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STEEL PANTHER

Live Reports

STEEL PANTHER + The Treatment

Alcatraz, Milano
22/03/2011

Report e foto di Alice Ottolini

Direttamente da Los Angeles arriva a Milano la band glam metal (o meglio dire, parodia del glam metal) Steel Panther, con il loro show adrenalinico e pieno zeppo di volgarità assortite, rigorosamente per stomaci non delicati. Il pubblico dell’Alcatraz viene riscaldato dalla giovane band inglese
The Treatment, che convince con i pezzi tirati e un vocalist decisamente all’altezza. Annunciati dall’intro “In The Future” alle 21 salgono sul palco gli Steel Panther, e già a partire dal primo pezzo “Supersonic Sex Machine” si scatena il pogo nelle prime file, rendendo bene l’idea della voglia di fare festa del pubblico presente. Il concerto prosegue con “Tomorrow Night”, brano tiratissimo tratto dall’ultimo lavoro della band Balls Out, seguito poi da due tracce di Feel The Steel, “Fat Girl” e “Asian Hooker”. Si torna ai pezzi più recenti con “Just Like Tiger Woods” (tributo al golfista al quale l’amore per le donne ha causato qualche problemino) e “Gold-digging Whore” con tanto di spelling del titolo nel finale, in pieno stile anni Ottanta. Si arriva quindi all’assolo di chitarra del guitar hero della serata, Satchel, che parte con “Flight Of The Bumblebee”, per successivamente proporre in pochi minuti assoli dai più famosi inni metal di sempre, da “Iron Man” dei Black Sabbath a “Sweet Child O’ Mine” dei Guns M' Roses, mostrando tutta la sua abilità tecnica ed un pizzico di compiacimento nel vedere la platea apprezzare questo medley. Si riprende poi con “It Won’t Suck Itself”, che nell’album vede la partecipazione del cantante dei Nickelback Chad Kroeger, per raggiungere poi uno dei momenti più attesi: la power ballad “Community Property”, che rappresenta senza tanti giri di parole la filosofia di molti rocker “il mio cuore appartiene a te, ma il mio c***o è proprietà pubblica!”. Dopo “Eyes Of A Panther” si torna alle ballad, questa volta in acustico, con “Girl From Oklahoma”, che nonostante il ritmo dolce e cantabile, parla di una ragazza che salta sul tourbus della band per offrire i propri servigi, mentre la madre la aspetta nel parcheggio per tornare a casa. Dato che lo show volge al termine, inizia come di rito per la band l’invasione del palco, sulle note di “Party All Day”: un nutrito gruppo di ragazze balla e si struscia sui componenti della band, che ovviamente sembrano apprezzare parecchio la loro presenza. Dopo “Turn Out The Lights” si arriva all’ultimo pezzo prima dei bis “Death To All But Metal”, cantato a squarciagola dal pubblico, ormai stanco e sudato, ma felice di avere preso parte a una vera e propria festa metal d’altri tempi. Dopo una breve pausa, acclamati dal pubblico, Michael Starr e soci tornano per gli ultimi due brani dell’encore: “The Shocker” (che descrive con dovizia di particolari il celebre gesto) e “17 Girls In A Row”, salutando così il pubblico italiano, che ha dimostrato di apprezzare veramente lo show della band losangelina. Gli Steel Panther sul palco interpretano con genialità la loro parte di rocker sboccati, ma dimostrano anche notevoli doti tecniche: il singer Michael Starr non delude per capacità vocale e presenza scenica, il batterista Stix Zadinia picchia con decisione, dando il giusto tempo ai suoi colleghi, mentre il chitarrista Satchel non ha smesso (se non per ripetere le volgarità in italiano che aveva appuntate sulla mano) di deliziare il pubblico con assoli tanto tecnici quanto tamarri, eseguiti con una chitarra zebrata arancione fluorescente. Oggetto dell’invidia di molte ragazze presenti è stato invece il bassista, Lexxi Foxx, che grazie all’aiuto del suo specchietto rosa glitterato ha mantenuto un trucco e parrucco perfetto per tutta la durata dello show. Non sono mancate, come prevedibile, le battute, come ad esempio quelle rivolte alle ragazze che non si depilano, oppure che osano presentarsi ai concerti degli Steel Panther accompagnate dai fidanzati, mentre il livello di partecipazione del pubblico è stato testato con una gara tra le due metà del locale, a suon di cori e offese reciproche, guidate rispettivamente da Michael Starr e Satchel. Che aggiungere? Grande show, che oltre alla capacità tecnica esibita, ha dimostrato come prendersi in giro da soli e saper far ridere la gente, presentando un concerto metal di livello notevole, non siano capacità da tutti. Il motto degli Steel Panther è “death to all but metal” e in questa serata hanno decisamente dimostrato di sapere mantenere vivo questo genere, che così spesso viene dato per agonizzante, con dosi massicce di ironia.


Set List:

1. In The Future (Intro)
2. Supersonic Sex Machine
3. Tomorrow Night
4. Fat Girl (Thar She Blows)
5. Asian Hooker
6. Just Like Tiger Woods
7. Gold-digging Whore
8. Solo
9. It Won’t Suck Itself
10. Community Property
11. Eyes Of A Panther
12. Girl From Oklahoma
13. Party All Day
14. Turn Out The Lights
15. Death To All But Metal

Encore:

16. The Shocker
17 Girls In A Row




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