ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


DRIVER - Sons Of Thunder

Reviews

DRIVER
Sons Of Thunder

(Metal Heaven/Frontiers Records)

2008


Ricordate Jurassic Park? Un grande blockbuster vero? Non sappiamo perché, ma ascoltando questo disco torna alla mente il capolavoro di Steven Spielberg, è come se un gruppetto di vecchi amici nati o cresciuti negli anni ottanta volessero far rivivere la magia della musica che più di tutto rappresenta questa decade, e che noi tutti tanto amiamo. Sin dal principio, si capisce che il gruppo è dotato di ottima tecnica, che si tratta di gente che di rock ne ha masticato e ne mastica ancora molto tutt'oggi e, d'altra parte, i loro curriculum parlano da soli. Le sonorità sono davvero vicine agli Europe di inizio carriera, la produzione è scura come solo gli album di heavy metal di quegli anni sapevano essere, con la chitarra forse un po' troppo in evidenza negli assoli. La voce è quella di Rob Rock, da una vita nel rock'n roll (Impellitteri, Axel Rudy Pell, Joshua, Warrior, Avantasia), un personaggio pieno di talento che non ha raccolto quanto meritava, ma si sa, in questo mondo così affollato non sempre il talento fa rima con il firmamento, per entrare lì ci vuole anche altro. Una voce, dicevamo, che a tratti ricorda Mark Boals quando cantava sui dischi di Malmsteen. E proprio il guitar hero svedese sembra essere l'altro punto di riferimento della band, o perlomeno di sicuro lo è per Roy Z, che gli strizza tantissimo l'occhio sia nel sound, sia nella tecnica che usava il grande Yngwie nella prima parte della sua carriera. Come detto l'inizio è un saggio di tecnica, "Titans Of Speed" un pezzo strumentale che si distinguerà dal resto del disco, che non introduce al meglio il lavoro poiché stilisticamente parlando poco ha a che fare con le altre song. L'amalgama si forma dopo, tanto che alla lunga i pezzi appaiono un po' troppo simili l'uno all'altro, con il risultato di far sembrare l'album un po' noioso. Degne di una citazione particolare sono le tracce "I'm A Warrior"che dà un buon slancio al disco,"Fly Away" e la title track "Sons Of Thunder"che nel riff di chitarra ricorda il buon Van Halen. Un cd che certo non annoia, ma il progetto Driver è un po' datato e fuori luogo per i tempi che corrono, perché sebbene faccia enormemente piacere che ci sia ancora qualcuno che tenti disperatamente di far rimanere in vita un certo tipo di hard rock o heavy metal che dir si voglia, allo stesso tempo bisogna guardare in faccia alla realtà che viviamo e forse, e sottolineiamo forse, al giorno d'oggi non c'è più tanto spazio per "dinosauri" come Rob Rock e compagni. Ma probabilmente noi stessi, che abbiamo tanto a cuore le sorti del buon rock'n' roll, siamo dei dinosauri a nostra volta e sgomitiamo tanto per farci largo in questo mare di brutta musica che ci avvolge, ed allora ben venga anche un album come Sons Of Thunder che sa quantomeno riportare alle nostre menti i ricordi dei bei dischi andati.

Ivan Varsi

Track List:

1. Titans Of Speed
2. I'm A Warrior
3. Fly Away
4. Hearts On Fire
5. Sons Of Thunder
6. Never Give Up
7. Change Of Heart
8. Dark World
9. Winds Of March
10. Only Love Can Save Me Now
11. Tears That I Cry
12. I Believe In Love



Contatti:

www.robrock.com




Torna ai contenuti | Torna al menu