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SPLATTERS - Fear Of The Park

Reviews

SPLATTERS
Fear Of The Park

(Atomic Stuff Records/Andromeda Dischi)

2012

La lezione impartita dai grandi maestri dell'horror degli anni '70 e '80 come Alice Cooper, Misfits e W.A.S.P. in campo rock hanno dimostrato di averla ben assimilata in parecchi. C'è chi ha rivisto il tutto in chiave goliardica (Mudrerdolls e ancor di più Wednesday 13 solista), chi in chiave punk (Ragdolls), chi accentuando la componente glam (Superhorrofuck), chi quella sleaze (Sister) e chi ancora quella industrial (Scream Baby Scream). Gli italianissimi Splatters invece rivisitano il tutto secondo canoni forse più heavy metal, infarcendo la propria musica anche di punk e di quell'humour nero irrinunciabile per questo genere di dischi, ben evidenziato già dalla splendida copertina, semplicissima ma efficace nel messaggio che vuole tramandare. E quell'enter posto a mo' di sottotitolo è inquietante quanto invitante. E allora entriamo nel Luna Park malefico del quartetto lombardo e subito veniamo avvolti da una cupa e lugubre nenia d'introduzione, a semplice titolo “Intro” che prepara ottimamente alle atmosfere dell'album. Il pagliaccio di cui si parla in “Killer Clown” forse è quello della copertina, o forse no ma sicuramente il pezzo crea la giusta tensione ed è l'opener ideale; “Welcome To Zombieland” mostra una melodia inattesa e coinvolge in maniera decisa; “Here Come The Monsters” prosegue la sua corsa su una giostra impazzita mettendo in risalto le qualità della sezione ritmica. “Die In A Leather Jacket” segna un piccolo rallentamento annoiando un po' ma ci pensa l'oscura “Hope” a rialzare il tiro; la successiva "Why Do They Always Die In This Way?" non convince del tutto, ma "Sinner In Heaven" e "My Lucky 13" sono un'accoppiata vincente, mentre “Minotaury” cala addirittura l'asso, prima che la tetra “Dark Way”, registrata come se il suono provenisse da un vinile, ponga il sigillo su un disco decisamente ben realizzato, sia a livello di suoni che di ispirazione. Di sicuro rilievo l'apporto del singer Drow e del chitarrista Alex Damned, davvero efficienti nei rispettivi ruoli e capaci di caratterizzare con le loro prestazioni un disco che per via della sua natura, l'horror rock, avrebbe potuto rischiare di finire presto nel dimenticatoio. Fear Of The Park, invece, siamo sicuri che merita qualche nuovo ascolto anche a distanza nel tempo. Brava l'Atomic Stuff a scoprire, registrare nei propri studi e lanciare questa band, diventando allo stesso tempo un'etichetta discografica lei stessa.

Sergio Grossi

Track List:

1. Intro
2. Killer Clown
3. Welcome To Zombieland
4. Here Come The Monsters
5. Die In A Leather Jacket
6. Hope
7. Why Do They Always Have Die In This Way?
8. Sinner In Heaven
9. My Lucky 13
10. Minotaury
11. Dark Way




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