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MURDER BAY - Never Was An Angel

Reviews

MURDER BAY
Never Was An Angel

(Eönian Records)

2012


Il comune denominatore del 99% delle band targate Eönian Records è sempre una storia sfortunata alle spalle. La stessa storia. Il gruppo era fighissimo, il demo aveva venduto a camionate, i locali erano sempre pieni quando suonavano e le groupie erano talmente tante che qualche volta, mossi da compassione, i membri della band si mettevano una mano sulla coscienza e ne prestavano qualcuna ai Journey... Ovviamente le migliori case discografiche del giro facevano a gara per accaparrarseli, ma il grunge cattivone era dietro l'angolo in agguato, e allora i boss delle major chiedevano un cambio di stile più consono al trend del momento. Ma loro non si sognavano di mettere in discussione l'integrità morale che li contraddistingueva e mandavano l'A&R di turno a farsi bellamente benedire. Il tutto con una certa spocchia e la cresta cotonata sempre fieramente in alto. E il loro disco puntualmente restava a prendere polvere in un cassetto per almeno 20/25 anni. E questo fa riflettere. Sì, perché a questo punto viene facile pensare che negli anni '80 non siano state le hard rock band migliori quella a firmare contratti lucrosi e a riempire le arene, bensì quelle più veloci a portare il loro demo in cassettina alla più vicina casa discografica, prima che un biondino di Seattle un bel giorno si svegliasse e, con addosso la sua bella camiciola di flanella a quadrettoni, decidesse di andare anche lui a suonare il campanello della Geffen. Evidentemente gente come i Murder Bay (e, come detto, buona parte del resto del catalogo Eönian) in quegli anni era troppo impegnata a darsi alla bella vita notturna, agli stravizi alcolici e tossici, e alle mega orge di fine concerto. E di giorno chi aveva voglia di svegliarsi prima delle due del pomeriggio, darsi una ripulita ai vestiti macchiati di lambrusco (forse non proprio lambrusco...) della sera prima, alzare le chiappe e andare a bussare alla porta di qualche label prima dell'avvento del fenomeno grunge? Be', a pensare che ce l'abbiano fatta personaggi del calibro di Vince Neil, Steve Summers e Taime Downe in effetti vengono i brividi, fatto sta che Paul Trombetta (ahem, forse ora sono più chiari i motivi del mancato successo di questo gruppo...) ed i suoi Murder Bay sono purtroppo giunti a destinazione fuori tempo massimo. E così i due demo registrati, uno sotto la guida di Eric Valentine (Slash, Queens Of The Stone Age, Good Charlotte, Third Eye Blind, All-American Rejects, etc.), e l'altro, mai pubblicato, prodotto da Rob Beaton (Guns N' Roses, Sea Hags, Sammy Hagar, Santana, etc.) che guarda caso oggigiorno lavora proprio per la Eönian, non sono mai finiti su un full length ufficiale. Oggi sì, finalmente l'impavida etichetta americana ha riportato alla luce anche questa perla rimasta nascosta fra i reggiseni e le bottiglie di vinello di uno squallido backstage per tanto, troppo tempo. E i pezzi come sono, vi starete giustamente domandando? Più o meno come quelli dei Mötley Crüe, dei Pretty Boy Floyd e dei Faster Pussycat (e dei Bulletboys, spesso richiamati alla mente dalla timbrica di Trombetta, simile a quella di Marq Torien), solo un po' più ritardatari.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Land Of Plenty
2. Honey Child
3. Outta Line
4. Ultraglide
5. Simple Man
6. Dirty Work
7. Never Was An Angel
8. What's Good For You
9. Long Time Comin'
10. Keep Me In Mind
11. Got No Business
12. Around Again
13. Song?




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