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FASTER PUSSYCAT + ENUFF Z' NUFF

Live Reports

FASTER PUSSYCAT + Enuff Z' Nuff + Dirty Passion + Lester & The Landslide Ladies

Onirica, Parma
25/01/2010

Report di Luca Driol, foto di Anna Minguzzi

Ultima data italiana per la felice accoppiata composta da Faster Pussycat ed Enuff Z’ Nuff, due band che hanno infuocato il panorama glam tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90. Ad accompagnarli gli svedesi Dirty Passion e Lester coi suoi Landslide Ladies. Sono proprio questi ultimi ad aprire le danze davanti ad un pubblico ancora molto esiguo; il gruppo però ce la mette tutta per convincere i presenti, pur nella formazione ridotta a trio (con lo stesso Lester al basso e voce), grazie alla sporca miscela di rock e punk, debitrice, più che del glam anni ’80, di artisti quali The Stooges e New York Dolls. Subito dopo è la volta degli svedesi Dirty Passion, autori di un buon hard rock deluxe, costruito su brillanti riff e incalzanti refrain, dove spicca senza dubbio la prova vocale di Emil Ekbladh. Cambio di palco e finalmente approdano anche in Italia i “veri” Enuff Z’Nuff, quelli cioè con Donnie Vie a ricoprire il ruolo di frontman. E così tra classici quali “Baby Loves You”, “My Michelle” e “New Thing”, il tempo passa sin troppo velocemente, ma la band riesce ad esaltare il pubblico grazie alla formula che da sempre li contraddistingue: energia tipica dell’hard rock coniugata a melodie beatlesiane, risultando, al fine, una versione ipervitaminizzata dei Cheap Trick (che infatti sono il grande amore del gruppo stesso!). Donnie è senza dubbio un frontman carismatico, mentre il fratello d’arte Chip Z’Nuff è un bassista tanto statico quanto preciso e fantasioso, mentre il nuovo chitarrista Randi Scott, pur non essendo Jake E. Lee (ma nemmeno Monaco o Frigo), fa piuttosto bene il proprio lavoro, supportato dal batterista dei Faster Pussycat Chad Stewart dietro le pelli. Purtroppo una setlist sin troppo stringata per un gruppo di questo calibro (una quarantina di minuti scarsa), lascia i presenti un po’ a bocca asciutta: speriamo di rivederli con la tempistica che meritano on stage. Dopo le melodie degli Enuff Z’ Nuff, sono i Faster Pussycat a salire sul palco proponendo un concerto che accontenta pochi, alternando brani di industrial metal con i classici dei primi due album. A fine show, rimane solamente il ricordo della ballad “House Of Pain” cantata assieme a Donnie Vie (con tanto di bacio in bocca tra i due frontman) e “Nonstop To Nowhere” (opener del controverso Whipped! del 1992), probabilmente uno dei pezzi più convincenti del repertorio della band. Del resto i ridicoli atteggiamenti finto-provocatori di un ormai obeso Taime Downe e il look mansoniano del resto del gruppo lasciano il tempo che trovano, suscitando pure l’ira di qualcuno dei presenti che vorrebbe un ritorno sul palco degli Z’Nuff. Uno show il cui unico neo è stata la posizione infelice nella bill della formazione guidata da Chip e Donnie, che avrebbe senz'altro meritato di concludere questa piccola kermesse.




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