ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


MIDNITE SUN

Interviews

MIDNITE SUN - Enrico Sarzi

Intervista a cura di Stefano Gottardi

Quanto sono belle e interessanti le interviste nei periodi in cui una band non è in promozione? In questi momenti non ci sono dischi da decantare, nè frasi ad hoc da ripetere ad ogni giornalista, ma solo tanta voglia di parlare e spontaneità. La riprova è questa splendida intervista a Enrico Sarzi dei Midnite Sun, che ci racconta tutto sul nuovo corso della band, l'abbandono del drummer storico Alessandro Mori e l'ingresso in formazione del nuovo batterista, e che non perde l'occasione per togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe. Ma ora bando alle ciance e buona lettura!

Ciao Enrico, rieccoci a parlare di Midnite Sun, dopo quasi tre anni dall'ultima volta. Nel frattempo ne sono successe di cose, ad esempio è nata Roxx Zone, con cui oltre un anno e mezzo fa aveva parlato il vostro chitarrista Chris... è un piacere ritrovarti.

A chi lo dici, credevo ti fossi dimenticato di me! No, dai, scherzo... è davvero un piacere enorme anche per me. Eh sì, quante cose nuove in questi tre anni: mi sono sposato, sono diventato papà di due gemelli (Mattia e Diego), chi l’avrebbe mai detto… beh, con Roxx Zone anche tu hai dato alla luce la tua bella creatura! Complimenti davvero.

Grazie Enrico. Nel frattempo sono accadute un sacco di cose anche in casa Midnite Sun. Procediamo con ordine: per prima cosa credo sia doveroso parlare di Adrenaline Records, un'etichetta che non esiste più, ma che ha dato alle stampe il vostro debut album. Come sono andate le cose con loro?
Innanzitutto non è mai esistito un “loro”, ma un “lui”: Primo Bonali. L’Adrenaline era lui, non era uno staff. Come sono andate le cose? Mah, difficile da spiegarti… sai, alla fine Primo non ci ha mai promesso niente, quindi non è che ci aspettassimo la luna, però ascolta, ti sembra normale che il capo della nostra etichetta non si sia mai fatto vedere? Solo Willy l’ha conosciuto, perché nel periodo in cui avevamo firmato se ne occupava lui. Ma dico io, in quel periodo facevamo dai 2 ai 5 concerti al mese, di cui alcuni in zone per lui comode e raggiungibilissime: non s’è mai visto. Beh, senti questa: quando nel 2005 abbiamo aperto per Ian Paice, l’abbiamo invitato, e lui ha rifiutato perché diceva che non voleva fare differenze con le altre band dell’etichetta! Ma ti rendi conto?! Ah già, c’è pure questa: sempre nel 2005 suonavano i Gotthard a Milano, e siccome erano saltati i Wine Spirit come opening band, abbiamo chiesto a Primo se poteva avere un aggancio per farci aprire per loro. Lui mi ha detto che avrebbe fatto il possibile, ma nel frattempo il locale aveva già chiamato un’altra band e noi purtroppo nulla. Poi mi ha mandato un’e-mail dicendo: “Cazzo, ma se sapevo prima che ci tenevate così tanto, magari si poteva fare qualcosa di più!”. Sai poi cosa abbiamo scoperto? Che la sera del concerto dei Gotthard lui era lì con lo stand dell’Adrenaline a vendere cd! Ma come, siamo l’unica band hard rock del tuo catalogo, vengono giù i Gotthard a Milano, allestisci lo stand della tua etichetta e non fai il possibile per farci suonare? Ma magari sfiorarti l’idea che quella sera avresti potuto vendere un po’ di nostri cd, no? Guarda, ce ne sarebbero da dire… comunque, per chiudere, tutte le recensioni, interviste e pubblicità che si sono viste all’epoca sono tutte per merito nostro, lui non ha fatto un cazzo! Non è neanche riuscito a pubblicare l’intervista a Willy sul suo giornale (Metal Force) perché ha chiuso prima! Lunga vita ai falliti!

In virtù di quanto appena raccontato, con il senno di poi, potendo tornare indietro firmereste ancora il vostro primo contratto per una label indipendente, oppure scegliereste la via dell'autoproduzione?
La questione è molto semplice: avevamo una fretta pazzesca di pubblicare un disco, e siccome l’Adrenaline già ci conosceva e ci avrebbe messi subito sotto contratto, non ci abbiamo pensato due volte. Però molte altre etichette sembravano interessate, ma non ci conoscevano e volevano sentire il promo, incontrarci… è così, Stefano, l’inesperienza si paga. Ma non mi sento di rinnegare i sentimenti che avevamo allora: è andata in questo modo, si va avanti e si impara. Anche col sapore della merda in bocca.

Considerato che per voi dev'essere come un figlio, a distanza di qualche anno che impressione ti fa riascoltare Groovin' Sexplosion? Che cosa ti convince ancora al 100%, che cosa invece cambieresti se potessi farlo?
Ah, dire cosa cambierei è facile: lo studio e i fonici! Suona molto male Groovin’, o meglio, alcuni pezzi sono buoni, altri sono da demotape oratoriale. Ma non voglio sparlare di questi ragazzi, a livello umano ci siamo trovati bene, abbiamo ottimi ricordi. Però se penso a quanto abbiamo speso! Invece, cosa mi convince? Beh, le canzoni, il feeling, gli assoli di chitarra. Con una produzione di livello quel disco avrebbe spaccato! Così invece è semplicemente ascoltabile, anche se c’è gente che da quando è uscito non lo toglie dal lettore cd della macchina! E poi i complimenti che mi arrivano tuttora anche oltreoceano, vorranno pur dir qualcosa, no?

C'è qualche curiosità, qualche aneddoto relativo a Groovin' Sexplosion, dalle registrazioni, alla promozione, al tour, che non ti è mai capitato di raccontare?
Facciamo così: quando hai voglia mi fai un’intervista solo per questo! Ce ne sarebbero da raccontare! Sicuramente, in mezzo ad alcune delusioni, devo dire che ci siamo divertiti tantissimo. Penso in particolar modo al tour europeo del 2007, alle registrazioni del promo sempre nello stesso anno, alla data con UDO, quella con Pino Scotto, al video di Steal The Sun con il grande Leo Salemi alle riprese… non saprei da dove partire!

A proposito di tour, ne avete intrapresi due in compagnia degli House Of Lords. Che genere di esperienza è stata?
Cazzo Stefano… qui sì che tocchi un bel tasto! Beh, abbiamo fatto il tour nel febbraio 2007 in Germania, Belgio e Svizzera e quest’anno in Italia. Ti dico molto tranquillamente che quella dell’anno scorso è stata la più bella esperienza della mia vita: ho sempre sognato fin da bambino di fare un tour, coi pezzi miei, fuori da questo Paese, ma tutto è andato oltre ogni previsione. Posti splendidi, gente carica ma attenta, belle ragazze, risate, avventure, birra a fiumi, la possibilità per me di parlare, fra un brano e l’altro, in inglese, come i miei idoli, ma soprattutto l’amicizia tra di noi rinsaldata di brutto. In Italia era già un’altra cosa, era un’esperienza già fatta, alcuni posti li conoscevamo e in alcuni ci avevamo già suonato da soli, però è stato uno sballo anche questo tour! Credo che la data di Verona del 29 Marzo 2008 sia stata la miglior performance dei Midnite Sun di sempre. E poi con gli House Of Lords le cose sono (quasi) sempre andate a meraviglia, abbiamo un ottimo rapporto con James Christian, che in alcuni momenti per me è stato come un padre, e soprattutto con B.J. Zampa, spassosissimo! Non posso dimenticare di ringraziare il grande Matt Filippini, grazie al quale è stata possibile la realizzazione di questo sogno.

Visto che l’hai citato, ci puoi parlare della tua esperienza con Matt e il suo Moonstone Project?
Alla grande! Sono fiero di averlo aiutato a scrivere alcuni brani del disco d’esordio, oltre ad aver cantato la cover dei Free “Fire & Water”. Ma soprattutto la consapevolezza che sui brani in cui ho partecipato come co-writer hanno cantato e suonato gente come Graham Bonnet, Paul Shortino, Carmine Appice, ma soprattutto Ian Paice e Glenn Hughes! Non hai idea dell’emozione che è stata quando abbiamo ascoltato per la prima volta la voce di Glenn in “Rose In Hell”: incredibile, lui ha cantato seguendo la mia linea vocale! Ho passato momenti stupendi con Matt, lo ringrazio per l’opportunità che mi ha concesso, e gli auguro ogni bene per il futuro.

Nel 2007, dopo qualche peripezia, avete ripreso totalmente in mano il controllo della situazione, vi siete ancora richiusi in uno studio discografico, ed avete dato vita a tre nuovi, splendidi, pezzi. Che differenze ci sono state rispetto alla precedente avventura in sala di registrazione?
Grazie per i complimenti, che fra l’altro condivido… eh eh eh… beh, io e Willy conoscevamo da tempo Davide Dimarcantonio dei Dima Studios, ma non avevamo mai lavorato con lui, e così, visti i non buoni risultati di suono del nostro debut album, ci siamo detti: proviamo! Risultato: devastante! Tre pezzi che suonano divinamente, una cura ai particolari maniacale, atmosfera da studio rilassantissima.Ssiamo rimasti estremamente soddisfatti.

Stilisticamente, le nuove composizioni rispecchiano quelli che, nel corso degli anni, sono i nuovi ascolti e le nuove influenze della band, ecco quindi un suono più heavy, moderno, ma che mantiene la caratteristica base del Midnite Sun sound: la melodia. Ti va di parlarcene?
Certo! Tanto hai già detto tutto tu: è verissimo, ci siamo imbastarditi! Quello che è cambiato rispetto a prima è che poniamo molta più attenzione alla dinamica del pezzo, prima forse ci accontentavamo che avesse un buon riff, una buona melodia e un ritornello azzeccato, poi il resto veniva di conseguenza. Adesso vogliamo catturare l’ascoltatore dall’inizio alla fine! Sai, sono cambiate le influenze, siamo cambiati noi, e quindi cambia la musica, il mood. Sono tre brani che ci rispecchiano tantissimo, invito tutti ad ascoltarli sul nostro profilo www.myspace.com/midnitesunband. Sono quelli senza la topa in copertina…

A quando un seguito a questo promo?
Bella domanda: quando ci sarà un secondo disco!

Come pensate di comportarvi per quanto concerne la pubblicazione del secondo disco?
Ecco, lo sapevo che non me la sarei cavata con una risposta breve! Innanzitutto comporre canzoni senza sosta, in modo da avere tanto materiale pronto. Poi vedremo come muoverci, senza troppa fretta, per evitare gli errori passati.

Veniamo alla nota dolente, l'abbandono, dopo 8 anni e mezzo, di Alessandro Mori. Che cosa è successo?
Non è successo niente di particolare. Ale era privo di stimoli da parecchio tempo nella composizione e nella stesura dei nostri brani, e la nostra proposta musicale non lo soddisfaceva più. Questo ci ha un po’ frenato, ma non è solo colpa sua, abbiamo sbagliato un po’ tutti. Quest’estate, dopo un periodo in cui non ci siamo né visti né sentiti tutti e cinque, ci siamo ritrovati per parlare un po’ e per vedere se il malessere che colpiva la band faceva parte di tutti oppure se un po’ di voglia da parte di qualcuno era rimasta. Bene, parlando abbiamo capito che in quattro, anche se un po’ arrugginiti, eravamo ancora dell’idea di andare avanti e di scrivere nuovo materiale al più presto, Ale invece no. Nessun dramma, ma tanto, tanto dispiacere, però ci si è chiariti e da quella sera fino al 10 ottobre, data dell’ultimo concerto con lui, l’atmosfera era molto più rilassata, come se ci si fosse tolti un peso.

Ti confesso che, conoscendo bene la band, un briciolo di amarezza mi ha assalito quando ho assistito all'ultimo concerto di Ale con voi...
Non dirmelo… mi tremavano la voce e le mani! Sì, è stato molto strano, però molto bello e commovente. Ma Ale è della famiglia, sarà sempre un Midnite Sun, oltre che un caro amico, siamo stati la sua band per quasi 9 anni, se ne è tolte anche lui di soddisfazioni! Ho sempre creduto che con lui avessimo qualcosa in più rispetto ad altre band, tant’è che più di una volta han tentato di soffiarcelo! (ride)

Ma dopo la tempesta torna sempre il sereno: presentaci il vostro nuovo batterista...
Matteo Rebuscini!!! Un grande! Bravo, anzi, bravissimo, umile, simpatico, un fan di lunga data che conosceva i nostri brani vecchi e nuovi a memoria! Già l’anno scorso c’erano stati alcuni problemi con Ale, anche se di genere diverso, e avevamo messo le mani avanti; finalmente abbiamo avuto l’occasione di vederlo dal vivo e ci è strapiaciuto subito! Così è rimasto, diciamo, in lista d’attesa per più di un anno, poi, una volta che noi ed Ale abbiamo deciso di dividerci, ci è venuto in mente solo lui e noi non volevamo provare nessun altro, anche se qualcuno si è fatto avanti.

Che benefici credi possa dare il suo ingresso in formazione?
Credo che lui sia la persona giusta. Sta già portando un entusiasmo incredibile, voglia di fare, voglia di novità, voglia di concerti: ci stiamo pazzamente innamorando di questo ragazzo! Non vedo l’ora di poterlo presentare dal vivo, inoltre, credo che a livello di sound sa cosa vogliamo e cosa ci aspettiamo da lui, sono sicuro che le idee nei brani nuovi non gli mancheranno.

Cosa bolle in pentola, quindi, in casa Midnite Sun?
Scrivere, suonare, scrivere. L’obiettivo, in un modo o in un altro, deve essere il secondo disco. E se capita qualche concerto all’altezza, ci saremo! Sai, con la crisi che c’è di posti dove potersi esibire, non ci si aspetta di fare chissà quante date, però se capita…

Siamo alla fine, grazie mille per il tuo tempo Enrico, un grosso in bocca al lupo per i vostri progetti futuri.
Grazie a te Stefano. Ho perso qualche ora di sonno per questa intervista, ma ne è valsa la pena. Noi ci proviamo, abbiamo passato alcuni momenti un po’ di stanca, ma a quanto pare ne siamo usciti e ora diamoci dentro. MOTHERFUCKERS AS WE LOVE TO BE!

Potete trovare altre informazioni su Enrico Sarzi visitando il profilo MySpace www.myspace.com/enricosarzi.




Torna ai contenuti | Torna al menu