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SKULL DAZE - Skull Daze

Reviews

SKULL DAZE
Skull Daze


(Street Symphonies Records)

2010

Dopo un demo e un ep, ecco che gli Skull Daze tirano fuori dal cappello un full length degno di questo nome. Sono dieci le tracce che lo compongono, dieci pezzi carichissimi con uno stile che si mischia tra uno sleaze metal di stampo scandinavo e un heavy metal dai tratti old school. Ma cominciamo a sezionare questo album iniziando dall'opener “Back To Hell”: il bilanciamento perfetto tra la voce e il resto degli strumenti è ciò che cattura la nostra attenzione e l’arrangiamento, energico ma senza voler strafare, è ciò che ci vuole per incominciare questa cavalcata. Ma il ritmo e la voglia di urlare salgono quando scatta il brano numero due “Nothin'”. Le chitarre stridono nell’intro per poi lasciare spazio alla voce di Johnny Rainbow che, non troppo roca ma neanche troppo squillante, si accosta perfettamente. Degno di nota anche l’assolo abbastanza semplice ma più che d’impatto. Alla numero tre una delle nostre tracce preferite: “Heartbreak City”. Nulla a che vedere con la “Heartbreak Station” dei Cinderella, qui la città è cupa, ruggente e porta con sé un ritornello difficile da dimenticare; virtuosismi a go-go nell’intro di “Believe”, giusto per farci capire di che pasta sono fatti i cinque rocker romani. Lo stile ci ricorda vagamente i Crashdïet dell’epoca Lepard, anche se qui i pezzi sono meno rozzi e sempliciotti, lasciando più spazio alla vena artistica dei due chitarristi Acey Starlight e Danny Slade. L’energia cala col giro di boa di “Turn It Down” che forse risulta un po’ troppo lamentosa (rispetto al resto), per tornare subito alla riscossa con “Beware”. Manca qualcosa... forse una canzone che calmi un po’ gli animi? Ed eccola qui, “Heartless Love”, piazzata a puntino per raffreddare i bollenti spiriti e candidata perfetta per diventare una delle tracce killer di quest’album. “Dirty Girl” è un altro di quei pezzi che potrebbero far venire la malinconia ai fan dei vecchi Crashdïet. E dopo “Nowhere To Run”, che si mantiene sulla linea del disco ma senza strafare, arriviamo all’ultimo brano: “Sex Drugs And Rock N Roll” che chiude in bellezza questi quarantacinque minuti di sleaze pesante e ruggente. Skull Daze è sicuramente un album che non annoierà i più. Una nota di merito anche agli addetti al mixing che hanno fatto un ottimo lavoro, portando il disco a una qualità che non si sente spesso in una produzione “Made in Italy”.

Claudio Puggioli

Track List:

1. Back To Hell
2. Nothin’
3. Heartbreak City
4. Believe
5. Turn It Down
6. Beware
7. Heartless Love
8. Dirty Girl
9. Nowhere To Run
10. Sex Drugs And Rock n Roll




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