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HEAVEN'S BASEMENT

Interviews

HEAVEN'S BASEMENT - La band

Intervista a cura di Letizia Maestrello

Per la seconda volta in due mesi, gli inglesi Heaven’s Basement sbarcano in Italia per presentare il loro debut album Filthy Empire e incendiare il pubblico con il loro hard rock adrenalinico e d’impatto. Giovedì 29 Novembre 2012, poco prima della loro performance come opening act per i Seether al Live Club di Trezzo (MI), Aaron, Chris, Sid e Rob ci accolgono sul tourbus per raccontarci come sta andando il tour europeo e parlarci delle prospettive future.

Prima di tutto, ben tornati in Italia, ragazzi!
Grazie!

Come state, siete emozionati?
Chris: Emozionati, sì! L’ultima volta che abbiamo suonato a Milano è stato fantastico, il pubblico era scatenato, non vedevamo l’ora di suonare qui ancora una volta!

La prima domanda riguarda ovviamente il vostro prossimo album, Filthy Empire. Dovrebbe uscire il prossimo gennaio, giusto?

Aaron: Febbraio!

Ok, febbraio… comunque inizio 2013, giusto?
Chris: Sì, speriamo!

Bene, teniamo le dita incrociate allora! In realtà voi suonate insieme già da parecchio tempo e avete pubblicato un paio di ep. Questo sarà ufficialmente il vostro debut album, il vostro primo full-length… come mai avete deciso di pubblicarlo nel 2013 e non prima?
Chris: A noi non sembra così tanto tempo perché la situazione è così com’è adesso da circa un anno, prima abbiamo affrontato quello che ogni band deve affrontare nel corso del tempo, sai, cambi di formazione, delle persone che si rendono conto che la cosa non fa per loro, solo alla fine è saltato fuori questo full-length…
Rob: Il nostro primo ep aveva un altro cantante…
Chris: Già!
Rob: Il secondo ep è nato quasi per caso, era maggio dell’anno scorso e sei giorni prima di partire per il tour con Aaron come cantante, invece di fargli provare tutto il primo cd abbiamo messo insieme questo ep, giusto per avere qualcosa con cui presentarsi al pubblico… sai, questo ragazzo è una specie di benedizione, perché non avremmo avuto una seconda occasione per fare questo album. Noi siamo cresciuti ascoltando album grandiosi come Appetite For Destruction, quelli dei Rage Against The Machine e il debut album degli Oasis, quindi era molto importante che ci sentissimo sicuri di quello che stavamo facendo, abbiamo sfruttato al massimo la possibilità di fare una buona impressione, quindi il tutto è successo per un’ottima ragione.
Chris: Inoltre, prima di fare un tour e soprattutto di realizzare un album abbiamo valutato le nostre capacità come band, la nostra alchimia e anche il processo di scrittura… sai, andare in giro per il mondo negli ultimi due anni ci ha dato molto su cui scrivere, quindi ha funzionato tutto a meraviglia.

Parlando di diversi frontmen, tu Aaron sei entrato nella band nel 2011. Guardando la track list di Filthy Empire, ho notato che ci sono anche alcune canzoni più vecchie, “Can’t Let Go”, “Executioner’s Day” e “The Long Goodbye,” quando tu eri già nella band… com’è stato per voi registrare di nuovo le canzoni più vecchie?
Sid: È stato molto facile, perché la ragione per cui queste canzoni sono finite sull’album e altre no è perché abbiamo avuto la sensazione di averle prese e trasformate in qualcosa di nuovo con Aaron come cantante della band, hanno preso nuova vita, sono canzoni che suoniamo sempre live ed è stato divertente ri-registrarle… la prima volta le abbiamo registrate in fretta e furia, la seconda volte le avevamo suonate per anni, quindi abbiamo fatto un solo take – e la canzone era registrata!
Chris: È stato molto facile, quando abbiamo scritto tutte le canzoni anche Aaron era già nella band e da allora ha assunto pienamente l’incarico di frontman, quindi potevamo realizzare il miglior debut album possibile con tutte le canzoni che avevamo!
Rob: Già, è stato un po’ un riassunto di tutto quello che gli Heaven’s Basement erano stati fino ad allora…
Aaron: Quando mi sono unito alla band ho passato un sacco di tempo ad ascoltare quelle canzoni, e sono molto felice di aver avuto la possibilità di ri-registrarle.

A proposito, non ti sei mai sentito sotto pressione mentre registravi qualcosa che qualcun altro aveva cantato prima di te?
Aaron: Ovviamente! In qualsiasi altra situazione avrei detto che, forse, non è proprio la cosa più giusta per qualcuno entrare in una band e registrare la canzone di qualcun altro, perché non può farla come gli altri si aspettano… c’era già un pubblico che l’aveva già sentita, poteva venir fuori bene, poteva venir fuori meglio, poteva essere accettata dalla gente che poi ci sarebbe stata riconoscente – e fino adesso lo è stata... volevamo essere sicuri che la gente sapesse che ci abbiamo messo tutto l’impegno possibile e ce l’abbiamo fatta, è il meglio che potessimo fare, quindi c’è sicuramente stata della pressione, ma solo in senso positivo perché ci ha fatto eccellere nella fase di registrazione.
Sid: Inoltre ha dimostrato che, come band, possiamo fare tutto quello che abbiamo sempre fatto fino adesso e, con questo album, anche di più!

Bene! Ora voi siete in tour in Europa per promuovere l’album. Che progetti avete per il 2013? Magari un tour mondiale?
Aaron: Questo è solo l’inizio! Questo serve solo per “riscaldarsi”, ottenere l’atmosfera e il groove giusto sul palco e cercare di far piacere a più persone possibili il nostro show, in modo che l’anno prossimo, quando faremo il primo tour, riusciremo a pensare che sarà una specie di rampa di lancio, per essere capaci di arrivare alla fine dell’anno e dire “All’inizio eravamo una band pessima!”, ma lo show deve comunque essere grandioso, deve sempre essere una progressione, ogni show deve essere migliore del precedente.
Chris: Già, da quando abbiamo iniziato questo tour circa due mesi fa abbiamo già visto un miglioramento enorme, anche solo nella naturale alchimia sul palco mentre suoniamo insieme ogni sera, e abbiamo intenzione di portare avanti questa cosa anche l’anno prossimo!

Avete condiviso il palco con grandi artisti (Papa Roach, Buckcherry, Bon Jovi, Theory of a Deadman, Shinedown, Blind Melon, Hardcore Superstar, Tesla, Madina Lake, D-A-D, Thunder, Black Stone Cherry, Airbourne, Seether), c’è una band o un cantante con cui vorreste dividere il palco nel vostro prossimo tour?
Sid: Ah, credo che ci piacerebbe parecchio salire sul palco con qualcuno come gli Aerosmith, o i Rolling Stones… sì, suonare con gli Aerosmith sarebbe pazzesco, o anche con i Guns’n’Roses, i veri Guns, sarebbe fantastico!
Chris: Ci piacerebbe suonare anche con alcune band durante i festival, per vedere come va di fronte a questo tipo di pubblico…
Sid: In realtà sarebbe interessante portare la cultura hard rock e metterla da qualche altra parte, di fronte a un pubblico diverso, e vedere cosa succede, perché tutti rispondono all’energia e noi ogni sera la presentiamo sotto forma di rock, dobbiamo sentire che le canzoni dell’album e dei live piacciono alle persone, questa è assolutamente la nostra intenzione…
Aaron: Anche suonare con band come i Muse, i Rage Against The Machine sarebbe fantastico, ma la cosa frustrante con queste band è che a nessuno nel pubblico frega nulla del gruppo spalla!

A proposito di questo, adesso siete in tour e suonate come opening act per qualcun altro, non avete paura che la gente alla fine si dimenticherà di voi?
Aaron: No, il nostro lavoro è assicurarci che questo non avvenga!
Rob: Non succederà se faremo bene il nostro lavoro, abbiamo bisogno di fare una buona impressione e di lasciare un ricordo duraturo a tutti... dobbiamo veramente colpirli dritti in faccia! (ride)
Chris: Quello che abbiamo sempre voluto è l’opportunità di essere in questa posizione, dove possiamo suonare live ogni sera in Paesi diversi.

Quindi siete sicuri che questo tour vi porterà a qualcosa di importante…
Aaron: Per ora sta andando molto bene, e la cosa bella è che ogni volta che ritorniamo a suonare in un posto c’è sempre più gente, magari poca di più, ma vogliamo continuare a espandere il nostro gruppo di fan. Ci sentiamo sicuri, ma siamo anche coscienti del fatto che dobbiamo portare a termine ogni singolo show al meglio, perché suoniamo con band che lo fanno da moltissimo tempo…
Rob: Suoniamo con band con molta esperienza, dobbiamo essere all’altezza!
Aaron: Un’altra risorsa molto importante sono i social network: puoi sempre vedere cosa ne pensa la gente, se c’è qualcosa di brutto da dire lo mettono su internet, lo puoi leggere, se c’è qualcosa di buono da dire lo scrivono, quindi puoi veramente vedere quanto cresce la band, il che è molto bello.
Sid: …e dopo ogni show cazzeggiamo e cerchiamo di parlare con più persone possibili del pubblico, in modo da conoscerle e vedere le differenze tra Milano e Madrid, Birmingham e Berlino, ci piace parlare con le persone per conoscere il pubblico e le città dove suoniamo.

Ok ragazzi, ultima domanda: avete detto qualcosa riguardo la cultura rock… oggi ci sono parecchie band inglesi - come voi -, per esempio i Jettblack e i The Treatment, che si stanno facendo conoscere. Voi vi sentite parte di una “hard rock wave” britannica, o è difficile trovare band simili alla vostra?
Aaron: Humm, non proprio… siamo amici dei Jettblack e siamo andati in tour con loro un paio di volte, è fantastico che ci siano rock band così nel nostro Paese, ma non ci siamo mai associati più di tanto alla scena o a determinate band, cerchiamo di evitarlo perché facciamo semplicemente quello che facciamo.
Rob: C’è stato un flusso costante di hard rock in Inghilterra nel corso degli anni, magari non nell’ambiente mainstream, ma nella scena underground ci sono un sacco di gruppi che fanno questo genere, ma nessuno ha mai veramente sfondato… non vogliamo essere classificati come band del passato o retrò, vogliamo presentare la nostra musica in maniera fresca, attuale e piena d’energia, quindi cerchiamo sempre di evolverci.
Chris: Sì, facciamo semplicemente ciò che ci piace fare, se tutto va bene qualche band sfonderà…

Grazie mille ragazzi, e buon concerto!
Grazie a te!




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