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BONHAM - Mad Hatter

Reviews

BONHAM
Mad Hatter

(SPV/Audioglobe)

2009

Se la contemporanea ristampa da parte di SPV dei due favolosi album dei Bad English, seppur priva di bonus track, può avere un senso, è difficile capire le motivazioni che abbiano spinto la label tedesca a riesumare anche i (mediocri) dischi dei Bonham. Epigoni dei Led Zeppelin, di cui riprendono cercando di modernizzarle le atmosfere, finiscono per sembrare soltanto una copia malriuscita della leggendaria band di cui ha fatto parte John Bonham, padre del batterista Jason. La palma di miglior canzone va a “Change Of Season”, oltre sei minuti di ottimo songwriting e arrangiamenti di classe, con un senso della melodia smisurato. Peccato che, a parte qualche sporadico episodio (“Good With The Bad”, “Ride On A Dream”, “Chimera”) l'album ripercorra le orme del deludente debut The Disregard Of Timekeeping. Più “commerciali” ed in parte influenzati dall'hair metal che spopolava negli anni '80 (ma che nel 1992, anno di uscita di questo lavoro, stava ormai perdendo credibilità e popolarità), i Bonham dovrebbero attirare chi ama band come Great White, Kingdom Come e Blue Murder. Solo per fanatici di sonorità hard rock blueseggianti vecchio stampo.

Diego Berry

Track List:

1. Bing
2. Mad Hatter
3. Change Of A Season
4. Hold On
5. The Storm
6. Ride On A Dream
7. Good With The Bad
8. Backdoor
9. Secrets
10. Los Locos
11. Chimera




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