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Reviews
MICHAEL MONROE
Sensory Overdrive
(Spinefarm Records)
2011
...e così in questa landa desolata che è la scena musicale nell'anno 2011 Michael Monroe, voltata ancora una volta la pagina Hanoi Rocks non si perde troppo in chiacchiere e butta fuori questo Sensory Overdrive; io, che tutto sommato sono un fan fedele, mi commuovo (e mi esalto) come sempre. Questa volta ci sono anche delle ragioni in più per farlo...
1) il gruppo: chi da ragazzino, in preda a qualche raptus nerd, non ha mai discusso per ore con gli amici su una possibile all star-band, sul miglior chitarrista o sul bassista di cui non si potrebbe assolutamente fare a meno? Ad esempio io se dovessi mettere in piedi la mia band ideale in ambito glam punk, per quanto impossibile, direi che alla voce dovrebbe starci di diritto Michel Monroe, al basso il compare di vecchia data Sami Yaffa - giusto perché sono un nostalgico - e sarebbe qualcosa di davvero epico se alla chitarra ci fosse Ginger dei Wildhearts (chissà che fine ha fatto), condirei il tutto con un paio di componenti passati da... chessò... Danzig e New York Dolls... ok, errata corrige questa è l'attuale band di Michael Monroe!
2) il disco: tra inni da pugno al cielo, momenti di romanticismo, riffoni, citazioni più o meno velate e super-ospiti qua c'è davvero da sbizzarrirsi. “Trick Of The Wrist” è la bordata punk di benvenuto, mentre “78”, primo singolo dell'allbum, è una party song ben riuscita. “Got Blood” cita chiaramente “Caffeine Bomb” di Wildheartsiana memoria seguita da “Superpowered Superfly”, piccola gemma power pop che spero non passi inosservata. È incredibile notare come questo lavoro sia la somma matematica delle atmosfere arrembanti ma malinconiche degli Hanoi Rocks, e il guitar work robusto dei Wildhearts, canzoni come “Mother Day Miracle” o “Later Won't Wait” ne sono una prova incontestabile. Riffoni “grossi” che arrivano diretti dal plettro di Ginger e che sfociano in chorus dalle linee vocali irresistibili spesso sorrette da ottime backing vocals. C'è spazio per un paio di momenti introspettivi e particolarmente 80's come “All You Need” e “Gone Baby Gone” e a chiudere il dischetto argentato (ma poi esistono ancora 'sti dischetti argentati?) una “Debauchery As A Fine Art” che si fa segnalare per il coro particolarmente anthemico e la presenza alle vocals di un certo Lemmy. Il tutto in fondo è una bella festa tra amici a cui io da ascoltatore partecipo volentieri, non so quanto di questo disco rimarrà nella “storia” (anzi lo so: molto poco... i tempi in cui un album rimaneva nella storia sono passati da un bel po'), per ora io non faccio altro che godermi il party e notare che, in tempi di gran cotonature e revival, il buon vecchio Mike è ancora, comunque, irraggiungibile. Mi sento di dire che l'unico neo di questo prodotto è rappresentato dai pantaloni di Ginger negli shoot promozionali...davvero ignobili!
Silvano “P.I.Z.” Ancellotti
Track List:
1. Trick Of The Wrist
2. '78
3. Got Blood?
4. Superpowered Superfly
5. Modern Day Miracle
6. Bombs Away
7. All You Need
8. Later Won't Wait
9. Gone Baby Gone
10. Center Of Your Heart
11. Debauchery As A Fine Art