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SEVENTH VEIL

Interviews

SEVENTH VEIL - Steven Brixx

Intervista a cura di Sergio Grossi

Copertina in perfetto stile glam anni '80, una band dall'attitudine prettamente sleaze rock, niente lacca e rossetti, ma solo energia e un piglio tipico di chi morde la polvere negli scantinati bui alla ricerca del sound ideale. Intanto un ep ha già visto la luce, a pochissimi mesi di distanza dalla nascita del gruppo. Da Verona, California, ecco a voi i Seventh Veil!

Per prima cosa, come e dove nasce la band?
L’idea di questa band nasce subito dopo lo scioglimento della mia vecchia band LastRide, assieme al Gabu, uno dei due chitarristi con cui suonavo allora, nella nostra sala prove. Stanchi di fare solo cover, avevamo deciso di iniziare un progetto che prevedesse esclusivamente pezzi originali e cercavo gente che ci mettesse l’anima in quello che fa e non suonasse solo per divertimento. Così abbiamo iniziato con il mettere gli annunci su internet e a sentire i vari candidati per poi scegliere quelli che a nostro avviso fossero stati i migliori. Poi, però, una volta completata la ricerca abbiamo preso la decisione di sostituire il Gabu con Jack perché non riusciva a darci veramente ciò che stavamo cercando. Così la band è partita!

Poi per il nome è servito il consiglio di Nikki Sixx, ci racconti meglio com'è avvenuto il vostro incontro?
Si, esattamente. Niente di che, nel senso che non ho avuto un colloquio privato con lui. Semplicemente stava firmando autografi dopo il Sunset Strip Music Festival di Los Angeles dove i Mötley Crüe hanno suonato per il 30esimo anniversario della loro carriera, quindi mi sono avvicinato e gli ho detto ‘hey, Nikki, dimmi un nome figo per una band’ e lui mi ha risposto ‘Seventh Veil’ ed ha continuato nella sua opera di firma-autografi!

Tornato in Italia ti sei rimesso sotto con il lavoro ed in breve tempo è nato il primo ep contenete tre pezzi, Nasty Skin.
Si, io e i ragazzi volevamo far uscire qualcosa in fretta perché la gente potesse sentirci visto che non avevamo una scaletta già abbastanza lunga per fare qualche live, così abbiamo deciso di registrare questo ep. So che a detta di alcuni un ep con solo tre pezzi non ha molto senso, ma volevamo appunto vedere il tipo di risposta che avremmo avuto da critica e fan, diciamo così. Adesso, penso che chiunque ascolti i nuovi brani che abbiamo già fatto e finito, i quali andranno a formare il nostro primo full-length, possa già sentire la differenza dai primi tre e una maggiore maturazione. D’altronde Nasty Skin è stata per tutti la prima esperienza in studio e questo ci ha sicuramente condizionato, ma è stata un’esperienza molto utile per tutti in modo che quando cominceremo le registrazioni per l’album avremo tutti le idee più chiare sul modo di lavorare.

Come vi siete imbattuti nei ragazzi della Atomic Stuff Records?
Grazie a una band già presente nel loro roster, gli Easy Trigger. Jack era il loro vecchio chitarrista e comunque ci conoscevamo già quasi tutti, tanto che il nostro primo live è stato fatto insieme a loro.

Qualche curiosità, episodio simpatico avvenuto durante le registrazioni dell'ep?
Mah, se simpatico si può chiamare... Praticamente dopo aver registrato le sessioni di batteria era il momento del basso. C’è stato però un problema, molti stacchi e molte parti erano in controtempo quindi Jeff Lee, o sgarbi, il nostro bassista, si è trovato un po’ in difficoltà. Fortunatamente l’abilità di Oscar Burato ha riportato tutto alla normalità, tanto da meritarsi il soprannome di farabutto durante tutta la settimana di registrazioni (ride). Per non parlare dell’assolo finale mancante di “Jack n’ Roll”… Ma non voglio dare anticipazioni…

La copertina, ancora prima della musica, rimanda a tematiche prettamente glam: a chi appartengono le gambe in questione?
(ride) Questa è una domanda che ci hanno fatto in tanti. Ti risponderei volentieri che sono di una groupie ma invece sono della ragazza di Holly, l’altro chitarrista.

La musica, invece, non lascia spazio a dubbi. L'hard rock della scena losangelina anni '80 è il punto di riferimento principale, siete sicuramente dei fanatici dei Mötley Crüe o sbaglio?
Io ed Eric Roxx, il batterista, sicuramente. Gli altri tre non sono fanatici dei Mötley Crüe ma comunque riconoscono la loro importanza per quel che riguarda il nostro genere. Comunque siamo fanatici di tutti quei gruppi che hanno dominato il Sunset Strip negli anni 80, primi su tutti Mötley e Guns ovviamente.

E della nuova scena svedese invece che pensate?
Sicuramente sta sfornando gruppi, come Hardcore Superstar, Crazy Lixx, Crashdïet per citare solo i più famosi, che hanno riportato importanza ad un genere che sembrava ormai morto, anche se lungi dall’avere il successo che aveva avuto grazie a Crüe e Roses. Comunque è bello vedere come molta gente, nonostante gli anni '80 siano un pallido ricordo, sia affascinata ancora da questo mondo.

In Italia, invece, che tipo di opportunità ci sono per una band come voi nella vostra zona, Verona?
L’Italia sostanzialmente è una merda! Se chiedi di suonare in un locale manca poco che ti chiedano soldi per suonarci e vedono la professione del musicista solo come un hobby. Sono pochi i locali rimasti che prevedono un cachet fisso per le band, gli altri o ti chiedono la prestazione gratuita o ti pagano in percentuale agli incassi. Come se andassi al ristorante, mangiassi tutto quello che voglio e poi gli dicessi: 'be' visto che è la prima volta che vengo qua non ti pago, magari ripasso’…. Ovvio che mi mandano a fare in culo! Poi la maggior parte dei locali preferisce cover e tribute band. Io direi che siamo abbastanza stufi di sentire imitazioni di miti e leggende che non saranno mai uguali all’originale, però l’Italia funziona così, e per questo ci stiamo guardando attorno, fuori dai confini. Proprio per questi motivi apprezziamo molto il lavoro fatto da Oscar e Stefano dell’Atomic Stuff che stanno cercando di riportare l’attenzione sulle band che propongono pezzi originali. Staremo a vedere!

Come sono, invece, i rapporti fra band?
A parte qualche incomprensione che può starci, c’è comunque un senso di solidarietà reciproca almeno per quello che vedo io. C’è sempre la band che ti sta più simpatica e quella meno, ma bene o male se c’è da aiutarsi si cerca di farlo.

Tornando all'ep, so che un dj americano ha trasmesso dei vostri pezzi...
Infatti, è stata una bella soddisfazione, anche perché grazie a lui abbiamo venduto una decina di ep anche negli States. Adesso assieme al manager di due band newyorkesi sta cercando di organizzarci un mini tour per l’anno prossimo la da loro. Speriamo tutto vada in porto!

Ho letto un po' di recensioni in giro per il web, la vostra proposta, seppur semplice e classica, sembra essere stata apprezzata, quindi non è vero che il rock n' roll è morto...
No, esatto. Come ti dicevo prima è bello vedere che almeno qua nella nostra zona il rock n’ roll è un genere che piace e che va. Poi ovviamente, i fighettini che vanno in disco con i vestiti firmati ci sono e sono sempre in maggioranza ma è meglio così. Sennò noi chi potremmo prendere per il culo?

Recentemente avete anche effettuato un cambio di formazione, inserendo un nuovo batterista, ce lo presenti?
Sì, certo. Purtroppo con il vecchio batterista i rapporti con alcuni membri erano un po' freddi, per non dire di peggio. Questo, unito al fatto che le sue preferenze musicali erano più orientate al metal che all’hard rock, ci ha porttao a prendere la decisione di cambiarlo perché non portava il suono che avevamo in mente. Il nuovo, Eric Roxx, è padovano quindi se viene a Verona a provare due volte a settimane senza battere ciglio vuol proprio dire che ci mette il cuore in quello che fa. Già questo è un punto a suo favore. Poi dalla prima prova abbiamo subito capito che era quello che faceva per noi. Glam, suono grezzo e profondo, batteria cromata e doppia cassa uniti a un ottimo senso ritmico. Assunto!

Siete insieme da poco tempo, ma come avete preparato i vostri spettacoli live e in generale che cosa c'è da aspettarsi se vi si viene a vedere dal vivo?
Per il momento abbiamo fatto solo due live ma già ad ottobre ne abbiamo altri tre, quindi lì vedremo la risposta del pubblico. Anzi, colgo l’occasione per invitarvi tutti il 6 ottobre al Club Tunnel Live di Cavernago (BG), il 26/10 all’Happy Days di Fiesse (BS), il 27/10 allo Splash di Pescantina(VR). E il 16/11 al Sin City di Negrar (VR). La gente che viene ai nostri live non deve aspettarsi spettacoli pirotecnici o uno show/circo, ma hard rock grezzo ed energia da vendere… Senza trascurare la birra a fiumi! Vi aspettiamo numerosi!

Quali sono i progetti futuri dei Seventh Veil?
Innanzitutto c’è questo tour di cui ti parlavo poco fa che speriamo vada in porto. Un altro progetto a breve termine, anche se non so quanto breve, è la registrazione del nostro primo full-length. A tal proposito stiamo cercando sponsor, se qualcuno fosse interessato… Poi si vedrà, tutto quello che viene è ben accetto.

Grazie per il tuo tempo, in bocca al lupo per il futuro!
Grazie a voi e un rock n’ roll a tutti i vostri lettori!!!





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