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SEVENTH RIZE - Full Moon

Reviews

SEVENTH RIZE
Full Moon

(Perris Records)

2009

La storia dei Seventh Rize è simile a quella di molti altri gruppi hard rock nati tra il finire del periodo d’ora per questo genere e l’inizio del declino. Il primo nucleo della band si forma nel 1991 e attraversa varie peripezie fino a quando, nel 2000, non avviene quella che il gruppo definisce “una vacanza permanente”. Il combo texano si riforma sei anni più tardi, e dopo una serie di esibizioni, fra cui una all’edizione 2008 del prestigioso Rocklahoma, realizza appunto questo disco. Premesso questo, Full Moon è un lavoro senza infamia e senza lode, né particolari lampi di genio che possano far pensare ad un futuro luminoso per la ripresa della band. La voce di Stacy Humphries non spicca né per particolarità del timbro, né per doti vocali, e lo stesso capita per gli strumentisti, che si mantengono su brani di media velocità, inframmezzati da un paio di ballad piuttosto scialbe, in un hard rock fin troppo semplice e privo di mordente. Certo, alcuni pezzi come “Roller Coaster” e “Wreckage” hanno un andamento e un ritmo piacevole, ma tutto si ferma qui. La definizione di “visceral rock” che la band si attribuisce, nonché titolo del primo cd, non è certo azzeccata, e le principali influenze, individuate nei primi Mötley Crüe e Ratt, sono poco percepibili.

Anna Minguzzi

Track List:

1. Full Moon
2. Dirty Livin’
3. Torn
4. Grey
5. One Last Time
6. Roller Coaster
7. Quicken
8. I’ll Be There
9. Wreckage
10. Measure For Measure
11. You’re The One




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