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HARD REVENGE - Hot Ashes & Broken Pieces

Reviews

HARD REVENGE
Hot Ashes & Broken Pieces

(Autoprodotto)

2012

Arrivano da Reggio Emilia, sono giovanissimi (anche se il batterista Hierro, di qualche anno più “vecchio”, ce lo ricordiamo dietro le pelli di Street Justice e Holly Body, due band reggiane ormai sepolte dalle polveri del tempo) e pieni di entusiasmo ed energia. Le loro canzoni trasudano grande passione per lo sleaze americano degli anni d'oro e per il blues. Veloci, incazzati e melodici, con il loro debutto sulla lunga distanza, Hot Ashes & Broken Pieces, che arriva dopo qualche demo e cambio di line-up, piacciono sin dalla copertina, perfetta anteprima di quanto contenuto nel cd. Musicalmente si potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad un gruppo a stelle e strisce, un residuato bellico della Los Angeles 80iana, cresciuto in qualche quartiere malfamato masticando tabacco e vivendo di espedienti, con la musica di Skid Row, Guns N' Roses e L.A. Guns come colonna sonora di una vita. Tutto bellissimo, minato soltanto da un unico, macroscopico difetto, su cui proprio non si può sorvolare: l'inglese. Mi spiace doverlo dire, ma credo di non aver mai letto dei testi così sgrammaticati nel corso dei miei oltre dieci anni di esperienza come rock writer... e di demo e cd non ne ho ascoltati pochi! Peccato davvero, perché a livello di idee, attitudine e performance (ho visto la band dal vivo e devo ammettere che, nel genere, mi è sembrata una delle più promettenti della nostra tanto bistrattata Penisola), gli Hard Revenge sono effettivamente una bella realtà. In Italia nel 2012 sarebbe troppo facile e scontato rifarsi alla scena svedese post-Lepard o ai soliti Mötley Crüe, proprio per questo sentire nelle composizioni di una giovane formazione come tricolore un retrogusto 70's e da saloon, caratteristico di gruppi come Junkyard, The Four Horsemen e Georgia Satellites, anziché il solito puzzo di night club sgangherato tipico degli epigoni di Vince Neil e compagnia aberrante, è decisamente piacevole. Per esecuzione, idee e tiro, questo disco è davvero sopra la media (pezzi come “Mr. Smith”, “Back On The Street”, “Rusty Reasons For Love”, “The Last Desire Of Devil”, “God Insane” e “Lost My Grip” sono una cannonata!), talmente ben fatto che riesce difficile dare un giudizio negativo per colpa della debacle grammaticale, ma non si può far finta di niente. La sufficienza piena la meritano, ma una maggiore cura dell'inglese e della pronuncia avrebbero senza dubbio contribuito a centrare un bell'otto pieno: se la band saprà fare tesoro di queste osservazioni, sicuramente in futuro potrà riservare qualche sorpresa.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Mr. Smith
2. Back On The Street
3. Rusty Reasons For Love
4. All The Pain
5. The Last Desire Of Devil
6. Bad Man
7. Under The Gun
8. God Insane
9. Lost My Grip
10. Dice Of Love
11. Amazing




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