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Reviews
THE DARKNESS
Permission To Land
(Atlantic)
2003
Quando sentii parlare dei The Darkness fiutai subito odore di bufala ed il famigerato articolo “The” davanti al nome non deponeva certo a favore del gruppo: ma quando ascoltai per la prima volta un loro pezzo per radio, be', mi dovetti ampiamente ricredere! I quattro inglesi non avranno inventato nulla, ma la loro miscela di AC/DC, Queen, Cheap Trick, Kiss e chi più ne ha più ne metta è veramente irresisitibile. Se il panorama di MTV dei primi anni 2000 era deprimente, saturo di tutti quei terribili gruppetti brit pop con maglietta a righe, frangetta à la Beatles e, appunto, l’articolo “The” a precedere il monicker, i fratellini Hawkins hanno portato un bel carico di watt, ironia e tanto rock. L’esordio in questione non ha cedimenti, muovendosi agilmente tra riff AC/DC (l’opener ”Black Shuck e “I Believe In A Thing Called Love”), hard/glam settantiano (“Growing On Me”, “Stuck In A Rut” e “Get Your Hands Off My Woman”), senza rinunciare a pezzi più commerciali (ma non meno validi) come “Love Is Only A Feeling” e Friday Night” e culminando nell’inno di “Love On The Rocks With No Ice”, posta, solitamente, a fine concerto. Video demenziali, un vocalist dal bizzarro falsetto, un look che parodiava il glam più datato (un incrocio kitch tra Freddie Mercury e Marc Bolan) e un battage pubblicitario che, parlando di hard rock, ha ricordato quanto fatto quasi 15 anni prima per i conterranei Thunder, hanno fatto sì che il gruppo facesse resuscitare, sui canali radio-televisivi, un genere dato per morto, creando un nuovo caso musicale.
Ancora grazie.
Luca Driol
Track List:
1. Black Shuck
2. Get Your Hands Off My Woman
3. Growing On Me
4. I Believe In A Thing Called Love
5. Love Is Only A Feeling
6. Givin’ Up
7. Stuck In A Rut
8 .Friday Night
9. Love On The Rocks With No Ice
10. Holding My Own