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Interviews
NOISE POLLUTION - La band
Intervista a cura di Claudio Puggioli
Dopo averli sentiti alla seconda edizione del Glam Fest, e in molti altri locali della zona bolognese, abbiamo deciso di intervistare una delle band più influenti del panorama bolognese: i Noise Pollution.
Prima di tutto ci potete raccontare come e quando è nata la band?
Ame: Come dice la biografia sul MySpace è nata dall’incontro mio e di Andrea Camassa. Nel 2004 ci siamo incontrati e abbiamo deciso di formare un gruppo che facesse prevalentemente cover o che comunque si ispirasse all’hard rock anni ‘80 di Guns ‘N Roses, AC/DC e così via. La band all’inizio non era composta da quelli che ci sono adesso, ed è da 2 anni che facciamo prevalentemente roba nostra.
Don't Stop Me Baby è il vostro debut album, giusto? Raccontateci come sono nate alcune delle canzoni.
Ame: Non è propriamente un debut album, ma soltanto un singolo che abbiamo deciso di fare per avere qualcosa di nostro da ascoltare sull’ipod e da dare in giro. (ride) I pezzi sono nati un anno e mezzo fa, tranne “Don’t Stop Me Baby” che è arrivata un annetto dopo e “Dancer”, che è stata portata da Mauri, quindi è arrivata con il suo inserimento in formazione un anno fa. Il debut album arriverà comunque prossimamente!
Quali gruppi vi hanno ispirato maggiormente?
Zak: Principalmente Guns ‘N Roses, Mötley Crüe , Poison… poi diciamo anche Tigertailz e tutto il panorama hard rock anni ’80.
Raccontate una delle cose più curiose che vi sono capitate durante un concerto.
Ame: Al Transilvania ci sono arrivate due mutande: un paio sporche e nell’altro invece c’era scritto “noise pollution”.
Wynnie: Quelle sporche al batterista!
Ame: Sì infatti, quelle sporche erano solo per il batterista!
Wynnie: Invece che bianche erano gialle!
Mauri: Sì, il colore di produzione era bianco, ma sono arrivate gialle... (ridono)
Cosa ne pensate del nuovo movimento glam che si sta espandendo in questi ultimi anni?
Wynnie: Se del nuovo movimento glam parliamo del glam svedese a mio parere non approvo: all’inizio sono stati un’innovazione ed erano tutti felici e contenti, ma andando al sodo non erano niente di che.
Ame: Per me non c’è un nuovo movimento glam, perché comunque sono cose che sono già state fatte, mettendo una voce che non è caratteristica del glam anni '80, comunque apprezzo questi gruppi perché credono ancora che il glam metal o l’hard rock in generale possano rinascere.
Wynnie: Quegli anni non tornano.
Zak: Qui in Italia sta comunque rinascendo, perché anche le agenzie che programmano i concerti sono sempre pronte, questo vuol dire che vogliono far ritornare il genere, però bisogna ricordarsi che non siamo negli anni ’80 e bisogna cercare di rinnovarsi. D’accordo cercare di mantenere degli aspetti del passato, ma comunque bisogna cercare di guardare anche al futuro.
Quanto conta per voi l'immagine?
Mauri: Quaranta per cento, così lasciamo al sessanta la musica.
Wynnie: Sicuramente conta.
Mauri: Sì, diciamo che questo genere è strutturato sull’impatto uditivo e sull’immagine.
Nel panorama italiano, quali sono le band che ritenete valide?
Ame: Negli anni ’80 i Litfiba! (ride) Comunque anche i gruppi odierni che fanno il nostro genere mi piace andarli a sentire e molti sono amici, però per me non hanno provato per niente a ricercare roba nuova. Se io vado a sentirli e mi piacciono è perché mi piace quel genere, non perché dico “Cazzo, fan qualcosa di nuovo”. Nel panorama italiano comunque diciamo che parto prevenuto.
Wynnie: Siamo sempre fermi sulle canzoni d’amore, sdolcinate, ci vorrebbe qualcosa di nuovo in italia che non c’è.
E con quali gruppi avete più affinità?
Wynnie: Snakez!
Ame: Snakez e personalmente mi sono trovato bene anche con i Johnny Burning.
Secondo voi perché in Italia non c'è lo stesso slancio che hanno i gruppi scandinavi sul loro territorio?
Mauri: Perché in Italia il prodotto musicale è tutt’altra cosa che quello scandinavo.
Wynnie: E sopratutto il prodotto musicale non è agevolato! Non c’è gente curiosa di sperimentare. Ci vorrebbe più coraggio da parte di quelli che sono i produttori del momento.
Ame: I cd costano troppo, e per questo nessuno in Italia investe su gruppi che fanno un genere diverso, magari anche cantato in una lingua che non è l’italiano.
Mauri: O pop-neo melodico oppure non ti muovi.
Che progetti avete per il futuro?
Mauri: Conquistare il mondo!
Ame: Per il futuro abbiamo in progetto di registrare un album di debutto serio, dove vogliamo impegnarci a cercare sonorità nuove e provare a fare un genere più nostro, in cui uno capisca le influenze e quando ci vede suonare oltre all’immagine dica: “Cazzo, questi spaccano veramente!”. Poi suonare tanto. Stiamo cercando di uscire anche dall'Italia a livello di concerti, anche per farci conoscere un po’.
Se volete dire un’ultima cosa...
Zak e Wynnie: Ciao mamma! Rock’n roll!
Ame: Vorremmo anche fare un ringraziamento a Bologna Rock City e alla Machada, che ci trattano molto bene e ci fanno suonare, e anche a Roxx Zone per l’intervista e le recensioni!
