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ROXX ZONE PARTY 3

Live Reports

ROXX ZONE PARTY 2010
CRASHDÏET + Johnny Burning + Pollution


Sottotetto, Bologna
16/04/2010

Report di Anna Minguzzi, Claudio Puggioli e Luca Driol, foto di Anna Minguzzi e Patrizia Cogliati

Inizio scoppiettante per il terzo compleanno di Roxx Zone con i
Pollution! La band perugina (reduce dall'ultimo Rest In Sleaze Festival in Svezia) dimostra ancora una volta di essere tanto energica quanto talentuosa quando si parla di stare sul palco. I cinque appaiono in forma sin dal primo brano “Going To Infinity” e sembra che non vogliano fermarsi qui! Infatti ripartono subito in quarta con la loro Hit “Shot, Burn And Kill'em” nella quale Dan e Franz danno il meglio facendo esplodere la schiera di fan sotto il palco. I toni calano appena con “Maniacal Romance”, ma senza perdere neanche un filo di grinta fino al finale ancora più esplosivo con due pezzi da urlo: “Bag On Your Head” dei celebri Hardcore Superstar e la ciliegina sulla torta “Step Off” con cui pongono fine alla loro esibizione in terra bolognese. (Claudio Puggioli) L’importante ruolo di pre-headliner è rivestito dai Johnny Burning, esperti conoscitori delle assi del palco del Sottotetto e anche, purtroppo, delle loro insidie. A loro va riconosciuto un grande sangue freddo, dote che ha contribuito a mantenere un livello elevato alla loro performance nonostante una serie di inconvenienti tecnici che si sono manifestati fin dalla canzone di apertura, “Wrong Shape”, tratta come è logico da Get Up, Get Loose, Get Off!, primo e finora unico album del quintetto imolese. Come se non bastasse, la setlist viene accorciata per dare spazio ai Crashdïet a causa dei ritardi accumulati già con i Pollution; nonostante tutto, l’esibizione dei Johnny Burning è un concentrato di bruciante energia. Il carisma di Manuel sul palco sembra attingere forze sia dalle difficoltà che dal calore dei fan, e il bilancio della serata è estremamente positivo, quasi meglio, per molti aspetti, primo fra tutti la grinta sprigionata on stage, di quello degli headliner. Per quanto riguarda i brani eseguiti, la sorpresa principale è sentire, a fianco di “Wrong Shape”, “Sassie Lassie Goose’” o “Time To Rock”, anche un pezzo inedito, “Out Of The Pen”, preludio di quella che ci auguriamo sarà la prosecuzione del percorso artistico dei Johnny Burning. (Anna Minguzzi) Dopo i due validi gruppi italiani, è giunto il momento dei Crashdïet, band particolarmente amata qui in redazione. Freschi di un nuovo album, Generation Wild, e di un nuovo frontman, Simon Cruz, gli svedesi fanno il loro ingresso sul palco suscitando l’entusiasmo dei presenti. Lo show prende il via con “Armageddon”, opener dell’ultimo lavoro in studio, brano anthemico e d’impatto, nel quale spicca già l’ugola del nuovo entrato, superiore senza dubbio a quella del dimissionario Olliver Twisted. La band propone poi alcuni dei migliori pezzi tratti dai tre album sinora pubblicati, tra i quali emergono “Breakin’ The Chainz”, “Queen Obscene (69 Shots)”, “Knokk ‘Em Down”, “Falling Rain” (durante le strofe della quale il sottoscritto ci ha cantato sopra quelle di “Pensieri e Parole” di Battisti!) e “In The Raw”, canzoni sulla scia delle migliori sleaze band degli anni ’80. Per terminare lo show il gruppo esegue quelli che forse sono i suoi assoluti cavalli di battaglia: la selvaggia “Riot In Everyone” e la strepitosa semi-ballad “It’s A Miracle”, senza dimenticare il nuovo singolo “Generation Wild”, pezzo che riceve già un’ottima accoglienza da parte del pubblico. Martin Sweet, che dopo la morte di Lepard ha assunto il ruolo guida della band, pur non essendo tecnicamente ineccepibile, è un chitarrista dotato del gusto necessario per i brani in questione, mentre la sezione ritmica risulta precisa quanto basta. Il gruppo, complice un Cruz in stato di grazia, è stato comunque responsabile di uno show energico e godibilissimo; sperando che il matrimonio tra la band e il nuovo singer duri di più che in passato, vi diamo appuntamento al prossimo party della vostra webzine preferita! (Luca Driol)

Ancora una volta sento il bisogno di ringraziare
Emiliano di Bologna Rock City e Oscar di Street Symphonies Records per il prezioso e fondamentale aiuto che ogni anno ci danno per organizzare la festa, oltre ovviamente ai gruppi che hanno presenziato al party, ma soprattutto la gente accorsa alla serata: eravate tantissimi, grazie infinite per essere venuti a fare casino con noi! Infine un ringraziamento particolare va ai miei collaboratori: siete sempre i migliori! ROXX ON! (Stefano Gottardi)




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