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Live Reports
PEGOROCK 2010
PRIVATE LINE + Babylon Bombs
Pegognaga (MN)
01/06/2010
Report di Stefano Gottardi, foto di Patrizia Cogliati
Anche quest'anno i ragazzi del Pegorock propongono l'ormai tradizionale appuntamento con la serata glam, che stavolta apre le danze ed è di martedì sera, anziché di sabato come gli anni precedenti. Come sempre tutto è organizzato alla perfezione, e la risposta della gente non si fa attendere. Purtroppo non sono della partita gli Snakebite, a causa di un problema di salute del cantante/chitarrista Smoke, al quale facciamo gli auguri di una pronta guarigione, sperando di vederlo più in forma che mai nel tour europeo con i Babylon Bombs, che fra settembre e ottobre passerà anche in Italia. Sono così proprio gli svedesi a salire per primi sul palco, fra l'entusiasmo generale. Della formazione originale sono rimasti soltanto il chitarrista Jon e il batterista Swaint, ripresosi appieno dopo il terribile incidente on stage occorsogli alcuni mesi fa in Germania, che lo aveva costretto a dare forfait per un certo periodo di tempo. La vera novità, attesa da tutti, è la nuova presenza dietro al microfono, Wick, un giovane biondino che, sin dalle prime battute dell'opener “Rattle My Bones”, dimostra di saperci fare, vantando anche una voce non troppo differente da quella del singer originario Dani. La scaletta è equamente divisa fra canzoni dell'ultimo album Babylon's Burning e del precedente Doin' You Nasty, e purtroppo non v'è traccia di brani estratti da Cracked Wide Open And Bruised (né tanto meno dal primissimo Ten Things You Can't Live Without). La band mostra di avere unghie affilatissime ed energia da vendere: forse ciò che le manca davvero è una seconda chitarra sul palco, che senza dubbio irrobustirebbe un po' il sound, ad ogni modo dopo la conclusiva “Hometown Hero” la sensazione è che i Babylon Bombs (assieme ai Vains Of Jenna) siano uno dei gruppi di maggiore sostanza della nuova scea glam svedese. Dopo un cambio palco non proprio rapidissimo, ma decisamente gradito da chi, come il sottoscritto, ha nel frattempo notato l'arrivo di un sacco di conoscenti da andare a salutare, tocca finalmente ai Private Line. I cinque, ancora in formazione originale, dopo l'intro di rito propongono subito una “Evel Knievel Factor” se non da incorniciare, poco ci manca. La carica è notevole, ma già sul secondo brano “Cheerleaders & Dopedealers” emerge un problema, ciò che da sempre mi ha impedito di godermi appieno le esibizioni del quintetto finnico: la voce di Sammy inizia a calare, mostrando via via che le varie “Little Sister”, “Alive”, “Gods Of Rewind” e “Sound Advice” scorrono, sempre maggiori segni di cedimento. Ad ogni caso i ragazzi suonano piuttosto precisi e compatti, e trovano anche il tempo di infilare in mezzo alla setlist tre pezzi nuovi: il primo, “Deathbedtime Stories” sembra alquanto in sintonia con le composizioni dell'ultimo disco, con una vena oscura a permeare il tutto; “Live, Learn & Grow Apart” è più quadrato, quasi un mid-tempo, pare avere qualcosa di introspettivo e mostra dei Private Line decisamente “maturi”, mentre “13th Step From The Grave”, dopo una partenza lenta e misteriosa, cresce sino a diventare un classico up-tempo tipico dei finlandesi, con esplosione all'altezza del ritornello, che strutturalmente ricorda un po' “Broken Promised Land”. Mentre hit come “Uniform”, “While God Saves I Destroy” e “Prozac Nation” scorrono, con un Sammy sempre più in evidente difficoltà vocale, ma scatenato come solo i frontman di razza sanno fare, arriva il turno della chiusura. Il biondo singer imbraccia la chitarra acustica, accenna una “People Are Strange” (dei Doors) e mette il sigillo al concerto con “Billion Star Hotel”. La gente richiama a gran voce la band sul palco, uno dei chitarristi, Jack, ritorna on stage a scaldare la folla, prima dell'immancabile bis, dedicato alla canzone probabilmente più nota del gruppo, “1-800-Out-Of-Nowhere”, che Sammy conclude arrampicandosi (a fatica, in effetti è apparso in una forma fisica un po' appesantita, vedi video) su una torretta per l'illuminazione, fra l'ovazione generale. Mancavano dal nostro Paese da 5 anni, e molti si erano domandati che fine avessero fatto: sono vivi e vegeti, ma forse c'è da togliere un po' di ruggine prima di ripresentarsi con il nuovo album.
Babylon Bombs Setlist:
Rattle My Bones
Babylon's Burning
Starstruck
Jaded Heart
Goodbye Good Luck
Louder
It's Alright
Liberation
Nobody's Home
Hometown Hero
Private Line Setlist:
Prelude For The Daredevils
Evel Knievel Factor
Cheerleaders & Dopedealers
Little Sister
Deathbedtime Stories
Alive
Gods Of Rewind
Sound Advice
Live, Learn & Grow Apart
Uniform
While God Saves I Destroy
Prozac Nation
13th Step From The Grave
Broken Promised Land
People Are Strange/Billion Star Hotel
Encore:
1-800-Out-Of-Nowhere

