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GASOLINE QUEEN - Gas For The Underclass

Reviews

GASOLINE QUEEN
Gas For The Underclass

(Autoprodotto)

2009

Ai tempi del precedente ep omonimo, datato 2005, nella press release i Gasoline Queen scrivevano di voler suonare tantissimo dal vivo, firmare un contratto e, fra trent’anni, venire ricordati come la miglior hard rock band svedese di sempre. Tre anni dopo sono ancora senza contratto e, fuori dai confini nazionali, ben poco conosciuti, ma tuttavia ci mandano una e-mail in cui dicono che il nuovo ep č disponibile per un preascolto in esclusiva per alcune webzine italiane: a quanto pare č proprio dai fan del nostro Paese che il quintetto riceve la maggior parte dei consensi. Gas For The Underclass, come il suo predecessore, č un cd composto da quattro tracce di sporco e selvaggio rock and roll, senza lustrini e pailletes, ruvido come le mani di un fabbro dopo una giornata di lavoro, rozzo e bastardo come un ladruncolo di periferia. Il tempo sembra essersi fermato al vecchio demo: “Down All Around” ha nel DNA la stessa carica rock di “Restless Kid” che apriva Gasoline Queen. “Young Man Burnin'” rincara la dose seguendo le stesse coordinate stilistiche, mentre “Broke, Cursed & Damned” č l'unico brano che prova a stravolgere la formula, varcando la soglia dei 5 minuti di durata e facendo pensare a qualcosa dei migliori Babylon Bombs. “Stalker” č una pillola rock 'n' roll che chiude il sipario su un dischetto soddisfacente, che mostra una grande coerenza da parte del combo svedese e che dovrebbe incontrare i favori di chi apprezza gente come Backyard Babies, Gluecifer, Hell'n'Diesel, Innocent Rosie e tutto quel tipo di rock un po' grezzo, veloce e sfrontato che molte band scandinave sanno fare come si deve.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Down All Around
2. Young Man Burnin'
3. Broke, Cursed & Damned
4. Stalker







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