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HOUSTON! - Mechanical Sunshine

Reviews

HOUSTON!
Mechanical Sunshine

(Tanzan Music)

2011


Evoluzione, crescita, maturità. Così si potrebbe riassumere in tre parole Mechanical Sunshine, seconda fatica sulla lunga distanza per i piacentini Houston!, saliti alla ribalta delle cronache nel 2008 con il debut Fast In Elegance. Cambiate etichetta e formazione, con l'ingresso del batterista Giovanni Savinelli (fratello del cantante Nice J. Ryan, che oggi preferisce usare il suo vero nome Niccolò Savinelli), anche il sound ha subito una notevole trasformazione: la ricetta sonora del primo album, un mix di sleaze e melodie pop di facile presa, è stata rivista e corretta in chiave più heavy e moderna. Scomparsi quasi del tutto i riferimenti alla scena sleaze/glam, la band oggi strizza l'occhio al goth rock di stampo scandinavo e all'elettronica. Il disco, molto bene arrangiato e dotato di una produzione heavy e compatta che mancava al suo predecessore, ha l'impatto necessario a prendere subito confidenza col nuovo sound. Merito anche del grande lavoro svolto da Mika Jussila ai Finnvox Studios di Helsinki, Finlandia, uno che sa bene come uniformare e far risaltare al meglio atmosfere malinconiche e oscure e hard rock (HIM, Poisonblack, Lovex, Negative, Chevi Eye, Charon, Bloodpit, Slaves To Fashion docet). Eppure, dopo un'ottima partenza, proseguendo con l'ascolto si comincia ad avvertire un senso di pesantezza, colpa di qualche pezzo macchinoso e poco dinamico di troppo. Di certo lo stile del quartetto è complesso e di difficile catalogazione, forte segnale di personalità, ma probabilmente durante il processo compositivo non tutto è filato liscio. Giunti non senza qualche difficoltà alla fine del cd a mancare è a tratti l'immediatezza sonora del debut, che qualitativamente parlando è stato superato, ma il cui facile ascolto si fa rimpiangere. Probabilmente se avessero alleggerito la tracklist escludendo qualche filler (“Mechanical Breath”, “Black Rose”, “Velvet Pressure”) e la cover di Rob Zombie “Dragula”, il disco sarebbe risultato più snello e approcciabile. Evoluzione, crescita, maturità. Così abbiamo cominciato la recensione così la concludiamo, con l'auspico che il gruppo (che oggi ruota attorno alle figure dei fratelli Savinelli dopo l'uscita di scena di Gaby e Phil che hanno suonato sui due lavori finora realizzati) riesca in futuro a mantenere la verve compositiva mostrata con canzoni ottime e dirette come “Planet Terror”, “Anghell Clown”, “Let Me Shout”, “One Day”, “Generation 09”, “Sick, Sex, Six”, “My Swedish Baby Looks Like A Star” per tutta la durata del cd.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Shine Of The Rusty Gear
2. Planet Terror
3. Anghell Clown
4. Let Me Shout
5. Mechanical Breath
6. Black Rose
7. One Day
8. Generation 09
9. Velvet Pressure
10. Truth About Me
11. Sick, Sex, Six
12. My Swedish Baby Looks Like A Star
13. Cold
14. Dragula




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