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NOISE POLLUTION

Interviews

NOISE POLLUTION - Ame

Intervista a cura di Stefano Gottardi

Al debutto discografico, con un carico di energia che butterebbe giù un muro, i bolognesi Noise Pollution, nella persona del cantante Ame, ci raccontano un po' della loro giovane storia.


Ciao Ame, per prima cosa mi viene da chiederti cos'è successo dal demo del 2008, Don't Stop Me Baby, ad adesso. Cambio di sound, line-up, a stento si riconosce la glam band degli esordi...
Ciao Stefano, dal 2008 sono cambiate molte cose. Per quanto riguarda il sound della band credo sia frutto di una presa di coscienza diversa dalla visione che avevamo tre anni fa. Siamo maturati molto, abbiamo decisamente ampliato le nostre conoscenze musicali fino ad arrivare a crearci il nostro spazio, ricercando un genere personale che racchiudesse un po' i generi che preferiamo, provando comunque ad essere originali e attuali. Parlando del cambio di line-up della band che dire... nell'estate del 2009 abbiamo preso strade diverse rispetto al nostro vecchio batterista e al tastierista con i quali però siamo comunque rimasti in buonissimi rapporti, di li a poco l'inserimento del nuovo drummer Gaio che ha contribuito nel cambio di sound della band.

Un disco autointitolato, anche questo segno di maturità, oppure quali sono le motivazioni dietro a questa scelta?
La motivazione dietro alla scelta di dare il nome della band anche al disco è stata fatta semplicemente perché dentro questo debut album c'è qualcosa di ognuno di noi, quindi ci siamo trovati tutti di comune accordo fin da subito su questa scelta.

Di cosa parlano le vostre canzoni?
Le canzoni hanno tematiche varie, abbiamo preferito non improntare l'album troppo sul famoso trio sex, drugs n' roll, ma su aspetti della vita che non funzionano: dalla società con i suoi alti e bassi, la doppia personalità che spesso ognuno ha dentro di sé, dei camionisti che pensano di essere i re della strada, fino ad arrivare a parlare del rigetto per chi fa violenza sulle donne, il tutto sempre condito con la giusta dose di rock 'n' roll.

Come nasce un brano dei Noise Pollution?
I pezzi li scriviamo tutti insieme, e questo secondo me è importante perché ci rafforza, dà omogeneità ai brani e ci permette di dare un tocco di originalità in più, di solito c'è chi porta un riff da dove partire e di lì in poi lasciamo tutti i problemi e gli altri pensieri fuori dalla sala e iniziamo a comporre.

Avete recentemente presentato il disco, anche se poi il disco non c'era, al Noise Fest a Bologna. Che effetto ti ha fatto vedere il locale pieno per voi e vuoto quando è toccato all'headliner, Sister?

Be' sicuramente vedere oltre 200 persone sotto il palco per te è un enorme soddisfazione e ci ha anche un po' commosso. Ci abbiamo messo davvero l'anima in questo debut album e anche in questo primo Noise Fest, ma direi che il risultato, per quanto riguarda il nostro parere, è eccellente. I Sister sono stati molto simpatici e siamo stati felici di averli sul palco con noi anche se purtroppo il pubblico non è rimasto. Vorrei comunque ringraziare qui pubblicamente anche tutte le altre band che sono state di grande aiuto nella riuscita di questo evento che speriamo di poter ripetere anche l'anno prossimo.

Non abbiamo nulla da invidiare agli svedesi, quindi. Quali sono a tuo giudizio le giovani realtà italiane più interessanti?
Negli ultimi anni abbiamo condiviso il palco con tante band sia italiane che straniere, a mio parere in Italia ci sono molte realtà interessanti, così su due piedi penso agli Snakebite, che hanno un hard rock classico e forte, e ai Superhorrorfuck che dal primo concerto insieme si sono dimostrati grandi musicisti, ma anche a realtà emergenti di Bologna come gli Overdrive e i Simple Lies. Per quanto riguarda i gruppi svedesi provo molto rispetto per loro anche perché una delle band che preferisco in assoluto sono gli Hardcore Superstar, ma è anche un po' vero che molti sono sopravvalutati solo perché sono scandinavi. Dal mio punto di vista non è che se mangi bene in un ristorante in quello a fianco mangi bene comunque, quindi di band valide ne abbiamo in tutto il mondo, non solo in Svezia. Credo sia questo il pensiero di molta gente, e credo che il pubblico italiano dovrebbe sostenere al massimo i propri gruppi anziché a volte prestare maggior attenzione a band straniere che valgono meno sul palco.

La presentazione ufficiale, vera questa volta, si terrà al Glam fest 5. Che tipo di atmosfera ti aspetti di trovare?
Indubbiamente il Glam fest 5 ha avuto parecchie sfighe vista la mancata presenza degli House Of Lords e si è ridotto a un concerto dei Wig Wam con noi e gli H.A.R.E.M. come contorno, in una serata che speriamo sia bella come le passate edizioni a cui abbiamo preso parte. Spero che il pubblico bolognese e anche la gente di fuori sia comunque presente non solo per riempire il locale quella sera, ma per sostenere un evento che va avanti da anni e che ha portato i grandi nomi del glam in Italia, e che vista la poca affluenza ai concerti rischia di non esserci più. Quindi ragazzi muovete il culo e sostenete la buona musica!

Quale, dei tanti concerti fatti di supporto ad artisti famosi ti ha lasciato il ricordo migliore, e quale il peggiore?
Il più emozionante è stato indubbiamente il Glam fest 3 con gli Hardcore Superstar e i Tigertailz. Pensare che i Tigertailz l'anno prima mi fecero un autografo a Padova e l'anno dopo sono finito a suonarci insieme (ride), è stato davvero fantastico. Di brutte serate non ho ricordo perché cerco sempre di divertirmi e suonare al massimo, speriamo di non averne mai.

La collaborazione a livello di concerti con Bologna Rock City vi ha condotto alla firma del contratto con BRC Records. Come vi trovate?
Molto bene, con Emi c'è un ottimo rapporto ormai da anni, abbiamo sempre lavorato bene insieme sul piano live e questo ci ha quindi permesso di firmare con Bologna Rock City Records e prendere parte in quella che per noi ormai è una famiglia. Con BRC Records grazie a SELF abbiamo un'ottima distribuzione sul piano fisico, mentre per quanto riguarda il piano digitale un altro rapporto che ormai da anni va avanti è quello con Pirames International, etichetta digitale di Milano che ci ha permesso di entrare nei migliori store digitali. Insomma grazie a queste due realtà abbiamo trovato persone splendide con cui lavorare e che ci hanno sempre dato una mano, quindi l'unica cosa che posso dire è che siamo davvero soddisfatti.

Negli anni '80, i giovani gruppi rock vivevano nell'illusione di diventare rockstar. Al giorno d'oggi sappiamo benissimo quanto sia difficile che ciò avvenga. Che cosa spinge, quindi, una giovane band come la vostra a suonare rock n' roll nel 2011?

Indubbiamente la passione e la voglia di cambiare le cose, il sogno comune di riuscire grazie alla nostra musica a fare grandi passi avanti e di arrivare all'obiettivo. Spesso nella mente l'unico sogno è quello di diventare rockstar, ma alla fine l'amicizia e la possibilità di ascoltare il proprio lavoro su un disco che racchiude la nostra energia è già il risultato che per ora ci accontenta alla grande.

Ti va di spendere due parole sul vostro fotografo ufficiale Max Valerio, che secondo me svolge sempre un lavoro coi fiocchi? Come l'avete incontrato e come si è sviluppata poi nel corso degli anni la collaborazione?
Alla grande. Max è prima di tutto un grande amico, ci ha sempre sostenuto e credo sia una persona splendida oltre che un artista nel vero senso della parola. L'incontro è stato stranissimo eravamo al MEI a Faenza nel 2007, in quel periodo stavamo scrivendo i brani del nostro primo singolo e stavamo pensando a chi ci avrebbe potuto fare delle foto, fino a quando poco prima di tornare a casa mi fermò Max e mi disse "devo farvi delle foto" e io gli dissi "ok" (ride). Sembravamo appena usciti da un concerto dei Poison in quel periodo, e a lui aveva colpito molto la nostra immagine. Un mesetto dopo ci invitò a casa sua a fare le foto, dopo i primi scatti ci aveva già trasmesso la fiducia che ci serviva. Da li è nata la nostra collaborazione che va avanti tutt'ora. Max è anche il regista del nostro primo video, il singolo "Kill Your Fate" tratto dal debut album e che uscirà a breve su YouTube e su altri canali. Colgo l'occasione per fargli anche un salutone, grande Max!

Progetti futuri?
Stiamo già per iniziare a comporre brani nuovi abbiamo molte idee. Adesso però sopratutto dobbiamo impegnarci al massimo nella promozione di quest'album, abbiamo in programma molte date, stiamo davvero suonando tanto in questo periodo e a breve annunceremo il primo, speriamo di una lunga serie, di tour all'estero e molte date di spalla a grandi band qua in Italia, ma non diciamo niente per lasciare un po' di suspense.

Grazie per il tuo tempo Ame, siamo alla fine, a te la parola per congedarti dai lettori di Roxx Zone...
Innanzi tutto vorrei ringraziare te Stefano e tutto lo staff di Roxx Zone che da sempre sostiene la musica e le band italiane, ringraziamo tutte le persone che ci seguono e speriamo di rivederci presto su questa importante webzine.




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