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KISS - Monster

Reviews

KISS
Monster

(Universal)

2012

Un nuovo disco dei Kiss... un vecchio disco dei Kiss. E badate, non è una critica, anzi. Questa band (o forse dovrei dire S.P.A.?) è in giro da ormai qualcosa come 40 anni ed è sopravvissuta a tutto e tutti. Al suo interno ci sono stati eccessi e decessi, fuori, il mondo della musica ha cambiato pelle tante volte quante Ibrahimovic ha cambiato squadra; impassibili ed inarrestabili i condottieri Stanley/Simmons hanno mantenuto la rotta e tappato ogni falla decidendo quando era il momento opportuno per togliere o rimettere le maschere, chiamare od allontanare vecchi/nuovi membri ma soprattutto quale fosse il periodo più indicato per proporre sonorità più ruvide piuttosto che rilassate. Tutto questo sempre prestando la massima attenzione a non snaturare mai la loro inconfondibile matrice sonora, fonte di ispirazione per centinaia e centinaia di gruppi a venire. “Hell Or Hallelujah” apre le danze con un sound a metà strada tra Destroyer e Revenge; già, a questa icona musicale non servono “aiuti” dall'esterno, non ci sono gruppi da menzionare per dare dei punti di riferimento all'ascoltatore... questa è la storia del rock a stelle e strisce e passa tramite i loro album precedenti. Al solito, mi trovo più favorevolmente impressionato dai brani con Paul Stanley dietro al microfono (anche se ritengo sia più accattivante la voce del buon Gene) come l'azzeccatissima “Freak” o la articolata ma “kissosa” al 100% “Long Way Down”. Il linguacciuto bassista, invece, si fa notare nella cadenzata ed energica “Back To The Stone Age” che ci riporta alla mente il lato meno festaiolo del gruppo. L'apice di questo dischetto però viene raggiunto quando i due creatori del “bacio” si concentrano esclusivamente sui rispettivi strumenti e lasciano le luci della ribalta ai loro comprimari: Tommy Thayer ed Eric Singer. Da sempre il mio componente preferito è “l'uomo dello spazio” (da me omaggiato anche a carnevale!) e la destrezza combinata alla dedizione con cui viene interpretato il ruolo nella favolosa “Outta This World” dal nostro Thayer non fa rimpiangere minimamente il predecessore Ace Frehley, portando il brano a sfiorare il titolo di “best song”. Titolo che insindacabilmente andiamo ad assegnare a quella che sembra essere una b-side dei tempi di Rock And Roll Over, tanto è in linea con ciò che di meglio è stato proposto nel passato dai Kiss: “All For The Love Of Rock & Roll” è una spudorata dichiarazione d'amore e fedeltà da parte dell'ispiratissimo batterista a questo delirante ed esagerato carrozzone su cui noi tutti viaggiamo e continueremo a viaggiare finché morte non ci separi... Rock And Roll... fino alla fine.

Federico Miolo

Track List:

1. Hell Or Hallelujah
2. Wall Of Sound
3. Freak
4. Back To The Stone Age
5. Shout Mercy
6. Long Way Down
7. Eat Your Heart Out
8. The Devil Is Me
9. Outta This World
10. All For The Love Of Rock & Roll
11. Take Me Down Below
12. Last Chance




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