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ROCKY SHADES' WILDSIDE RIOT - No Second Take

Reviews

ROCKY SHADES' WILDSIDE RIOT
No Second Take

(Cargo Records)

2012

I veri inventori del glam metal sono stati i Wrathchild. “Ma che cavolo dicono questi, sono stati i Mötley Crüe!”. Sembra quasi di sentirvi urlarlo, là fuori. In realtà, anche se il fenomeno è esploso sul Sunset Strip grazie alla compagine di guasconi guidata da Nikki Sixx (e qualche altro gruppo di folli), i precursori sono stati i Wrathchild, dall'altra parte dell'oceano, in Inghilterra. I Mötley Crüe hanno avuto la fortuna di arrivare al successo per primi, mentre i Wrathchild quel successo, nonostante tre ottimi dischi, l'hanno solamente immaginato. Nel loro piccolo hanno creato una rivoluzione, la gente parlava di loro e degli scioccanti concerti a cui i genitori non avrebbero mai voluto che le loro figlie prendessero parte. Del resto, quale padre potrebbe essere orgoglioso di sapere che la propria figliola ha passato la nottata intrattenendo nel camerino un gallo cedrone come Rocky Shades? Già, Rocky Shades, l'istrionico cantante dei Wrathchild, biondone cotonato e impropriamente agghindato, dalla grande presenza scenica e dalla voce corroborante che con la sua band ha messo a ferro e fuoco l'Inghilterra perbenista e bigotta dei primi anni '80, guidata dalla conservatrice (e recentemente passata a miglior vita) Margaret Thatcher. Per poi sparire nel nulla (o quasi), almeno fino ad oggi. E mentre i suoi ex compari davano alle stampe Stakk Attakk II (Stakk Attakk fu il debutto del combo inglese), lui, scongiurando lo spauracchio di una seconda versione dei Wrathchild, che ad un certo punto peraltro si è pure concretizzata e per fortuna rapidamente dissolta, ritornava in pista con questo gruppo nuova di zecca, Wildside Riot. Che poi, a dirla tutta, basta dare una rapida occhiata al booklet, che sembra più una press release, per capire che questo è un album solista, furbescamente mascherato, dell'istrionico Shades. Tutto rimanda a lui, al suo passato (ci sono anche alcune foto del suo periodo d'oro nei Wrathchild) ed al resto della band è dedicata soltanto una paginetta. Giusto così, in fondo il padrino del glam metal è lui, che vi piaccia o no. Tutti gli altri recensori là fuori possono anche continuare a scrivere che questo non è un buon disco, che è un'accozzaglia di cliché (ma lasciateci dire che personaggi come Rocky Shades se lo possono anche permettere, sono i gruppi di imberbi del giorno d'oggi che dovrebbero pensarci su un attimo prima di pubblicare certe schifezze), noi ci limiteremo a darvi un consiglio: guardate nella vostra collezione di dischi e se c'è almeno un lavoro dei Wrathchild, No Second Take prendetelo pure a occhi chiusi; a meno che cerchiate una produzione stellare, di cui non si può purtroppo vantare, difficilmente vi deluderà. Se non c'è, passate pure oltre ma in questo caso vi meritate di essere sepolti con l'ultimo album dei Crashdïet sottobraccio quando verrà la vostra ora! Perlomeno Peter London, anche se con la sua cricca di debosciati non azzecca mezza canzone da quando il compianto Dave Lepard ha preso l'highway to hell, sfoggiava un tatuaggio con il logo dei Wrathchild già in tempi non sospetti, dimostrando di conoscere la storia del genere che suona. “Sì ma non avete parlato del cd” tuonerà qualcuno. È vero, ma c'è YouTube, sentite qualcosa là (o guardate il video di “Wildside Riot”), in fondo è soltanto rock and roll, che altro cavolo potrebbe suonare Rocky Shades nel 2013?

Stefano Gottardi

Track List:

1. All Hail The Wasted
2. Wildside Riot
3. Broken Toys
4. Fukk Em
5. Candiis Gone Bad
6. That's What Sunday Mornings Are For
7. Babe I Gotta Go
8. Angel On My Back
9. My Paradise
10. Glitter-Tramps
11. Wasted Lust
12. My Woman
13. There Is A Bullet For Each Of You




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