ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


SKULL DAZE

Interviews

SKULL DAZE - Acey Starlight

Intervista a cura di Claudio Puggioli

Ormai chi è dentro il panorama italiano non può non conoscerli... Sono gli Skull Daze, band romana che ci presenta il debut album in uscita a maggio. Ma basta con le presentazioni e spazio alle risposte del chitarrista Acey Starlight.

Iniziamo da qualcosa di semplice, ad esempio parlaci di voi: come siete nati, i cambi di line up e magari da dove è nata la scelta del nome.
Praticamente circa tre anni fa ho risposto ad un annuncio di Joey e Johnny che cercavano un chitarrista per dar vita ad una cover band dei Murderdolls, gruppo che noi tre amiamo in modo particolare. Appena ci siamo incontrati, ricordo ancora perfettamente il giorno, è da subito nato un buon feeling tra noi… Musicalmente parlando avevamo gusti molto simili e anche come persone ci siamo “presi” da subito. Abbiamo quindi iniziato a cercare il batterista, più che altro per la voglia di fare delle prove nel più breve tempo possibile e, dopo alcune prove con tizi veramente singolari, Ico si unì alla band. Nel giro di pochissimo tempo quindi iniziammo a provare e ci accorgemmo da subito che in sala, mentre suonavamo, c'era un qualcosa di unico. Tutto andava liscio e filava bene ed il nostro affiatamento era veramente eccezionale. Dopo appena tre mesi iniziammo a comporre musica originale. Era giunto quindi il momento della scelta del nome della band. Dopo varie proposte da parte di tutti optammo per Skull Daze per una serie di motivi. Volevamo qualcosa in cui ci fosse un teschio, a metà strada tra il glam ed il metal, ed in più era un divertente gioco di parole.

Com'è proseguita poi la vostra avventura?
L’inverno del 2008 fu un periodo formidabile per la vena creativa mia e di Johnny e così iniziarono anche i primi live. I concerti erano infuocati e sempre più persone venivano a vederci, in pochissimo tempo ci facemmo conoscere ed apprezzare da molti nel “giro” di Roma e non solo. Nell’estate 2008, visti i buonissimi risultati di pubblico e la crescente curiosità della gente nei nostri confronti, io, Johnny e Joey decidemmo di dare una svolta significativa alla band. Quindi decidemmo di prendere un’altra chitarra, Danny, ed un nuovo batterista, The President, coscienti che in questo modo avremmo finalmente raggiunto il sound che cercavamo sin dall’inizio. Danny era venuto molte volte ad ascoltarci live e diciamo che era un nostro “fan”. Già alcuni mesi prima aveva chiesto di entrare a far parte della band. The President invece è stato come un fulmine a ciel sereno: appena Johnny lo conobbe e lo vide suonare lo prendemmo immediatamente. Con questa nuova line-up ad ottobre 2008 registrammo il nostro ep Dangertainment di 4 tracce. Durante tutto il 2008 seguirono molti concerti di spalla a gruppi di calibro internazionale. Nella primavera del 2009 decidemmo che era giunto il momento di incidere il nostro primo disco, coscienti del fatto che avevamo delle ottime canzoni da proporre. Per fare in modo che il debutto fosse competitivo a livello mondiale, decidemmo di prenotare le registrazioni a settembre 2009 presso gli Outer Sound Studios di Peppe Orlando dei Novembre. E la decisione si è mostrata la più azzeccata di sempre.
A febbraio 2010 abbiamo quindi firmato per Street Symphonies Records.

Avete suonato in moltissimi locali in giro per l'Italia in questi tre anni, quali esperienze avete assimilato e che aneddoti puoi raccontarci?
Sì, è vero... soprattutto nel primo periodo i concerti erano veramente tanti e di cose da raccontare ce ne sarebbero molte. Ad ogni nostro show accadeva sempre qualcosa e ciò rendeva i nostri concerti unici. Sicuramente l’aneddoto più divertente risale a gennaio 2009 quando suonai totalmente ubriaco. Gli altri del gruppo te la possono raccontare meglio, anche perché io mi ricordo ben poco di quella serata, ma ci sono in giro delle foto che parlano da sole (ride)... Un altro episodio divertente fu anche quando le Erocktica salirono sul palco durante la nostra “Sex Drugs And Rock n Roll”… una bella scena da ricordare!

Cosa puoi dirci del nuovo album? Cosa si dovranno aspettare gli ascoltatori?
Un pugno in pieno volto, un sound fresco e avvincente… abbiamo cercato di catturare il feeling degli anni '80 e renderlo più moderno con sonorità e scelte stilistiche un po’ fuori dai soliti schemi.

Sappiamo che ci sono state delle modifiche della copertina, che in origine doveva essere quella ora presente sul vostro MySpace. Sappiamo anche che la nuova grafica è quasi "top secret", ma puoi dare qualche indizio ai nostri lettori più curiosi su cosa troveranno all'uscita di Skull Daze?
Non ti posso anticipare nulla… ti dico che il disegno sarà comunque presente all’interno dell’artwork. Per quanto riguarda la copertina, ti posso giusto dire che ricorda un gruppo molto in voga in questi ultimi anni che noi apprezziamo (ride). Non posso aggiungere altro. (
Nel frattempo l'artwork è stato reso noto e si può vedere qui. NdR).

Sempre parlando dell'album chi è che scrive i pezzi, più specificatamente i testi? Uno solo di voi o ognuno all'interno del gruppo mette qualcosa di personale?
I pezzi sono stati scritti praticamente da me e Johnny durante il 2009. Giusto in due o tre canzoni del disco anche Danny ha partecipato attivamente con idee e arrangiamenti. Per quanto riguarda i testi, sono stati scritti da Johnny.

Tornando invece “sul palco”... Avete suonato con svariate band italiane e non. Con chi potete affermare di avere più affinità?
Siamo un gruppo che si adatta e ci adatteremo sempre… dacci da bere prima dello show e avremmo sempre affinità con tutti (ride)!

Per vostra esperienza, quanto è difficile riuscire ad avere successo in Italia con il vostro tipo di musica? E sopratutto, secondo te perché in Italia le band emergenti non hanno lo stesso slancio che hanno ad esempio le band scandinave?
In Italia è difficile emergere dieci volte di più che nel resto del mondo. Qui nessuno crede in questa musica, spesso anche chi la propone, parlo di gestori, promoter, etichette eccetera, e questo sicuramente è un danno non da poco. Ciò accade a tutte le band italiane, a prescindere dal genere musicale che propongono, ed è un vero peccato perché ci sono gruppi nel nostro Paese che rompono il culo ad alcuni esteri molto più osannati e blasonati.

Ora che manca poco all'uscita del vostro primo album, che cosa bolle in pentola? Insomma il primo passo l'avete fatto, ora che dobbiamo aspettarci dagli Skull Daze?

Sicuramente suonare il più possibile e farci conoscere ed apprezzare in Italia e soprattutto all’estero. Siamo coscienti che la Street Symphonies si sta muovendo benissimo con noi e noi tutti le siamo grati per il grandissimo lavoro ed il supporto che stanno mostrando nei nostri confronti. Ci vogliono persone ed etichette cosi per continuare a sognare e puntare lontano!

Può bastare! Come sempre l'ultima parola all'intervistato!
Che dire se non “Long live Sex drugs and Rock n Roll”! See ya on the road!





Torna ai contenuti | Torna al menu