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SHAKE CITY

Interviews

SHAKE CITY - Don E. Sachs

Intervista a cura di Stefano Gottardi

Ripescati dalla sempre attiva Eonian Records, gli Shake City pubblicano il loro primo cd a 17 anni dallo scioglimento. Il chitarrista Don E. Sachs ci ha parlato degli esordi, del coinvolgimento di membri di Warrant e Black N' Blue, lasciando aperta una speranza per il futuro...

Ciao Don, per prima cosa vorrei domandarti come si sono formati gli Shake City.
Ho conosciuto Adam (Shore, il cantante. NdR) subito dopo la sua uscita dai Warrant. Credo fosse introno alla fine del 1986, primi mesi del 1987. Abbiamo messo in piedi una band e l'abbiamo chiamata Hot Wheelz, dopodichè, nel giro di qualche mese, il nome è diventato Shake City.

Come mai avete cambiato ed optato per questo nome?
Fra le nostre canzoni ce n'era una intitolata “The Shake”, in quel periodo volevamo cambiare nome al gruppo e ne stavamo cercando uno che contenesse la parola 'shake'. Proprio in quei giorni nella zona di Los Angeles dove vivevamo ci fu un potente terremoto e qualcuno se ne uscì fuori con una frase del genere: “Wow! Shake City!”. L'idea piacque immediatamente a tutti e fu così che cambiammo il nostro nome.

C'è qualche episodio relativo agli Shake City che ricordi con grande piacere?
Sì, aprire per i KISS fu fighissimo e anche il fatto che qualcuno mi riconobbe in giro dopo avermi visto suonare al Troubadour qualche giorno prima, sono piccole cose ma danno molta soddisfazione. Poi ci sarebbero altre storie, come i viaggi verso Las Vegas, San Diego, lo UTAH e Phoenix, ma non posso raccontarli tutti.

Almeno una storiella divertente ce la racconti?
Certamente! Una sera Adam ha avuto il suo momento Spinal Tap quando, salendo sul palcoscenico per un concerto, ha salutato la folla con un perentorio “ciao Tampa!”. Peccato che fossimo a Daytona Beach!

C'era qualche band del giro che ti piaceva particolarmente?
Tutti noi apprezzavamo tantissimo un gruppo di nome Taz ed ora che ci penso bene anche un altro chiamato Long Gone. E poi ancora Shark Island, Swingin' Thing e New Haven!

Al contrario, se potessi salire su un ring e fare a pugni con qualche noto personaggio del Music Business, chi sceglieresti?
Mick Jagger, Keith Richards, Jimmy Page, Paul Mc Cartney, Little Richard, Chuck Berry ed Elton John. Ma non per farci a pungi, bensì per farmi autografare tutti i miei dischi!

Tornando a parlare degli esordi degli Shake City, com'è stato lavorare con Erik Turner e Tommy Thayer ?
Tommy ci ha insegnato un sacco di cose. La prima volta che l'ho visto stava suonando con la sua band Balck N' Blue ed erano di spalla agli Aerosmith. Ha molto talento, sia come musicista che come compositore e produttore. Erik è anch'egli un gran bravo ragazzo. Era un amico di Adam sin dai tempi in cui cantava negli Warrant. Dei nostri esordi ricordo il duro lavoro per scrivere buone canzoni e la spasmodica ricerca dei musicisti giusti per suonarle! Basta pensare che cambiammo ben 5 bassisti e altrettanti batteristi prima di trovare la giusta combinazione.

Parlando di Erik e Tommy, vedendo i loro successi con Warrant, Black N' Blue e KISS, non vi è mai capitato di pensare “avrebbe potuto succedere anche a noi!”?
Nah... sono nostri amici e siamo semplicemente sempre stati molto felici del loro successo.

Come siete entrati in contatto con Jani Lane, che vi ha poi scritto un pezzo, “Game Of War”?
Adam e Jani avevano co-scritto alcune canzoni ben prima degli Shake City. “Game Of War” era una canzone che Jani aveva scritto ma non usato e che ci ha proposto pensando che se l'avessimo suonata noi sarebbe uscita bene.


Come mai vi siete sciolti?
Ci siamo sciolti nel periodo del L.A. Riots del '92 (vicenda tristemente nota alle cronache mondiali accaduta nel 1992 in seguito al pestaggio di un motociclista nero da parte di due poliziotti, che causò una vera e propria sommossa con 55 morti e decine di feriti. NdR). Avremmo dovuto andare a suonare a Salt Lake City, un posto davvero fuori di testa, molto più di quel che si potrebbe pensare. Ci avevamo già suonato l'anno precedente ed era andata alla grande. A causa della rivolta civile e del caos scoppiato in quel periodo fummo costretti a cancellare il viaggio ed il concerto. Fu la goccia che fece traboccare il vaso; ci eravamo fatti il mazzo per 5 anni e la delusione per questa data saltata fu troppo grande da accettare, così ognuno andò per la sua strada.

Ma fortunatamente oggi è uscito il disco, che quantomeno in qualche maniera vi rende giustizia. Come siete arrivati a farvelo pubblicare da Eonian?
Mi sono accorto che c'era gente che vendeva bootleg dei nostri vecchi demo su eBay, così ne ho comprato uno, l'ho dato al mio giovane figliolo rocker, gli ho chiesto di preparare una pagina MySpace dedicata agli Shake City e di mettere online qualche brano. Fra quelli che hanno visto la pagina e sentito i pezzi c'era anche Stephen della Eonian Records: si è innamorato delle nostre canzoni, ci ha contattato immediatamente e la macchina s'è messa in moto!

Cosa hai pensato quando hai finalmente sentito il cd degli Shake City?
Che è davvero emozionante poter sentire, e far ascoltare agli amici, il frutto di tanto duro lavoro!

Avete ancora del materiale utilizzabile per un altro disco?
Be', abbiamo cercato di mettere insieme il meglio del meglio in questo album, anche se abbiamo molte altre ottime canzoni che credo possano riempire uno, o addirittura due, dischi! Magari in futuro pubblicheremo qualcosa, un ep... non so, chi può dirlo?

Avete parlato di una possibile reunion, anche per qualche concerto soltanto, per promuovere il disco?
Al momento no, ma credo sarebbe una grande idea!

In che band suonano oggi i membri degli Shake City?
Ray sta suonando e cantando con una band di nome Throttle; Michael suona in Florida con un gruppo chiamato TJ Kelly; io ho un gruppo che si chiama The Penultimate e faccio parte di tre cover band: una che tributa gli INXS e si chiama INXS-IVE, una i The Cars che si chiama Candy O e l'ultima i Cheap Trick, e sono gli In Color. Adam invece vive in Texas e suona coi The Spazmatics.

Come ti vedi fra dieci anni?
Farò le stesse cose di adesso: scrivere, suonare, regsitrare.

Siamo alla fine, vuoi aggiungere qualcosa?
Spero che ai nostri fan il disco piaccia!




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