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Live Reports
MOLLY HATCHET + MARKONEE + TARCHON FIST
Ke Me Meo, Argelato (BO)
06/12/2008
Report e foto di Luca Driol
Un viaggio allucinante, con una nebbia che permetteva una visibilità di soli pochi metri, mi ha portato ad un Ke Me Meo fortunatamente piuttosto affollato: l’occasione infatti era delle migliori, ovvero vedere per la prima volta in Italia una delle glorie del southern rock americano, i Molly Hatchet. Appena giunto all’interno del locale, parte quella macchina da guerra chiamata Tarchon Fist, formazione che quest’anno ho già visto diverse volte e che nemmeno in questa serata ha tradito le aspettative. Luciano Tattini e soci propongono un heavy metal classico ed arrembante, tra cori anthemici, doppia cassa sferzante, riff al fulmicotone ed un vocalist, J.J. Sange, sempre all’altezza della situazione. Il fatto che ci sia un altro “frontman”, ovvero il bassista Wallace, rende il concerto ancora più divertente e selvaggio, grazie alla sua ingombrante presenza scenica. Oltre ai pezzi tratti dal debutto omonimo, vengono presentate nuove song come “Fighters” e l’inno al metal “We Are The Legion”, già apprezzatissime dallo zoccolo duro dell gruppo (e non solo). Veloce cambio di palco ed è l’ora dei Markonee: la band questa sera è particolarmente carica e lo dimostra sciorinando un repertorio di brani vecchi come “Loveland” e “Colors” e nuovi, tra cui “Brand New Bay”, “See The Thunder” e “Native European”. Il singer Gabriele, che ormai si è integrato perfettamente col resto gruppo, è stato il protagonista di un’ottima performance dietro al microfono, così come i suoi compagni, che hanno dato vita, ancora una volta, ad un set di infuocato hard rock ottantiano pregno di cromati riff e ottimi chorus. Dopo le due band bolognesi è l’ora dei Molly Hatchet che, tra prominenti pance e capelli ormai inesorabilmente imbiancati, fanno il loro ingresso sul palco del locale. Soprattutto Dave Hlubek, unico componente della formazione originaria e co-fondatore del gruppo, mostra una forma fisica veramente precaria, anche se tecnicamente ha ancora diverse cartucce da sparare. La tripletta con cui i floridiani aprono lo show è a dir poco micidiale: “Whiskey Man”, “Bounty Hunter” e la fantastica “Gator Country”, nonostante un’ acustica tutt’altro che impeccabile, vengono subito sparate ad un pubblico già caldissimo. Il “nuovo” frontman Phil McCormack (comunque già in seno al gruppo dal 1996), sembra un tipico bovaro uscito dal profondo sud degli States: grottesco ed impacciato nei movimenti e dotato di un’ espressione spesso tendente all’ebete, è in possesso però di una carica coinvolgente e di una voce che, pur facendo sempre un po’ rimpiangere il compianto Danny Joe Brown, risulta comunque adatta alle silurate southern della band. Ottima la discreta ma necessaria presenza di John Galvin alle tastiere, così come la sezione ritmica composta dal giovane drummer (l’unico senza pancia!) Shawn Beamer e dall’iperattivo bassista Tim Lindsey, che suonerà quasi tutto il concerto con una bandiera del sud come mantello ed un sorriso soddisfatto stampato sul volto. Lo show continua sempre più infuocato con altri highlights come “Devil’ s Canyon” e “Beatin’ The Odds”, per poi lasciare spazio al chitarrista Bobby Ingram che si esibisce in un assolo invero sin troppo lungo e caotico. La splendida “Dreams I’ll Never See” fa da preludio a “Free Bird”, cover dei mitici Lynyrd Skynyrd e una delle migliori ballate degli anni ’70, che congeda i Molly Hatchet solo temporaneamente dal pubblico in sala. Passano pochi minuti ed il gruppo è nuovamente on stage per due bis, tra cui l’immancabile “Flirtin’ With Disaster” che chiude il concerto e lascia la soddisfazione di aver potuto assistere dal vivo all’esibizione di una delle leggende del rock americano.
Setlist Markonee:
1. Back On
2. Brand New Bay
3. Colors
4. Native European
5. See The Thunder
6. Marconi
7. Loved Land
8. The Big K
9. Cross Between The Line
Setlist Molly Hatchet:
1. Whiskey Man
2. Bounty Hunter
3. Gator Country
4. Son Of The South
5. Fall Of The Peacemakers
6. Devil’ s Canyon
7. Tatanka
8. Beatin’ The Odds
9. Why Won’ t You Take Me Home
10. Dreams I’ll Never See
11. Free Bird
12. Jukin’ City
13. Flirtin’ With Disaster

