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CORNERSTONE - Head Over Heels

Reviews

CORNERSTONE
Head Over Heels

(Atom Records)

2008

L’Austria non può certo considerarsi una fucina di band aor, ma questi Cornerstone sono la classica eccezione che conferma la regola. Premetto che il materiale inviato dal gruppo per promuovere il proprio album è di prima qualità. Oltre al solito dischetto dal packagin’ molto professionale i ragazzi hanno allegato un book fotografico con la loro biografia, la storia dei componenti e il calendario delle date live di supporto al cd. Un aspetto che, almeno per chi scrive, vale già da sé, oltre al plauso, un paio di punti in più sul voto finale. Ma passiamo ad esaminare il loro stile musicale: nelle note biografiche essi stessi lo definiscono come alternative-aor e il termine risulta davvero azzeccato. Il merito va anche ricercato nell’ alchimia dimostrata dai quattro componenti della band. Alla bella voce della cantante Anja Schirmer fanno infatti da contraltare l’ottima sezione ritmica composta dalla batterista Hannah Watcher e dal basso di Michael Wachelhofer e la chitarra solista sempre puntuale del bravo Stefan Wachelhofer. I suoni sono puliti e ricercati anche se a volte, come nell’opener “Something To Say”, una maggiore incisività avrebbe giovato. Ma i Cornerstone sono un gruppo maturo e propenso ad un aor di classe: prova ne è la bostoniana “Regret”, una delicatissima power ballad sulla scia della band di Delp. Maggiori influenze moderniste si possono riscontrare nella non riuscitissima “Leave”, che dopo un attacco alla Red Hot Chilli Peppers si appiattisce tremendamente. Con “Ready To Go” sembra invece di tuffarsi direttamente negli anni ottanta grazie alle sonorità tipiche dei Survivor. La ballata “Crises” esalta le doti melodiche del combo austriaco avvicinandolo alle Heart dei primi album. I ritmi mai eccessivamente tirati permettono ai ragazzi di mettere in mostra la propria propensione pop come nelle leggere ma coinvolgenti “Better Than You” e “I Can’t Even Say No”. Improvvisa e sorprendente arriva la ritmata “Changed” che dà una vera e propria scossa avvicinandosi agli U2 più rock. Le sorelle Wilson sono ancora il loro faro su “Fade Away”, mentre la chiusura del cd è affidata alla malinconica “Stefania”. Se tecnicamente il disco ha veramente pochi punti deboli, un buon margine di miglioramento per il gruppo è rappresentato da un approccio meno freddo nella composizione ed interpretazione dei pezzi che spesso rimangono un po’ troppo “trattenuti”, come se i ragazzi non volessero osare oltre. Un esordio comunque più che promettente per l’ambiziosa band austriaca, che con un piccolo passo in più potrà fare quel salto di qualità necessario per distinguersi nell’affollato panorama internazionale.

Paolo Paganini

Track List:

1. Something To Say
2. Regret
3. Leave
4. Ready To Go
5. Crises
6. Better Than You
7. I Can’t Even Say No
8. Changed
9. Something In The Way
10. Fade Away
11. Stefania
12. Regret (U.S. Radio Version)
13. Fade Away (U.S. Radio Version)




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