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RUSTED PEARLS AND THE FANCY FREE - Roadsigns

Reviews

RUSTED PEARLS & THE FANCY FREE
Roadsigns

(Autoprodotto)

2012


Nascono come progetto acustico e solista di Dario Snidaro (voce e chitarra), si evolvono in una versione elettrica, gli Skins, sino alla definitiva formazione che prende il nome di Rusted Pearls & The Fancy Free. Scorza rock e animo blues, il quartetto di Udine mette nel calderone Rolling Stones e Black Crowes e li mescola a soluzioni più moderne, con il probabile intento di provare a ricavarne un prodotto appetibile anche a palati più giovani e meno raffinati. E ci riesce, dimostrando che il Friuli con queste sonorità ha una certa confidenza (W.I.N.D., Jimi Barbiani Band). Roadsigns è solo un ep, ma mostra subito i denti e ruggisce con veemenza quella rabbia che chi mastica polvere nell'undergound riesce ad esprimere sempre, anche attraverso un lavoro musicalmente tutt'altro che violento. Piuttosto Roadsings col suo incedere lento e sognante snocciola una dopo l'altra sei piccole perle di rock dal flavour americano, capaci di far volare la fantasia dell'ascoltatore anche verso territori musicali diversi da quelli di riferimento per una band di questo tipo; certi passaggi di “Rusted Pearls” ad esempio fanno pensare ai Pearl Jam di fine anni '90, mentre alcune atmosfere di “Roadsigns And White Lines” portano alla mente i Poison dell'era Ritchie Kotzen. Menzione speciale per “Home”, che più di ogni altra è la canzone che meglio rappresenta il manifesto sonoro del gruppo. L'ep comunque piace nella sua interezza e sembra gettare le basi per un debut album solido e convincente, che il combo friulano c'è da aspettarsi possa realizzare in qualunque momento nel prossimo futuro.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Free
2. Roadsigns And White Lines
3. Chilly Girl
4. Home
5. Rusted Pearls
6. Precious




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