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HOLLYWOOD BURNOUTS - Excess All Areas

Reviews

HOLLYWOOD BURNOUTS
Excess All Areas

(Rock Road Entertainment)

2012


L'anno scorso, a seguito dell'ep autoprodotto omonimo, si è cominciato a parlare di questa band teutonica su webzine e forum dedicati vari. La sensazione generale, condivisa anche da noi con la nostra recensione, fu che il quartetto - pur mostrando sprazzi di bontà compositiva - ricalcasse un po' troppo pedissequamente gli stilemi del genere. Excess All Areas, esordio sulla lunga distanza, non compie alcuna inversione di tendenza ma, anzi, pone l'accento sugli aspetti più criticati del suo predecessore, mettendo sull'altare sacrificale un album fortemente derivativo e privo di particolari spunti a livello strutturale. Il primo full-length degli Hollywood Burnouts, infatti, ripropone senza troppi orpelli stilistici e musicali la lezione impartita dai più famosi complessi glam del panorama americano dei gloriosi anni '80. Echi di Poison, Mötley Crüe, Danger Danger e Warrant si odono in quasi ogni brano e catapultano l'ascoltatore in un'epoca lontana, vecchia di almeno trent'anni, e da tanto tempo dimenticata da radio e televisioni. Ma lo fanno con la naturalezza tipica di chi ha saputo cogliere l'essenza del rock'n'roll più semplice e incontaminato. E proprio in questo concetto è racchiusa la chiave di lettura del disco. Qualche accenno (omaggio?) ai Crashdïet qua e là, per il resto tutto sembra uscito direttamente dal songbook di qualche band anni '80, e con ogni probabilità il bello di Excess All Area è proprio questo. Canzoni come “Hands Of Rock”, “Tonight”, “Gimme Gimme Gimme”, “8 Lives Gun” e “Wild At Heart” piaceranno ai nostalgici e faranno storcere il naso a chi considerava il genere superato già nei primi anni '90, quando l'avvento del grunge spazzò via il 95% delle formazioni che affollavano la scena. A noi, che siamo inguaribili amanti di quello scintillante periodo, pur tenendo conto della scarsa verve creativa del gruppo, questo disco piace, grazie soprattutto alla sua immediatezza ed all'accentuata vena catchy, tipica dei fuoriclasse del glam. Forse gli Hollywood Burnouts non verranno mai annoverati in questa categoria, ma senza dubbio hanno ragione di esistere, specialmente in un periodo in cui molte band preferiscono saltare a piè pari sul carrozzone del trend musicale del momento, spesso rinnegando le proprie origini. Più che all'originalità, che tutto sommato è una lacuna-non-lacuna quando si sanno scrivere buoni pezzi, è alla produzione che suggeriremmo al gruppo di prestare maggior cura con il prossimo lavoro.

Stefano Gottardi

Track List:

1. Hands Of Rock
2. Tonight
3. Wild Side
4. A Part Of My Heart
5. Gimme, Gimme, Gimme
6. I Wanna Ride
7. Kings Of Sin
8. 8 Lives Gone
9. Fake Baby
10. Wild At Heart
11. Everybody Needs A Hero
12. Remember Me




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