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WORK OF ART - In Progress

Reviews

WORK OF ART
In Progress

(Frontiers Records)

2011


Dopo l’esordio con il botto datato 2008, accolto con clamore da critica e pubblico, i Work Of Art erano attesi alla fatidica prova del nove rappresentata dal secondo lavoro in studio. Bisogna subito dire che l’esame è stato ampiamente superato: pur mancando l’effetto sorpresa, il combo svedese confeziona un disco di altissimo valore, ripescando ancora una volta quanto di meglio espresso durante il periodo d’oro dell’aor da band quali Signal, Toto e Journey. Il gruppo di Mark Free, in particolare, sembra essere il vero faro del trio, e la dimostrazione ci viene data dalla scoppiettante opener “The Rain” che fa da prologo a quello che si candida ad essere uno degli album migliori dell’anno in campo melodic rock. Abbondanti tappeti di tastiere ed un Lars Säfsund sempre sugli scudi ci accompagnano in una entusiasmane cavalcata seguita dalla raffinatissima ma sempre sostenuta “Nature Of The Game”, arricchita da un pregevole assolo di Robert Sall. La band sembra non esaurire mai la propria vena compositiva, attestandosi sempre su valori di assoluta eccellenza come dimostra l’avvolgente armonia di “Once Again”. I ritmi rimangono sempre alti e “Never Love Again” segna uno dei picchi del cd grazie ad un coinvolgente refrain tipicamente journeiano. “Eye Of The Storm” (ehi devo aver già sentito una canzone con questo titolo…) evidenzia tutta la bravura del gruppo, capace di creare una perfetta alchimia tra perizia tecnica e capacità interpretativa. “Until You Believe” è una delle tante perle di questo fantastico lavoro ed incarna in pieno lo spirito delle power ballad di vent’anni fa. Siamo appena a metà disco e già ci stupiamo di quanto sia capace questa giovane band. Attendiamo da un momento all’altro il prevedibile calo di tono, ma i Work Of Art ci meravigliano ancora una volta grazie alla scintillante “The Great Fall” e proseguono imperterriti con le successiva “Call On Me”. “Emelie”, “Fall Down” e “One Step Away” riprendono il discorso lasciato in sospeso dai Toto di Isolation e The Seventh One, mentre “Castaway” sembra fare il verso agli Unruly Child dell’esordio. Un album destinato a diventare un classico, da avere assolutamente.

Paolo Paganini

Track List:

1. The Rain
2. Nature Of The Game
3. Once Again
4. Never Love Again
5. Eye Of The Storm
6. Until You Believe
7. The Great Fall
8. Call On Me
9. Emelie
10. Fall Down
11. Castaway
12. One Step Away




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