ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


WRATHCHILD - Stakkattakktwo

Reviews

WRATHCHILD
Stakkattakktwo

(Perris Records/Audioglobe)

2011


Se ritenete i Mötley Crüe gli unici e incontrastati padrini del glam anni '80, passate pure alla prossima recensione. Se sapete che così NON è, invece, sarete ben lieti di venire a conoscenza di questa nuova pubblicazione targata Wrathchild. Certo di elementi di sospetto ce n'è più d'uno, a partire dalla mancanza del vocalist originale Rocky Shades, passando per il pretenzioso titolo. La storia, infatti, insegna che quando le band si spaccano a metà e due componenti ne rimarcano la paternità e il diritto di poter usufruire del monicker, i risultati sono spesso deludenti. Per non parlare dei secondi capitoli di album passati alla storia. Le sorprese, però, son sempre dietro l'angolo, e allora, tralasciando il pesante fardello che una release a nome Wrathchild e a titolo Stakkattakktwo si può portare appresso, esaminando questo disco semplicemente per quello che è, un disco appunto, bisogna riconoscere che la compagine britannica, guidata oggi dai membri storici Marc Angel (basso) ed Eddie Star (batteria), accompagnati dal chitarrista e fondatore Phil Wrathchild (presto sostituito da Lance Rocket, che appare in line-up sin dal primo album), e dal cantante Gaz 'Psychowrath' Harris, ex Beyond Recognition, ha fatto un buon lavoro. Questa nuova formazione è atttiva come Psychowrath sin dal 2005, ma ha in seguito acquisito i diritti sui nomi Wrathchild e Wrathchild UK, con buona pace del vecchio singer, costretto a ripiegare su un meno pratico Rocky Shades Wrathchild, che oggi non esistono più, avendo Shades dato vita ad un nuovo gruppo chiamato Wildside Riots. Un buon lavoro dicevamo, diretto e dinamico, che piace e coinvolge sin dal primo ascolto. Pezzi come “All About U”, “Cherie Cherie”, “Trikk Or Treat”, “Hollywood Or Bust”, “I’ll Be Your Rokk ‘N’ Roll” e “I Luv The Night” conquistano per immediatezza e semplicità, riportando a galla quell'atmosfera goliardica e scanzonata che si respirava nei vecchi dischi, sembrando, a tratti, una sorta di anello di congiunzione fra The Bizz Suxx e Delirium, più che un secondo Stakk Attakk. In un contesto qualitativamente piuttosto elevato, non è facile scegliere la killer song: la nostra preferenza, comunque, va alla Bang Tango oriented “White Hot Fever”. Forse l'unico, vero, appunto che si può fare è alla confezione spartana del cd, con booklet a 4 pagine contenente solo alcune foto. Con un titolo così pretenzioso, si poteva fare un piccolo sforzo in più. The Biz Suxx, but we don't care, anche nel 2011.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Goin’ Down
2. All About U
3. Cherie Cherie
4. Trikk Or Treat
5. Hollywood Or Bust
6. Nice ‘N’ Eazy
7. White Hot Fever
8. I’ll Be Your Rokk ‘N’ Roll
9. Bad Billy
10. I Luv The Night
11. Psycophantic Suicide




Torna ai contenuti | Torna al menu