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THE ROADLESS - R-Evolution

Reviews

THE ROADLESS
R-Evolution

(Vrec)

2013

Nel 2011 avevamo concluso la recensione del primo ep di questo gruppo, Whiskey For Breakfast, auspicando un cambiamento dietro al microfono, unica soluzione per evolversi e crescere come band. A distanza di due anni ritroviamo i The Roadless con una nuova voce, un nuovo batterista (l'ex Royal Bitches e Gen Marrone Mark Long) ed un contratto discografico in tasca. In poco tempo il combo veronese ha fatto passi da gigante in materia di professionalità, affidandosi ad Andrea Martongelli (Arthemis) per quanto riguarda gli arrangiamenti e ad Alessio Garavello (A New Tomorrow, ex Arthemis) per mixaggio e mastering, svolto ai Rogue Studios di Londra. Nulla è stato lasciato al caso, Garavello si è occupato anche di testi (assieme al nuovo singer Nick) e arrangiamenti vocali, e il risultato di questa coesione è un lavoro molto curato. Musicalmente il gruppo ha abbandonato l'hard rock blueseggiante del primo ep, in favore di un rock moderno e di grande impatto; il passaggio da una voce femminile ad una maschile, inoltre, ha contribuito a rendere ancor più evidente la svolta stilistica e a dare un senso al titolo dell'album. Sin dal primo avvio del cd, si nota che la cura nella composizione ha aiutato ad ottenere una serie di canzoni potenti, dirette e dalle melodie frizzanti e di facile presa, fra le quali spiccano “Fake”, di cui è stato girato anche un videoclip, “A Thing That Set You Free”, “No One” e “Jim The Special”. Non ci sono ritornelli ossessivi, che peraltro il genere non richiede, piuttosto a rendere piacevoli i brani è il fatto che siano molto orecchiabili e immediati. Durante l'ascolto emerge anche una certa personalità. Considerata la grande cura riservata al prodotto, però, stupisce vedere un booklet, seppur graficamente ben realizzato, penalizzato da errori di battitura e, soprattutto, dall'inserimento di testi a cui non mancano evidenti errori grammaticali, per fortuna corretti durante le registrazioni delle voci. Peccato, una piccolezza che non abbassa il livello qualitativo del disco, ma che agi appassionati e collezionisti un po' pignoli non passerà di certo inosservata.

Stefano Gottardi

Track List:

1. A Thing That Set You Free
2. No Excuses
3. Our World
4. Fake
5. How Many Times
6. Pearls
7. Back To The White Dunes
8. What If (Fighters Or Slavers)
9. No One
10. Jim The Special




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