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ROXX ZONE PARTY DAY 2

Live Reports

ROXX ZONE PARTY DAY 2
KILLER KLOWN + Dustineyes + Warnipples

Black Rose, Acquafredda (BS)
16/05/2009

Report di Stefano Gottardi e Anna Minguzzi, foto di Anna Minguzzi

La seconda serata del party è aperta dai
Warnipples e dal loro rumorosissimo e scatenato rock and roll. Il gruppo astigiano, forte del recente e validissimo ep Gasoline Rock Motherfuckers, propone una selezione di pezzi estratti perlopiù da quest'ultimo lavoro: la selvaggia e coinvolgente “Serotonin” fa capire che i ragazzi sono pronti a lasciare il segno e non ad essere ricordati soltanto come la band di apertura. Fra la vecchia “Hang' Em Over” e la nuovissima “Coyote Poem” trovano spazio anche cover come “Born To Be Wild”, “Helter Skelter”, “Wild Side” e soprattutto “We Don't Celebrate Sundays” degli Hardcore Superstar, accolta molto bene dal pubblico in sala. Con la voce di Andy Nipple e la chitarra di Manguss sugli scudi, il quartetto si gioca i suoi 40 minuti al meglio, lasciando un ricordo più che positivo. Ma non c'è nemmeno il tempo di riprendere fiato che i Dustineyes sono già sul palco: le aspettative nei confronti di un gruppo in grado di pubblicare un disco come Next Stop Hell sono altissime. L'apertura affidata a “The Beast” è quanto di più selvaggio e cattivo i miei occhi abbiano mai visto e le mie orecchie sentito da una rock and roll band! Coniugando rabbia e melodia (“Lost In Venice”, “Dead Man Boogie”) con sapiente maestria, i quattro si mostrano rocker veri e musicisti navigati, capaci di catalizzare l'attenzione del pubblico, quasi rapito quando arriva il momento dei saluti, affidato a “Pat Sematary” dei Ramones. Un'esibizione da brivido! (Stefano Gottardi)
Mentre fuori, lungo la strada, sfreccia ancora qualche esemplare di auto d’epoca (è il week end di partenza della Mille Miglia e siamo vicini a Brescia), il nuovo acquisto della scuderia Street Symphonies Records si esibisce davanti a un pubblico di età media relativamente bassa, ma entusiasta e attento ascoltatore. Nonostante i
Killer Klown siano solo alla loro seconda apparizione dal vivo, è chiaro fin da subito come, trattandosi di musicisti rodati, con alle spalle molte esibizioni con gruppi diversi, l’alchimia fra i componenti della band sia buona. Il repertorio della serata spazia, come è ovvio, tra i brani dell'album d’esordio, Gain, che anche nella resa dal vivo conserva alcuni degli aspetti che più lo hanno contraddistinto, vale a dire una certa durezza di suoni, che lo rendono qualcosa in più di un semplice disco di hard rock, e l’indiscusso talento dei suoi autori. Si comincia dunque con “Monster Idiot”, lo stesso pezzo che apre Gain, e per la prima parte della loro esibizione i Killer Klown scelgono intelligentemente di seguire la sequenza di presentazione dell'album, fino ad una prima interruzione, che si ha con la cover di “Shout At The Devil”. L’ordine poi prosegue con “Too Bad” e si interrompe nuovamente quando viene presentata “Demolition Man”, che invece chiude il disco e consente a Gabriele Gozzi di mettere bene in risalto le sue qualità canore e di coinvolgimento degli spettatori. Particolarmente gradite risultano essere poi “Joker” e “Broken Silence”, tanto che quest’ultima verrà poi riproposta come bis. Il finale è affidato alla energica cover di “Monkey Business”, anche se il pubblico verrà poi omaggiato, come già detto, del doppio bis di “Broken Silence” e di “Shout At The Devil”. I Killer Klown nella loro globalità confermano quindi il loro valore, e possono potenzialmente porsi come una delle realtà emergenti italiane più significative. Ci auguriamo che i molteplici impegni dei singoli permettano loro comunque di organizzare una fiorente attività dal vivo, elemento fondamentale in questo periodo di vacche magre per la propria promozione. (Anna Minguzzi)

Prima di chiudere mi permetto di ringraziare
Emiliano di Bologna Rock City e Oscar di Street Symphonies Records per averci aiutato ad organizzare la festa, Lara, Gessica e tutto lo staff del Black Rose per la disponibilità dimostrata, l'infinita pazienza e l'aver creduto da subito nel progetto, i gruppi che hanno presenziato al party, la gente accorsa alla due giorni ed i miei collaboratori: se continua ad esistere un movimento underground è anche, e soprattutto, merito vostro.
ROXX ON! (Stefano Gottardi)




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