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HART

Interviews

HART - Rock Hart

Intervista a cura di Stefano Gottardi

Rock Hart, un americano a Oslo, Norvegia. Forse non proprio la capitale del glam, ma un posto che ha permesso a questo ragazzone di Charleston, una cittadina portuale soprannominata la "città delle buone maniere", di portare avanti il suo personalissimo 'american dream' assieme al guitar hero tedesco Julian Angel, prima con i Seks eoggi con la sua band solista Hart, fresca della pubblicazione del debut album The Conqueror.

Ciao, per prima cosa che è successo coi Seks?
Il nostro bassista Tad, che in realtà si chiama Even, ha lasciato la band e si è trasferito in Irlanda per studiare architettura. Poco dopo ci ha abbandonato anche Steen, che si faceva chiamare Charles McMillin, e così siamo rimasti senza basso e chitarra solista. Abbiamo trovato rapidamente un bassista ma la ricerca del chitarrista è stata complicata. Il rimpiazzo che avevamo trovato per tenere i concerti che avevamo già confermato ci ha fatto capire che non c'era più quella “magia” che aveva caratterizzato la band fino a quel momento, insomma qualcosa si era rotto. A un certo punto mi mancava persino la voglia di andare alle prove e la cosa accomunava un po' tutti. Non era più la formazione originale e, anche se i Seks fino ad allora erano stati per me un grandissimo divertimento, ho capito che sarebbe stato meglio che ognuno prendesse la sua strada.

A parte Even, hai idea di cosa stiano facendo adesso gli altri ragazzi?
Steen suona con me negli Hart e la vena un po' più heavy della band lo esalta al massimo perché lui è un vero metallaro. Gli altri suonano in un gruppo che si chiama Sugardaddy, in cui il bassista che aveva sostituito Even nei Seks è anche cantante.

Come hai incontrato Julian Angel? Le vostre strade si erano già incrociate ai tempi dei Seks...
Julian l'ho conosciuto casualmente. Ho visto una sua foto su un sito chiamato eSession ed ho subito pensato che sembrasse una specie di Beethoven in versione hair metal, per via dei capelli gonfi e una camicia con gli sbuffi che sembrava una di quelle del 1800. Ho immaginato che potesse essere la persona giusta per i Seks, l'ho contattato e ha suonato tutti gli assoli del debut Harder Than You. E questo accadde prima che mi imbattessi negli altri ragazzi che poi suonavano dal vivo con me.

Quando hai deciso di fondare una band solista?
Ho registrato “Untamed Heart of Rock N' Roll” con Julian e Craig alla batteria mentre ero ancora nei Seks ed è venuta molto bene. L'idea originale era quella di spingere i Seks in questa direzione, ma quando la band si è sciolta ho deciso di far mixare il pezzo e pubblicarlo a nome Hart, dopo aver avuto l'ok di Julian. A febbraio 2012 siamo quindi diventati un gruppo a tutti gli effetti!

Come mai hai lasciato il tuo paese d'origine, gli Stati Uniti? Non è più un buon posto per un rocker oppure volevi ricreare una piccola Los Angeles in Norvegia?
Mi sono trasferito in Norvegia per motivi personali, ma son stato molto fortunato con la scena musicale del posto. Sono originario di Charleston, South Carolina, e lì suonavo la chitarra in una band di nome Golden Palace. Facevamo un mix di punk, ska e classic rock. Per un certo periodo abbiamo avuto un buon seguito nella nostra zona, ma comunque anche in America non è facile. Qui in Norvegia, specialmente a Oslo, la gente sembra amare l'hair metal stile anni '80. Anche persone che non ti aspetteresti mai conoscono gli Winger o i Dokken. È fantatsico!

Com'è la situazione musicale, quindi, in Norvegia? Come son cambiate le cose da quando sei arrivato?
Direi che la Norvegia ha la scena più piccola della Scandinavia, mentre la Svezia ha quella principale e subito dopo viene la Finlandia. Non so molto, invece, della scena danese. Quella norvegese è stupenda, anche se deve crescere ancora parecchio, ma ci sono ottime band come Gotham Saints e Niterain. I ragazzi dei Gotham li conosco bene sin dai tempi dei Seks e sono squisiti. Credo che presto pubblicheranno qualcosa di nuovo. Inoltre la Norvegia ha TNT e Wig Wam, due band di veterani tuttora attive.

Quale canzone del disco descrive meglio gli Hart?
Direi il primo singolo e il brano da cui tutto è partito, “Untamed Heart of Rock N' Roll”. È il manifesto sonoro della band e ben rappresenta il sound che volevo ottenere, una specie di mix di Mötley Crüe e Twisted Sister dei primi album.

Qual è l'artista che ti ha ispirato di più e fatto diventare così come sei oggi?
I Mötley Crüe sicuramente sono stati una grossa influenza. Poi Kiss, Billy Idol, Twisted Sister e Winger. Questi per me sono i migliori.

Qual è il motivo che ti spinge a suonare questo tipo di musica? Piacere personale, oppure la speranza di attirare l'attenzione di una major?
Sono ambizioso. Mi piace andar fuori e dare il 110% per questo progetto e credo che sia lo stesso per Julian. Ma il motivo principale per cui lo faccio è perché amo la musica, specialmente questo genere. Se dovessi spiegare il motivo direi perché mi si addice, è stato così sin dal momento in cui l'ho scoperta. I riff di chitarra, le voci, gli assoli folli e tutto ciò che gira attorno sono il top, una meraviglia.

Hai scelto di auto-produrre il disco e dare un taglio totalmente anni '80 anche alle grafiche, alla serigrafia del cd etc. Hai preso contatti con qualche etichetta o hai deciso direttamente di fare tutto da solo?
Non ho trattato con nessuna etichetta per una precisa scelta. Ci sono un sacco di piccole etichette che non possono fare molto di più di quello che già faccio io con la mia agenzia di promozione. Grazie a internet al giorno d'oggi riusciamo ad arrivare ai nostri fan senza bisogno di alcuna major e questa è una cosa meravigliosa. Finché non troverò un'etichetta che riterrò davvero adatta alle nostre esigenze, continuerò ad occuparmi della band tramite la mia agenzia/label. L'artwork in effetti è volutamente anni '80, volevo che si respirasse qual tipo di atmosfera già ad una prima occhiata al prodotto, e credo di esserci riuscito se mi hai posto questa domanda.

Sì, senza dubbio sei decisamente fissato con gli anni '80, al punto di preparare persino un'edizione limitata di The Conqueror in cassetta. Cosa pensi invece di band più moderne come Hardcore Superstar, Crashdiet e la scena svedese post Rest In Sleaze?
La cassetta è stupenda e tra l'altro suona alla grande! È una bella sensazione stringerla fra le proprie mani e la stessa cosa per quanto riguarda il cd. Tutta un'altra storia rispetto ad un'uscita digitale. La mia preferita fra le nuove "sleaze" band sono i Reckless Love, anche perché appunto non sono poi così sleaze. Mi piacciono anche altri gruppi ma han tutti una produzione troppo perfetta. Certo i loro dischi suonano benissimo ma sembra che siano stati ripuliti da quella patina grezza che questo genere dovrebbe sempre avere. Se una band sta suonando heavy metal, io voglio sentire un sound heavy e rumoroso, non ripulito dal computer: dischi come Shout At The Devil, Rebel Yell e Stay Hungry sono ottimi esempi di ciò che sto dicendo. Hanno quella sporcizia e ruvidezza che questo tipo di musica deve avere.

Che cosa differenzia la tua band dalle altre, rendendola speciale?
Essendo io a scriverla, penserò sempre che la mia/nostra musica sia differente; provando ad immaginare di guardarla da fuori, per quanto possibile, mi sembra davvero diversa da molta roba che esce ai giorni nostri. Credo che io e Julian abbiamo amalgamato ottimamente i nostri stili creando qualcosa di unico.

Piani futuri?
Gli Hart sono una specie di concept band. Voglio vedere se funziona. Io e Steen stiamo in Norvegia, Julian in Germania. Stiamo lavorando a un paio di video e io sto componendo il successore di The Conqueror. Abbiamo un sacco di lavoro da fare e alla svelta!




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