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WASTE PIPES - Make A Move

Reviews

WASTE PIPES
Make A Move

(Autoprodotto)

2010


Il nuovo lavoro in studio dei Waste Pipes, quintetto piemontese attivo dal 2003 e con circa 300 concerti alle spalle, è un ep che ha quasi voglia di diventare un album completo, non solo perché è composto da sei brani più intro, ma anche per la professionalità con cui sono stati realizzati la produzione, il booklet (che comprende anche una serie di disegni anatomici, tra cui, quello di una vagina) e la promozione in generale. Questo lavoro, per stessa ammissione della band, segna un passo in avanti a livello stilistico. La matrice rock blues, elemento preponderante fino a qui, è sempre presente, e si manifesta in modo particolare soprattutto in “First Class”, ma in generale i Waste Pipes cercano di guardarsi intorno con occhio attento, e di trovare anche in altri sottogeneri del rock un qualcosa che possa soddisfare i propri tratti salienti. Per questo motivo non ci si deve stupire dell’accostamento fra “Still Got It” e “Make A Move”: il primo è un brano tendenzialmente moderato, dal testo complesso, il secondo un mix irriverente fra ska, punk e hard rock in cui vengono citati Elvis Presley, Michael Jackson e Jerry Lee Lewis. La metafora medica, iniziata con i disegni anatomici, prosegue con l’indicazione di ciascun brano come se fosse una malattia, con i nomi dei musicisti di ispirazione al posto di quello dei medici. La cura in questi aspetti ci fa capire l’attaccamento dei Waste Pipes nei confronti dei loro pezzi, che sanno diventare indiavolati (“If You Don’t Pay The Price”) e morbidi (“Rough Diamond Street”, che tra l’altro ha un ottimo assolo di chitarra), e mantengono lo stesso espressività e capacità di emozionare.

Anna Minguzzi

Track List:

1. Intro
2. First Class
3. If You Don't Pay The Price
4. Still Got It
5. Make A Move
6. The Deal
7. Rough Diamond Street




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