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Reviews
POMPEI NIGHTS
Rather Die Than Livin’ In Boundaries
(Street Symphonies/Atomic Stuff)
2011
Dopo il singolo promozionale, è ora di dare un’occhiata all’album dei Pompei Nights: Rather Die Than Livin’ In Boundaries. Dallo stampo ovviamente scandinavo, i cinque ragazzi di Stoccolma ci riempono di un rock aggressivo, semplice e duro, molto in linea con i primi Crashdïet. Si inizia con “Midnight Mistress”, primo singolo della band: un’introduzione ottima, con il basso che picchia forte e una melodia che ti si imprime nella testa dopo pochi secondi. Al secondo posto troviamo “Shaded”, con una ritmica molto anni novanta che comunque mantiene lo stile sleaze che li contraddistingue. La voce potente e intensa di Joey Eden è una manna dal cielo, e sicuramente sarà il tratto caratteristico di questa band. Lo stesso si può dire per “I Want It”, anch’essa contenuta nel cd singolo Midnight Mistress, tranne che per l’assolo che si distacca troppo dal resto del pezzo risultando quasi confusionario. Traccia numero quattro dedicata alla ballata “Out Of Bounds”. Un intreccio di chitarre acustiche e elettriche assolutamente perfetto, che riporta alla mente un po’ i Poison e un po’ gli Skid Row, stavolta con un assolo toccante, quasi quanto la parte vocale di Joey e i cori mixati a puntino. Chitarre cadenzate ma pure sempre prorompenti anche in “Mistreated” e “She’s Stuck”, dove i ritmi si calmano un minimo, per dar spazio a dei riff ben congegnati e dai sottili tratti blues. I toni e le battute si abbassano per “Leave It Up” per poi tornare marcati e distruttivi con “High On Adrenaline”, che ricorda fin troppo bene i pezzi di Rest In Sleaze, tant’è che sembra un inedito dei vecchi Crashdïet. Segue un’ancora più graffiante “The Scene Is Set” in cui Joey Eden ci fa sentire fin dove può arrivare con la sua voce e gli assoli non si sprecano. Finale di album con “Painful Heartbeat”: le melodie delle chitarre ci cullano, lasciando lentamente scemare tutta l’aggressività raccolta fino a qui. Un ottimo lavoro per gli ascoltatori più incalliti dello sleaze rock scandinavo, e ancora migliore per tutti i fan dei Crashdïet, da cui i Pompei Nights hanno sicuramente preso spunto. Un po’ più di originalità non avrebbe di certo fatto male, ma come debut album possiamo anche perdonarli, sperando però che in futuro riescano a trovare un sound molto più personale.
Claudio Puggioli
Track List:
1. Midnight Mistress
2. Shaded
3. I Want It
4. Out Of Bounds
5. Mistreated
6. She’s Stuck
7. Leave It All Up
8. High On Adrenaline
9. The Scene Is Set
10. Painful Heartbeat
Contatti:
www.myspace.com/pompeinights