ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


AEROSMITH - Pump

Reviews

AEROSMITH
Pump

(Geffen)

1989


Si dice che dopo la tempesta torni sempre il sereno. Nel caso degli Aerosmith la tempesta è durata circa una decina d'anni, praticamente dall'uscita di Rocks nel 1976 sino al 1987, quando Permanent Vacation ha riportato un raggio di sole nella carriera di questa straordinaria rock band. Ma per chi come loro è abituato a scrivere pagine della storia del rock, un semplice raggio di sole, seppur luminosissimo come il sopraccitato platter, non poteva bastare. Ed allora il vero e proprio arcobaleno appare all'orizzonte quando il combo di Boston dà alla luce una delle sue più splendide creature, Pump. Un album strepitoso, un treno ad alta velocità che muove le sue dieci carrozze, tante quante sono le canzoni contenute nel disco, sulle rotaie con l'inizio di "Young Lust", una partenza che con il suo incedere sempre più inesorabile porta l'ascoltatore nell'esplorazione del più puro hard rock. Come detto l'opening track dà subito l'idea dell'album che ci apprestiamo ad ascoltare e dopo un grande stacco di batteria che ci regala Joey Kramer, di solito abituato a lavorare nelle retrovie, giunge "Fine", che cattura sempre più. "Love In An Elevator", poi, è un saggio di tecnica che soprattutto nella parte strumentale al centro del pezzo, Joe Perry, Brad Whitford e Tom Hamilton intendono lasciare alle future generazioni di musicisti hard rock. "Monkey On My Back" funge da ponte per quella che ancora oggi è una delle prove più incredibili di capacità canore, "Janie's Got A Gun". "The Other Side" ti spinge a muovere incontrollatamente il piede che tambureggia come impazzito, ed è a questo punto che ci si sente come se dopo una sosta, l'ultima, il treno ad alta velocità riprendesse la sua folle corsa. "Voodoo Medicine Man", straordinaria, porta il suono verso un indurimento tipico della fine dei lunghi viaggi, quando la stanchezza dovrebbe farsi sentire ed invece, in compagnia degli Aerosmith si ha quasi l'impressione di non essere ancora nemmeno partiti. Ma quando il treno sta per entrare nella sua ultima stazione, Pump raggiunge il suo picco massimo, il non plus ultra delle chiusure, "What It Takes" un pezzo in cui Tyler chiede alla sua amata (o ex tale) quanto costi la sua libertà; se chiedete a noi invece quanto possa valere un pezzo di tale bellezza, potremmo solo rispondere che non ha prezzo, è semplicemente unico e quindi di valore inestimabile. Pump è un album grandioso, 10 brani che ti caricano quando vuoi essere ricaricato, ti distolgono dai pensieri di tutti i giorni quando hai bisogno di isolarti dal mondo intero e, all'occorrenza, ti fanno innamorare. Insomma, tanto di cappello perché ora lo possiamo dire: Steven e compagni sono tornati, la tempesta è passata e l'arcobaleno, come sempre, è portatore di buone nuove. Lentamente il treno arresta la sua corsa in quel tipico rumore stridulo che producono le sue ruote in frenata sulle rotaie, il viaggio è finito, sarà meglio scendere. Subito però si prova una gran voglia di risalire a bordo, con il biglietto omaggio gentilmente offerto da Steven & co. Premere play ancora non costa niente ed allora…
Si riparte!

Ivan Varsi

Track List:

1. Young Lust
2. F.I.N.E.
3. Love In An Elevator
4. Monkey On My Back
5. Janie's Got A Gun
6. The Other Side
7. My Girl
8. Don't Get Mad, Get Even
9. Voodoo Medicine Man
10. What It Takes







Torna ai contenuti | Torna al menu