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GOTTHARD - G

Reviews

GOTTHARD
G

(BMG)

1996

Il destino di alcuni dischi è nascosto nel proprio nome, e se i Gotthard chiamarono il loro terzo lavoro in studio G, forse avevano già intuito che questo sarebbe stato il loro album simbolo, quello che gli avrebbe fatto fare il definitivo salto di qualità. Una qualità che qui, forse anche grazie all’aria di Los Angeles dove la band si trasferì per registrare il disco, raggiunse il picco massimo. Gli inizi erano stati comunque promettenti: il combo svizzero non aveva aggiunto niente di nuovo alla scena hard rock di fine anni '80/inizio anni '90, ma si era ugualmente imposto all’attenzione con canzoni come “Angel”, “Firedance” (con la partecipazione di Vivian Campbell dei Def Leppard) o “All I Care For” del primo album omonimo, e ancor di più con “Mountain Mama” (il pezzo che gli ha dato la consacrazione definitiva) e la splendida “I’m On My Way” che chiudeva il loro secondo lavoro, facendo da ponte per quello che sarebbe venuto con la promessa di una costante quanto inesorabile crescita. A darci il benvenuto è “Sister Moon” uno dei brani più riusciti dell’intero repertorio Gotthard, un intro dalle sonorità country con Steve Lee che si cimenta con l’armonica, un apprezzabile lancio di chitarra e lo stacco di Hena Habegger, che forse è troppo simile a “Heart’s Done Time” degli Aerosmith ed evidenzia uno dei punti deboli del gruppo svizzero: la mancanza (in alcuni casi) di originalità. “Make My Day” invece ti fa scattare l’impulso di saltare con un bel riff di chitarra del buon Leo Leoni, come sempre sugli scudi, mentre il solo qui ricorda quello di Angus Young in “Highway To Hell” (e non vogliamo essere blasfemi, non temete). “Mighty Quinn”, cover di un pezzo storico di Bob Dylan, mette in risalto invece un punto forte dei Gotthard, la capacità di trasformare vecchie canzoni rimodernandole, indurendole e plasmandole al proprio stile, e in alcuni casi migliorandole. Si ricomincia a saltare con “Movin’ On”, prima di rilassarsi con “Let It Be” dove è la vera stella del gruppo a venir fuori, Steve Lee. Ci sarebbe tanto da dire sul singer, per noi una delle migliori voci in assoluto della scena, e vero valore aggiunto della band con le sue interpretazioni sentite e coinvolgenti (vedi “Father Is That Enough?” singolo di lancio del disco) e con la grinta trascinante che esprime in “Sweet Little R’n’R” o in “Fist In Your Face”. Vorremo saltare qualche traccia per non dilungarci troppo, ma quasi tutte sono degne almeno di una citazione ed allora “Ride On” è l'immancabile song da corsa pazza in autostrada, magari quelle tedesche dove non esistono limiti di velocità se non quelli che ci dovrebbe imporre il nostro cervello. “In The Name” invece ci fa immaginare un eroe in stile uomo tigre che combatte contro tutto e tutti sapendo che alla fine la vittoria, quella definitiva, forse non arriverà mai. La ballata acustica “One Life, One Soul” diventerà quel tipico pezzo che segna la carriera intera di una band, uno di quelli che fa urlare la gente ai concerti nonostante non sia uno dei brani più riusciti dei Gotthard. G colpisce per la sua capacità di non far calare mai la tensione, è un grande disco che meritatamente viene definito il migliore dei Gotthard. “He Ain’t Heavy, He’s My Brother” chiude con l’ultimo ballo un lavoro basato sul saper essere discreti e concreti di Marc Lynn e Hena Habegger, sulle buone capacità di scudiero messe in mostra da Mandy Mayer (speculare nelle sue linee di chitarra), sull’immancabile e costante buona ispirazione di Leo Leoni che, con la preziosa collaborazione del loro mentore Von Rohr, si diletta a trasformare song “banali” in trascinanti pezzi dalla più pura anima rock o in sentite e strugenti ballad. Nota di merito per Steve Lee che, con la consapevolezza nei propri mezzi cresciuta grazie all’esperienza, riesce a sfruttare ancor di più il suo infinito talento. Ben fatto Gotthard, G vi spedisce dritti nell’olimpo del rock’n roll!

Ivan Varsi

Track List:

1. Sister Moon
2. Make My Day
3. Mighty Quinn
4. Movin' On
5. Let It Be
6. Father Is That Enough
7. Sweet Little R'r'
8. Fist in Your Face
9. Ride On
10. Lay Down the Law
11. Hole in One
12. One Life One Soul
13. He Ain't Heavy He's My Brother






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