ROXX ZONE - If you don't like rock n' roll... we don't like you!


Vai ai contenuti

Menu principale:


JOLLY POWER

Interviews

JOLLY POWER - Lucky Chiva

Intervista a cura di Sergio Grossi


La riedizione in cd del primo lavoro Like An Empty Bottle dopo 17 anni dalla sua uscita, la nuova line-up con il rientro a sorpresa di Elia, la storia della leggendaria rock'n'roll band tricolore Jolly Power: questo e molto altro nelle parole del chitarrista Lucky Chiva.

Ciao Lucky, facciamo un po' di ripasso per chi si fosse dimenticato di voi. Come nascono i Jolly Power, come vi siete imbattuti in Elia e che ricordo hai di quei primi anni assieme?

Wow, dobbiamo tornare indietro di parecchio, fine anni '80, quando io e altri 3 amici decidiamo di mettere in piedi una band con il dichiarato scopo di fare un po' di sano casino. Oltre al sottoscritto alla chitarra c'erano Maxx Dynamite alla batteria, Bely al basso e Yvan alla voce. Con questa formazione viene registrato nel 1991 il demo Sinner... Not Saint e si comincia ad uscire per qualche concerto. Dopo circa un annetto Yvan decide di lasciare la band per dedicarsi alla politica e il gruppo si mette alla ricerca di un nuovo cantante, che si materializza con l'arrivo di Elia, conosciuto per puro caso in un club dove veniva programmata musica rock/metal. Una rapida occhiata ci fece capire che era il personaggio che cercavamo. Con lui arrivano il demo tape Like An Empty Bottle (1994) e il cd Fashion, Milk & Smokin' Pills (1996). Poi Elia lascia la band che decide di rimpiazzarlo con un secondo chitarrista, Sergy Boy, e con il passaggio di Bely alla voce: con questa formazione vengono incisi The 7th Crash From Hell (2000) e Taste The Blood Of The Sonic Revolution (2004). In seguito la band decide di prendersi un periodo di pausa e torna nel 2007 con una line-up che vede Elia, Lucky Chiva e Max Dynamite raggiunti dal nuovo bassista Alex. Con questa formazione vengono fatti alcuni concerti prima che Elia decida di abbandonare di nuovo le scene. È notizia di questi giorni il suo ritorno in seno alla band che ha anche il piacere di accogliere un nuovo chitarrista, Rikk Crash, proveniente dai Cathouse che diventa a tutti gli effetti il quinto Jolly Power.

Perché Like An Empty Bottle uscì solo in cassetta?
Perché all'epoca uscire con un cd voleva dire mettersi sullo stesso piano delle uscite “ufficiali” e doversi confrontare con release da milioni di dollari di budget. Non era una scelta intelligente, il demo invece ti permetteva di porti in una condizione di giudizio “minore” che era perfetta per una band giovane come la nostra. Lasciami però dire che la qualità dell'artwork era molto alta, prendemmo spunto dai demo che mettevano in giro le band americane del genere e il libretto che lo accompagnava rimane una chicca per collezionisti.

Che giovamento portò, se ci fu, la pubblicazione del primo lavoro in cd, Fashion, Milk And Smokin’ Pills?
Sicuramente un aumento della gente che ci seguiva, i concerti divennero più affollati e cominciammo ad avere anche qualche recensione all'estero. Inoltre ci fruttò la possibilità di partecipare ad una compilation d'oltreoceano con nomi tipo Vain. Una bella soddisfazione.

Quanto contava a quel tempo l'apporto della stampa specializzata, per una band come la vostra?
Molto, moltissimo... internet non esisteva e le riviste erano l'unico modo per farsi conoscere dal pubblico. Avere una buona recensione sui magazine del tempo era fondamentale.

Summer Drag e tour di spalla ai 69 Eyes, due momenti storici di cui si parla ancora con affetto, che ricordi hai di quelle esperienze?
Molto belli. Il Summer Drag fu una festa in riva al mare con un sacco di band valide e ci diede l'opportunità di stringere nuove amicizie nel “giro”. L'esperienza con i 69 Eeys fu molto impegnativa da un punto di vista organizzativo, ma ci diede la possibilità di vedere da vicino una band che amavamo molto e che cominciava a spiccare il salto fuori dall'underground. Di quel tour ci rimane anche un rapporto di amicizia con Jirky e soci che continua tuttora.

Come mai ad un certo punto Elia ha mollato la band?
E chi lo sa (ride), lo ha fatto spesso e francamente abbiamo smesso di chiederci il perché. Lui è così, uno spirito libero, ogni tanto decide di cambiare e sappiamo che magari un giorno tornerà (ride).

Che fine ha fatto Bely, che aveva preso il suo posto dietro al microfono?
Credo che lo scioglimento della band dopo la pubblicazione di “Taste..” lo abbia molto deluso da un punto di vista musicale e forse anche personale. Per quanto ne sappiamo non suona più, nel 2006 ha gentilmente rifiutato di tornare nella band, ma i rapporti rimangono comunque più che buoni.

Come nasce l'idea di ristampare Like An Empty Bottle, e come avviene l'incontro con Street Symphonies Records?
È un'idea che ci frullava in testa da tempo ma è solo grazie alla tenacia di Oscar, boss della Street Symphonies e fan di vecchia data della band, che la cosa si è concretizzata. Il suo entusiasmo per questa operazione ha contagiato anche noi e ci ha convinti che fosse il momento buono.

Parlaci del materiale bonus inserito nel cd, a mio giudizio molto interessante.
Allora, due sono pezzi che la band aveva registrato nel 2007 per partecipare alla festa per il 10° compleanno della webzine Slam dell'amico Moreno, mentre altri tre sono vecchi pezzi risalenti a metà degli anni '90 che solitamente suonavamo dal vivo ma che non avevamo mai registrato. L'occasione di inserirli come bonus nella ristampa ci ha permesso di riscoprirli e registrarli tanti anni dopo.

Un ottimo lavoro è stato svolto anche a livello di artwork, davvero ben fatto...

Dobbiamo ringraziare Enrico e la Spaghetti Bomb, ha fatto davvero un ottimo lavoro di restauro e di riverniciatura dell'artwork che ricorda quello originale, ma con una prospettiva tutta nuova.

Avete mai pensato, in quegli anni, che avreste potuto farcela davvero a sfondare? Com'è stato poi doversi scontrare con la dura realtà?
Mah, sinceramente lo abbiamo sempre saputo che per una band italiana del nostro genere sarebbe stato quasi impossibile competere con i mostri d'oltreoceano, soprattutto perché la cultura musicale italiana non prevede di fatto il rock'n'roll. Comunque abbiamo sempre fatto tutto con la massima convinzione possibile, cercando di colmare questo gap evidente anche con una certa attenzione nel proporre prodotti curati nella maniera migliore. Per questo motivo non c'è stata questa grossa delusione improvvisa, anche se onestamente magari qualcosina in più ce lo saremmo aspettati.

Quanto pensi che abbiano contribuito le “pazzie” di Elia a gambizzare le possibilità di successo dei Jolly Power?
Penso che spesso e volentieri siano state l'arma in più dei Jolly Power... la gente veniva ai concerti anche per vedere cosa si sarebbe inventato. Penso che invece alcune volte si sia finito per parlare troppo di questo e poco della reale proposta della band, ma questa è una mia personalissima visione della cosa.

Con il rientro di Elia, c'è modo di ascoltare prima o poi nuova musica targata Jolly Power?
Credo proprio di sì, la ristampa del cd ci ha dato la scossa giusta per ripartire e la nuova formazione incuriosisce anche me. Ti posso anticipare che abbiamo già qualche pezzo nuovo in fase di sistemazione...

Segui ancora questo genere musicale, come vedi la scena di oggi rispetto a quella di vent'anni fa?
È cambiato tutto, internet ha stravolto il modo di intendere la musica, la gente ormai si fa i dischi in casa e la quantità delle proposte musicali è enorme. Ma credo che adesso come 20 anni fa la gente sia in grado di distinguere chi mangia beve e caga rock'n'roll da chi cerca di trovare il trend giusto.

A te la parola per chiudere l'intervista....
Grazie per la possibilità che ci hai dato di raccontare 20 anni e passa di r'n'r, compratevi il cd e... ci vediamo on the road!




Torna ai contenuti | Torna al menu