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GRIM REAPER- PRAYING MANTIS

Live Reports

GRIM REAPER + PRAYING MANTIS + Rain+ Neurasthenia + Asgard + Rising Dark

Ke Me Meo, Argelato (BO)
26/09/2009

Report e foto di Luca Driol

Nonostante l’annullamento del Play It Loud, il buon Emiliano di Bologna Rock City è riuscito a “salvare” quelle che, probabilmente, erano le band più interessanti del bill: Grim Reaper e Praying Mantis! La ricca kermesse è aperta dai Rising Dark che con il loro speed thrash condito da qualche elemento death metal dimostrano di saperci fare piuttosto bene, creando un vortice di distorsioni e velocità veramente estremo: l’unica pecca è un’acustica ancora pessima che non rende giustizia all’esibizione dei romagnoli. È poi il turno degli Asgard, quintetto ferrarese dedito ad un power thrash d’impatto, vicino a quello di matrice teutonica; i suoni (complice anche una proposta meno estrema) sono già più decenti e la cover di “Unstoppable Force” degli Agent Steel è la ciliegina sulla torta del loro show. Seguono i Neurasthenia che si riconfermano uno dei gruppi thrash più interessanti della nostra penisola, contaminando la loro proposta con del metal che ricorda i Rage più ispirati. Stasera i bolognesi presentano il nuovo batterista Nebular che assieme a Lehman forma l’arrembante sezione ritmica sulla quale il corpulento Neil e il fido Phil (ma perché tutti questi pseudonimi?) possono scatenarsi proponendo al pubblico già caldo gli estratti da Your Omen, ultima fatica del quartetto. Si gioca ancora in casa con i Rain, formazione storica del panorama metal felsineo, anche se stravolta da sin troppi cambi di organico. Il nuovo singer (Il Biondo) non possiede sicuramente la tecnica di Tronco, ma riesce comunque a non far rimpiangere troppo il suo predecessore, offrendo una buona prova dietro al microfono, supportato ottimamente dal resto della band. La loro proposta è sempre puro ed incontaminato heavy metal e, oltre ai brani estratti dall’ultimo album Dad Is Dead, vengono suonate anche l’immancabile cover degli AC/DC “Highway To Hell”, “”Heavy Metal” (manifesto sonoro del gruppo) e l’hit “Only For The Rain Crew” che, come sempre, scatena ulteriormente il pubblico grazie al suo piglio più hard rock. Erano anni che spettavo questo momento: poter (ri)assaporare un live dei Praying Mantis! Avevo già avuto modo di testare le capacità della band nel lontano 2000 a Wacken, e la curiosità di rivedere la formazione (nel frattempo stravolta!) on stage era tanta. Accanto ai fratelli Troy (fondatori del gruppo) oggi troviamo il cantante Mike Freeland, il chitarrista Andy Burgess, sosia abbastanza credibile del comico Enrico Bertolino e il batterista Benjy Reid, musicisti non giovanissimi, ma senza precedenti musicali di rilievo. La band inizia il proprio show con la title-track del secondo album post reunion, A Cry For The New World del 1993, seguita da “Children Of the Earth”, estratta dall’esordio Time Tell No Lies, uno dei manifesti della N.W.O.B.H.M., che manda in delirio il pubblico. I suoni sono buoni e Freeland (per ora) dimostra di essere un buon cantante, anche se non paragonabile a predecessori del calibro di Tony O’Hora e Gary Barden. Alcuni estratti dal nuovo Sanctuary, tra cui la ballad strappalacrime “Turn The Tide”, fanno da preludio a “Turn The Tables”, ultimo singolo inciso (con il cantante Bernie Shaw, futuro Uriah Heep) prima dello scioglimento e del conseguente progetto Status, più vicino all’hard rock/aor. La vintage “Captured The City”, originariamente contenuta nel 7” omonimo del 1979, chiude lo show, con un Freeland in debito di ossigeno, sostenuto fortunatamente dai formidabili cori del resto della band. Una scaletta corta e con pochi classici (un solo estratto da Time Tell No Lies è un delitto!) e con un cantante non proprio eccellente sono i principali difetti di un’esibizione altrimenti ottima, con Tino (sempre scatenato!) e Andy a tessere incredibili fraseggi alle chitarre. A chiudere la rassegna metallica tocca ai Grim Reaper, nei quali l’unico membro rimasto in seno alla formazione è il solo cantante Steve Grimmet, ma il combo inglese incendia letteralmente il palco del locale col suo heavy metal melodico e anthemico. La scaletta pesca da tutti e tre gli album pubblicati negli anni ’80, per cui vengono proposte le esplosive “Rock You To Hell”, “Fear No Evil” (andatevi a rivedere il videoclip: l’apoteosi del trash!), “Lust For Freedom”e “Wrath Of The Ripper. Qualche minuto di pausa e il gruppo rientra per i bis con la ridicola spoken intro di “Final Scream” e, ovviamente, con “See You In Hell”, uno dei pezzi più noti della band della torva mietitrice. Nonostante qualche calo di voce di Steve Grimmet, i Reaper hanno offerto una buona prova a tutti i presenti, che hanno potuto rivedere in azione due gruppi pilastro del metal targato anni ’80.

Setlist Praying Mantis:

1. A Cry For The New World
2. Childern Of The Earth
3. Restless Heart
4. Tears In The Rain
5. In Time
6. Turn The Tide
7. Highway
8. Turn The Tables
9. Captured The City

Setlist Grim Reaper:

1. Rock You To Hell
2. Night Of The Vampire
3. Lust For Freedom
4. Wrath Of The Ripper
5. Fear No Evil
6. Liar
7. Lay It On The Line
8. Rock Me Til I Die
9. Matter Of Time
10. Waysted Love
11. Final Scream
12. See You In Hell




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