima di prendere questa decisione abbiamo provato a cercare qualche cantante, ma non è per niente facile trovare un quinto elemento che abbia la stessa direzione musicale della band, noi quattro siamo sempre stati molto uniti come gruppo e anche che come gusti musicali. Quindi alla fine la scelta è stata quella di modificare un po’ l'impronta, l'attitudine e prendere totalmente il ruolo di cantante.
Andy: Naturalmente ognuno di noi ha dovuto lavorare sodo e rivedere il suo ruolo, io ad esempio ho preso carico in toto delle parti solistiche di chitarra, Tripp ha lavorato molto sulle doppie voci, e l’ingresso del nuovo batterista Nyk ha portato un sound decisamente più grosso e massiccio.

Un ep che lasciava intravedere quale sarebbe stata la strada intrapresa dalla band, oggi molto più punk rock che sleaze, se mai sleaze lo siate stati davvero...
Andy: Dal punto di vista musicale noi continuiamo a suonare quello che ci è sempre piaciuto e ci ha sempre divertito. Sicuramente l’approccio vocale influenza per buona parte il modo in cui il pubblico percepisce il sound, ma dalla nostra noi crediamo di aver sempre suonato un rock’n’roll veloce, sporco e d’impatto.
Dave: Sì, probabilmente Freddie dava quel tocco di sleazy, eheh! Diciamo che abbiamo sempre fatto sentire le nostre radici punk rock, ma il sound non è cambiato poi così tanto, si è solo adattato un po’ di più alla nuova voce. 

Ho notato che avete ripreso alcuni vecchi brani su Today’s Dump...
Dave: Sì, due, di cui uno in particolare stravolto completamente!
Andy: (ride) Non so quanti se ne accorgeranno, considerando che li abbiamo totalmente riarrangiati, cambiato lyrics, aggiunto parti di chitarra, ospiti alla voce e chi più ne ha più ne metta!

Il primo lavoro ed ep erano autoprodotti, poi la Sliptrick Records ha ristampato Stick It Out e oggi siete con Valery Records: com'è avvenuto il cambio di etichetta e quali vantaggi ha portato sinora?

Andy: Per nostra natura siamo sempre stati abituati a prendere in mano la situazione e autopromuoverci, e crediamo che in questo momento di crisi per il mercato musicale il DIY sia una soluzione. Poi un po’ per caso siamo entrati in contatto con Niki e la Valery Records e si è subito instaurato un rapporto di fiducia e stima reciproca che ci ha convinto ad affidarci a loro, lasciandoci la possibilità di concentrarci maggiormente sull’aspetto musicale della band.

Tracciando un bilancio di questi primi 7 anni di vita della band, che cosa rifareste e che cosa, invece, cambiereste?
Dave: Io non cambierei nulla e rifarei tutto quello che abbiamo fatto, nel bene e nel male è servito tutto, ci ha fatto crescere... ed è stato davvero divertente!
Andy: Be’ sono stati anni fantastici, la band è stata davvero una famiglia e ancora oggi che ognuno di noi ha la propria vita continuiamo ad essere uniti come poche altre band. Ho incredibili ricordi legati alla creazione di un nostro studio di registrazione e alle nottate che abbiamo passato lì sotto (ride), ai primi videoclip girati, a tutte le idee più assurde per cercare di farci notare ed emergere... nessun rimpianto, eheh!

Siete di Roma, che opportunità offre la Capitale ad una band come la vostra?
Dave: Sono stra-convinto che non può offrire niente di più di quello che già abbiamo, non c'è molto spazio per band come la nostra qui a Roma, per questo puntiamo molto di più sul circuito musicale estero, è solo più difficile per noi Italiani arrivarci.
Andy: In Italia non c’è più una cultura musicale vera e propria, gli unici ‘prodotti’ che escono sono creazione di programmi televisivi destinati a scomparire nel giro di pochi mesi. Purtroppo avendo avuto modo di girare parecchio in Europa negli ultimi anni devo dire che ogni volta rientrare nel nostro Paese è una delusione dal punto di vista culturale, ma il discorso è troppo ampio per parlarne in questa circostanza. Sicuramente già salendo al nord Italia abbiamo constatato una maggiore apertura, dovuta probabilmente ad una maggior vicinanza al resto dell’Europa, del resto basta avvicinarsi a Francia e Germania per avere una realtà totalmente differente.

Qualche anno fa avete accompagnato gli svedesi Innocent Rosie durante le loro date italiane, ed io vi ho visto in due occasioni: che ricordo avete di loro e di quel mini tour?
Dave: Ho un bellissimo ricordo di quel mini tour, gli Innocent Rosie sono un’ottima band e ottime persone, e tuttora siamo rimasti in contatto con alcuni di loro.
 
Avete suonato anche con Backyard Babies, Bullet, Crucified Barbara, Kee Marcello e Adam Bomb: che ricordi avete delle date con questi artisti?

Dave: Spesso in queste occasioni sei vittima delle organizzazioni, devi farti valere in quel poco di tempo che hai, e basta una cosa fuori posto per fare uno show pessimo... come ai Backyard Babies, non ricordo un live degli Stick It Out peggiore di quello! (ride) Invece bellissimo ricordo con le Crucified Barbara, davvero divertenti e alla mano.
Andy: Sì, quando suoni in questi grandi eventi l’organizzazione quasi si dimentica che anche i gruppi di apertura meritano una giusta attenzione, non dico tanto, ma che almeno si ricordino di aprire l’impianto di amplificazione! (ride) Sicuramente le date con le Crucified Barbara sono state tra le più divertenti, ma alla fine ho un ottimo ricordo anche di Backyard Babies e Crashdïet.
 
Avete recentemente presentato il nuovo disco a Roma, com'è andata la serata?
Dave: La data è andata molto bene considerando che era un doppio release party, ed è stato davvero azzeccato sia il posto che la situazione. Abbiamo diviso la serata con un’altra band romana, i Mantram, non è la prima volta che ci suoniamo insieme e devo dire che sono davvero bravi sia musicalmente che professionalmente
Andy: Sì, quando suoniamo a Roma è sempre una festa, bene o male conosciamo tutto il giro rock, o perlomeno quel che ne resta, i pochi coraggiosi superstiti. (ride)

C'è in programma la realizzazione di un videoclip?
Dave: Sì, il brano c'è e anche l'idea del clip, bisogna solo realizzarlo.
Andy: Abbiamo diverse idee, vediamo se troveremo le persone giuste per realizzarle.

Che altro bolle in pentola in casa Stick It Out?
Dave: Stiamo pianificando un po’ di date per promuovere il disco, soprattutto come support a band con maggior seguito e festival per la prossima estate.
Andy: Al momento la priorità è promuovere ‘Today’s Dump’ con live nei club, festival, show acustici, passaggi radio, su webzine, interviste... Il nostro obiettivo primario ora è di far ascoltare questo nuovo lavoro a più persone possibili, non solo ai fan del rock in senso stretto; abbiamo lavorato molto sulle parti vocali e gli arrangiamenti dei pezzi e il fatto di aver potuto farlo agli ElliottGarage, il nostro studio, ci ha permesso di curare al massimo tutti i dettagli. Insomma abbiamo cercato di mantenere intatto il nostro sound veloce e d’impatto, concentrandoci allo stesso tempo sulle melodie per creare pezzi che si schiaffino nelle teste degli ascoltatori!

Grazie per il vostro tempo ragazzi, ci si vede sotto a qualche palco...
Dave e Andy: Grazie a te e Roxx Zone come sempre, un abbraccio e a presto!!!




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