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ELEKTRADRIVE - Living 4

Reviews

ELEKTRADRIVE
Living 4

(Valery Records)

2009

Rientro in grande stile per questo storico gruppo nato nel 1983, di cui si erano praticamente smarrite le tracce in seguito alla pubblicazione di tre gemme di hard rock melodico/aor come Over The Space (1986), Due (1989) e Big City (1993). Con quattro membri originali su cinque ed un contratto con Valery Records, gli Elektradrive tornano in pista per lasciare un segno profondo del proprio passaggio. La storia del metal italiano l'hanno già fatta, ma questo Living 4, pur con un'evidente vena moderna, mantiene il marchio di fabbrica ed è un altro capolavoro. La produzione, precisa e potente, consegna in pasto all'ascoltatore suoni cristallini, che mettono in risalto un lavoro impeccabile sugli arrangiamenti. Il sound, sebbene a tratti diverso da quell'aor che li ha resi celebri, cattura sin dal primo giro nello stereo grazie all'impatto di cui sono dotati i pezzi, che quasi sembrano brillare di luce propria, senza filler o cali di tensione. Gli argomenti attorno ai quali vertono i testi sono piuttosto impegnati: si va da tematiche importanti come il lento declino del pianeta terra, lo strapotere delle corporazioni e la superficialità della società moderna, ad altre più leggere (ma non meno interessanti) come l'universo, la natura ed i complicati meccanismi dei rapporti umani. Orfani di Eugenio Manassero, gli Elektradrive di oggi preferiscono puntare su un sound meno keyboards oriented, sperimentando un hard rock a tratti moderno, dalle molteplici influenze (Queensryche e King's X le più evidenti), ma mai troppo sbilanciato verso un determinato stile. Se strumentalmente sono ineccepibili (eccezionale il lavoro del chitarrista Simone Falovo), a livello vocale sono eccelsi, con un Elio Maugeri in grande spolvero, ottimo anche per quel che riguarda la pronuncia. Si tratta di un album complesso e ambizioso, che, seppur diretto, ci mette un po' di tempo prima di entrare in circolo, rivelando sfumature, colori e particolari diversi ad ogni ascolto. Difficile parlare delle singole composizioni, questo disco va assaporato con calma e concentrazione, brano dopo brano, tuttavia ci sembra doveroso spendere due parole per quelle che ci hanno toccato in maniera particolare. “Feed The Ground” e “Pain”, canzoni emozionali, cariche di pathos e quel velo di tristezza che ti raggiunge il cuore, “Get Power From The Sun”, pomposo mid-tempo impreziosito dal flauto suonato da Mauro Pagani (ex PFM), senza dimenticare le più “classiche” “What You See Is What You Get” e “The Water Diviner”, che riportano ai fasti degli esordi. Il 2009 è appena iniziato, ma abbiamo già la prima, grossa sorpresa. Bentornati Elektradrive!

Sauro Anzolin

Track List:

1. Evil Empire
2. Feed The Ground
3. What We Still Don’t Know
4. Living 4
5. Do It For Everyone
6. Get Power From The Sun
7. Pain
8. Dirty War Of Bloody Angels
9. The Water Diviner
10. You Are Always On My Mind
11. What You See Is What You Get
12. In A Superficial Way
13. Fake News
14. Son Of The Universe




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