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PASQUETTA GLAM

Live Reports

PASQUETTA GLAM (TUFF/SHAMELESS + guests)

Sottotetto, Bologna
13/04/2009

Report di Stefano Gottardi, Anna Minguzzi, foto di Patrizia Cogliati

Davvero una bella idea quella di Bologna Rock City, che con questa Pasquetta Glam evita a numerosi glamster l'ennesimo, ripetitivo, picnic con gli amici, o la solita e scontata gita fuori porta. Ad aprire le danze, davanti ad uno sparuto pubblico (mentre il resto della gente è ancora intento a scambiarsi i saluti di rito all'esterno del locale), sono i perugini Snakebite. Rinnovata la formazione, che ora vede il chitarrista Smoke impegnato anche dietro al microfono, il quartetto presenta i pezzi che andranno a comporre l'ep di prossima pubblicazione. Meno glam che in passato, sia nella musica che nel look, la band sembra aver finalmente trovato la propria direzione: difficile descrivere su due piedi brani che non si conoscono, ma la sensazione è che il nuovo corso sia di non semplice classificazione stilistica (il che è sicuramente un bene). Piuttosto statici sul palco (ma è normale con una voce/chitarra solista), convincono appieno per quanto concerne groove e melodia, ed il songwriting appare finalmente più maturo e personale. Decisamente appropriata la scelta di affidare le parti vocali al biondo axeman, dotato di una timbrica perfetta per la musica proposta. Fra tanti pezzi nuovi ne sbucano due più familiari: la vecchia “Sleep When I'm Dead” e la cover degli Ugly Kid Joe “Everything About You”. Promossi su tutta la linea. (Stefano Gottardi) Fra gli altri, un aspetto sorprendentemente piacevole della serata è la presenza, accanto ai volti dei “soliti noti”, di un numero considerevole di ragazzi giovani, in età da liceo si potrebbe supporre, che con il loro abbigliamento intonato alla situazione fanno ben sperare in un vivaio di “reclute” in crescita. La maggior parte di questi sembra però essere convenuto qui per la performance dei Johnny Burning, che infatti, nonostante una posizione ancora piuttosto bassa in scaletta, registrano una massiccia affluenza di pubblico, paragonabile soltanto a quella che registreranno i Tuff a fine serata. Questo fattore, unito a una performance convincente a dispetto di alcuni problemi tecnici, sono elementi che testimoniano come la prima pubblicazione della Street Symphonies Records abbia effettivamente ottime carte da giocare. Brani come “Sassy Lassie Goose”, “Lost & Found” e soprattutto una scatenata versione di “Time To Rock”, che avrebbe fatto ballare anche un paralitico, sono un biglietto da visita di tutto rispetto per la giovane band imolese, che anche in questo contesto segna un punto a suo favore. L’equilibrio e la coesione fra i musicisti sono dati di fatto, e anche le acrobazie del chitarrista D.B., che si arrampica in cima fino al soffitto per eseguire un assolo, lasciano in memoria un’impressione positiva a 360 gradi. Del resto, avevamo ancora qualche dubbio a riguardo? (Anna Minguzzi) Appena terminata l'esibizione dei Johnny Burning, “come per magia” il Sottotetto si vuota un'altra volta, mentre (quella che si rivelerà essere) la miglior band della serata si appresta a calcare il palco. Dall'apertura, affidata ad “Animal”, alla chiusura, che spetta a “Knock Me Out”, gli Innocent Rosie fanno ciò che sanno fare meglio: devastare tutto! Precisi, compatti, veloci come un treno, sporchi come un vagabondo eppure così eleganti nel loro essere sleaze rock sino al midollo, i cinque svedesi sfoggiano grandi canzoni e un'attitudine invidiabile. Dopo averli visti suonare dal vivo per la terza volta nel giro di due mesi, possiamo tranquillamente affermare che si tratti di uno dei migliori giovani gruppi dell'ondata scandinava, che vale davvero la pena ascoltare dal vivo. E questa sera l'hanno confermato. Peccato che pochissimi altri fortunati oltre a noi possano testimoniarlo. Un rapido cambio palco e tocca ai norvegesi Axident Avenue, alla quarta ed ultima tappa del loro primo mini tour italiano. Fra pezzi stupendi come “Cheap Shot”, “Don't Fall In Love”, “Holiday”, “Alleycat” e “Sleep When You're Dead”, estratti dall'autointitolato ep, spunta anche la nuovissima “Dirty With You”, ma a svegliare dal torpore i pochi glamster rimasti in sala è la cover di “Nightrain” dei Guns N' Roses. I ragazzi ce la mettono tutta per fare bella figura, ma certe imprecisioni purtroppo fanno capire che forse sono ancora un po' acerbi. Tocca poi all'headliner Tuff/Shameless, band composta da Stevie Rachelle (voce), Alexx Michael (basso), B.C. (chitarra) e Tod Burr (batteria). Sebbene dietro ai musicisti campeggi il classico logo dei Tuff, del gruppo americano vi è il solo Rachelle, mentre i restanti membri sono componenti del combo tedesco guidato da Michael. Ed infatti è sulle note di “Nonstop City” degli Shameless che il quartetto dà fuoco alle polveri: finalmente la gente si ammassa di nuovo sotto al palco, mostrando tutto il proprio entusiasmo per i classici dei Tuff riproposti da un Rachelle in forma smagliante. Brani come “Good Guys Wear Black”, “American Hair Band”, “The All New Generation” e la lenta “I Hate Kissing You Goodbye” riscuotono consensi, ed il pubblico li canta a gran voce, ma anche canzoni degli Shameless come “You're The One (I Want)” e “Queen 4 A Day” vengono apprezzate dai glamster tricolori. I Tuff propongono uno show tirato e molto intenso, mostrando una grande professionalità e suonando i pezzi in modo impeccabile. La serata si conclude con il bis di rito, con cui i quattro decidono di omaggiare la band che forse li ha maggiormente influenzati nel corso della loro carriera, i Poison. “Talk Dirty To Me”, cantata dall'intero Sottotetto, mette la parola fine ad una giornata davvero divertente. Ce ne vorrebbero di più di eventi di questo tipo... (Stefano Gottardi)




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